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La vita di Biagio Conte attraverso gli occhi di Chiara Cavaliere

SUL CAMMINO DI FRANCESCO – RAI UNO, domenica 11 ottobre

Siamo a Palermo nel 1990. Biagio Conte è un giovane qualunque, con una vita regolare. Una mattina prenderà una decisione che spezzerà ogni certezza: abbandona casa, famiglia, fidanzata, amici, e si incammina verso Assisi con uno zaino e un interrogativo che non lo lascia più.

Da dove nasce il dolore che vede intorno a sé? Quale senso ha la sua esistenza? A orientarlo è un incontro con un senza tetto. Tornato a Palermo, Biagio fa una scelta radicale: non si limita a osservare la marginalità, ma va a vivere accanto a chi la subisce. Condivide le notti sotto i portici della stazione centrale, cercando di assicurare cibo, coperte e una dignità minima a chi è costretto a dormire per strada.

Diretto da Costanza Quatriglio e prodotto da Gloria Giorgianni, Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte ricostruisce il percorso di un uomo che trasforma una decisione personale in un movimento collettivo, capace di coinvolgere volontari, abitanti della città e le persone accolte nella Missione di Speranza e Carità.

Accanto ad Alessio Vassallo e Donatella Finocchiaro, nel cast compare anche Antonio Catania in una partecipazione straordinaria. A dare autenticità al racconto contribuiscono alcune persone che hanno realmente vissuto nelle comunità fondate da Biagio Conte: le loro presenze intrecciano la memoria concreta della missione con la finzione cinematografica.

La Palermo che emerge dal film è una città ferita, segnata da contraddizioni, ma anche capace di rispondere. È un luogo in cui la solidarietà non resta un principio astratto, ma diventa un gesto quotidiano capace di restituire un nome, una storia e una dignità a chi rischia di restare invisibile. Tra gli interpreti c’è Chiara Cavaliere, che veste i panni di una giovane giornalista chiamata a seguire il secondo digiuno di Biagio Conte, il più drammatico. Per raccontare da vicino l’opera di “Fratel Biagio”, la donna si reca sul posto e raccoglie le voci di chi ha condiviso l’esperienza della Missione di Speranza e Carità e di chi, invece, continua a non comprendere la scelta estrema del missionario laico.

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Chiara, che esperienza è stata girare a Palermo, la città dove sei nata?

“È stata un’emozione indescrivibile, girare a Palermo e raccontare questa storia e soprattutto questo volto della città, oltre i luoghi comuni dei racconti di mafia e antimafia che rappresentano ancora la maggior parte dei filoni narrativi delle serie ambientate oggi in Sicilia. Certo, quelle serie raccontano una verità ed una realtà che è giusto denunciare e ricordare, ma penso che sia giunta l’ora di sforzarsi per raccontare anche altro. La Sicilia è tra le prime dieci regioni d’Italia per il suo patrimonio artistico e culturale e merita di essere raccontata anche attraverso altre storie. La storia di Biagio Conte segue questo filone, è una storia commovente strettamente legata alla città ma che grazie a questo film tv finalmente sarà conosciuta anche al livello nazionale.”

Come ti sei preparata a questo ruolo? Come hai vissuto la “tua” giornalista che ha il compito di raccontare le fasi più drammatiche e delicate del digiuno di Biagio Conte.

“Con la regista Costanza Quatriglio abbiamo lavorato tanto affinché questa giovane giornalista, aldilà della cronaca, lasciasse trapelare anche la sua vicinanza alla causa del missionario. Il personaggio, perciò, non rimane indifferente dinanzi allo straordinario atto d’amore di Biagio Conte, che rischia la sua vita una seconda volta pur di difendere gli ultimi. Alcuni dei personaggi che intervisto nel film hanno fatto realmente parte della missione speranza e carità di ‘Fratel Biagio’, e questo ha reso le scene del film per me ancora più emozionanti.”

Che eredità ha lasciato Biagio Conte a Palermo? E a te, cosa ha lasciato questo film?

“L’amore è il vero filo conduttore del film, l’amore sconfinato di Biagio per gli esseri umani aldilà di qualsiasi forma di pregiudizio. E l’amore che gli abitanti di Palermo conservano ancora oggi per Biagio Conte è stato palpabile durante tutto il periodo delle riprese. Ricordo che mentre stavamo girando alla stazione molti passanti mi fermavano perché si era sparsa la voce del film e la gente era venuta lì apposta per raccontare del loro incontro con Biagio Conte e di quanto la sua opera di carità realmente li avesse salvati dalla strada, dalla violenza e dalla povertà. Mi ha molto commosso tutto questo, mi ha commosso toccare con mano quanto sia vero che il male è in grado di lasciare ferite e traumi indelebili dentro ognuno di noi e nella memoria di una città. Ma che lo stesso vale anche per il bene. L’amore che Biagio ha dimostrato agli abitanti della città non è stato dimenticato.”

Scritto da Max Pattano

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