Trent’anni dopo la scomparsa del maestro dell’horror italiano, lucio fulci, Edikit lancia una raccolta che vuole fare più di un semplice omaggio. Altre Lune Nere – Tributo a Lucio Fulci nasce come un esperimento narrativo ispirato al modo di fare cinema del regista, e si propone di ricostruire le sue ossessioni più profonde su carta.
Una struttura a cinque atti che riecheggia il cinema di Fulci
L’antologia è suddivisa in cinque atti – “Il colore del buio”, “La carne e il sangue”, “Voci dal profondo”, “L’innocenza violata” e “Le porte del nulla” – ciascuno dei quali racchiude sei racconti. Questa organizzazione richiama la capacità di Fulci di costruire atmosfere stratificate, passando dal gothic al splatter dal noir al western senza mai perdere il filo conduttore della paura. All’interno di ogni atto, gli autori esplorano temi ricorrenti nella filmografia del regista: l’occhio ferito, le case che divorano gli abitanti, i morti che non hanno finito di parlare e un aldilà percepito come spazio tangibile.
Il cornice narrativo: un libro ritrovato a Savannah
Il filo rosso che unisce i trenta racconti è una cornice immaginaria che fa da pretesto al viaggio. Si racconta di un volume senza ISBN, scoperto nel 1988 nella Eibon Street Library di Savannah, privo di autore e con la data impossibile «Roma, 13 marzo 1996». Tale data segna esattamente il giorno della morte di Fulci, creando un collegamento metafisico tra realtà e finzione.
L’opera fittizia, intitolata “Altre Lune Nere”, è presentata come il seguito mai scritto di “Le Lune Nere”, l’unica raccolta di racconti pubblicata dal regista in vita.
Curatori e illustratori: la visione di Andrea K. Lanza e Roberta Guardascione
Il progetto è stato curato da Andrea K. Lanza che ha voluto evitare le tipiche imitazioni del maestro. «Non volevo trenta imitazioni di Fulci. Volevo trenta scrittori che si facessero la stessa domanda che si faceva lui: cosa succede se non tolgo la macchina da presa dalla ferita» ha dichiarato, sottolineando l’intento di esplorare la stessa ferita creativa senza strumentazioni convenzionali. L’aspetto visivo è affidato a Roberta Guardascione copertinista ufficiale di Edikit, che ha illustrato l’intera opera e ha anche firmato il racconto “Shadowplay”.
Trenta firme, un unico tributo: gli autori partecipanti
Tra i firmatari troviamo nomi di spicco e nuove voci del fantastico italiano, oltre a un’autrice americana. La lista completa comprende Corrado Artale, Lia Bachman, Samuele Berselli, Domenico Maria Burzi, Cesare Buttaboni, Valerio De Santis, Ettone (Fabio Cecconello), Samuele Fabbrizzi, Marco Figoni, Ivo Gazzarrini, Mario Gazzola, Andreina Grieco, Alberto Groppelli, Roberta Guardascione, Andrea K. Lanza, Matteo Mancini, Evarg Nori, Ilaria Oliviero, Vincenzo Pandolfi, Luigi Pellini, Roberto Piccinini, Silvia Robutti, Sara Ronco, Filippo L. Santaniello, Ivan Scarabocchio, Alessandro Schümperlin, Luca Sorsoli, Davide Staffiero, Andrea Torniamenti e Morgan Wiederhorn. Ogni contributo è stato inserito per rappresentare una diversa generazione e sensibilità stilistica, garantendo al volume una varietà di toni che va dal weird al fantastico gotico.
Presentazione a Stranimondi 2026: data, luogo e ospiti
L’evento di lancio si è svolto domenica 18 ottobre 2026 alle ore 16:00 presso la nuova sede di Gadames 57 (via privata Gadames 57/8, Milano), inserita nel programma di Stranimondi 2026 la manifestazione dedicata al fantastico indipendente. Tra i partecipanti al tavolo sono intervenuti il curatore Andrea K. Lanza, l’illustratrice Roberta Guardascione e gli autori Mario Gazzola, Sara Ronco, Marco Figoni, Ettone, Andreina Grieco, Luigi Pellini, Domenico Maria Burzi e Ivan Saladin. Il volume, dedicato ad Antonella Fulci, è già disponibile su Amazon e sul sito di Edikit.
Con questa raccolta, Edikit non solo celebra una delle figure più emblematiche del cinema horror italiano, ma riafferma la capacità del genere di rinnovarsi, attraversando generi e stili diversi senza perdere la sua essenza. Il risultato è un libro che si presenta come un vero e proprio film letterario dove ogni racconto è una scena, ogni atto una sequenza, e il lettore è chiamato a vivere il terrore con la stessa intensità di chi guarda lo schermo.
