Camaiore, tragedia familiare: 63enne uccide moglie e figlio e viene arrestato

A Camaiore un 63enne ha sparato alla moglie e al figlio con un fucile da caccia. Il ragazzo aveva pubblicato nel 2026 un post che oggi viene esaminato dagli inquirenti come possibile indizio sul movente. Le autorità hanno arrestato l'uomo e avviato accertamenti medico legali.

Nel primo pomeriggio del 24 giugno 2026, sulle colline di Camaiore (Lucca), si è consumata una tragedia familiare: un uomo di 63 anni ha ucciso a colpi d’arma da fuoco la moglie di 52 anni e il figlio di 24 anni. L’episodio è avvenuto in via della Costa, nella frazione tra Pieve e Casoli, e ha immediatamente attivato i soccorsi e le forze dell’ordine.

Secondo quanto ricostruito, il rientro del giovane dopo un pranzo da parenti è stato seguito dallo sparo. I vicini hanno sentito i colpi e hanno chiamato il 118 e i carabinieri. L’uomo, che deteneva regolarmente il fucile, è stato poi trovato sul tetto dell’abitazione e bloccato senza opporre resistenza; a chi lo ha raggiunto avrebbe detto: “Mi sono liberato di loro“.

Rilievi sul luogo e intervento dei soccorsi

Allertati dall’allarme, sono intervenuti sul posto i mezzi del 118 di Viareggio, le ambulanze delle pubbliche assistenze locali e l’elisoccorso regionale Pegaso 3. I sanitari, dopo che i carabinieri hanno messo in sicurezza la scena, hanno potuto solo constatare il decesso della donna e del giovane a seguito di ferite da arma da fuoco. L’arma utilizzata è stata identificata come un fucile da caccia regolarmente denunciato e, secondo la ricostruzione, era stata riposta in casa dall’autore prima dell’arrivo dei militari.

Accertamenti tecnici e medico legali

La procura ha disposto l’invio del medico legale per i primi esami esterni: il dottor Stefano Pierotti ha effettuato il sopralluogo iniziale e le salme sono state trasferite all’obitorio per le autopsie. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Elena Leone mentre il comando provinciale e la compagnia dei carabinieri hanno dato disposizioni per i rilievi tecnici e le testimonianze. Tra i vertici intervenuti sono stati citati i comandanti che hanno seguito le operazioni sul posto.

Elementi sul contesto familiare e possibile movente

Chi conosceva la famiglia riferisce di contrasti e liti negli ultimi mesi, ma nulla che lasciasse presagire un esito così violento. In particolare, sul profilo social del giovane ucciso è emerso un post del 2026 con la frase “Brutto pensare che un padre ti preferisca morto che gay“, citazione che ora viene esaminata dagli inquirenti come possibile elemento utile a chiarire il movente. Le autorità stanno raccogliendo testimonianze tra parenti e vicini per ricostruire le dinamiche che hanno preceduto la sparatoria.

Alcuni parenti descrivono l’autore come una persona dal carattere mite che, secondo racconti locali, nelle ultime settimane appariva sempre più esasperata. Altri vicini, invece, hanno testimoniato sorpresa e incredulità: la contraddizione tra chi lo definiva “bonaccione” e la gravità del gesto è oggetto di valutazione investigativa.

Dichiarazioni ufficiali e reazioni della comunità

Il sindaco di Camaiore, Marcello Pierucci ha espresso sgomento per quanto accaduto e ha disposto il lutto cittadino, con la sospensione delle attività e un minuto di silenzio in consiglio comunale per ricordare le due vittime. La comunità locale, soprattutto nella piccola frazione interessata, è rimasta profondamente scossa e molti residenti hanno espresso vicinanza ai familiari delle vittime.

Intanto, gli inquirenti mantengono aperte tutte le piste investigative: sono in corso rilievi balistici, l’esame del telefono e dei dispositivi digitali delle persone coinvolte, e la raccolta delle testimonianze di chi frequentava la famiglia. L’accusa formulata nei confronti dell’uomo è quella di duplice omicidio volontario mentre gli accertamenti proseguono per chiarire ogni dettaglio della tragedia.

La vicenda lascia aperti interrogativi sulle dinamiche familiari che possono portare a episodi estremi e richiama l’attenzione sugli elementi oggettivi che forniranno risposte: l’esito delle autopsie, le risultanze delle perizie scientifiche e le dichiarazioni raccolte nelle prossime fasi investigative. La comunità di Camaiore resta in lutto e la magistratura prosegue gli accertamenti per definire con precisione le responsabilità.

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Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.