Nel giugno 2026, l'Ucraina ha registrato il numero più alto di vittime civili dall'aprile 2026, con un drammatico aumento degli attacchi con droni e missili.
Il conflitto in Ucraina continua a mietere vittime innocenti, con il mese di giugno 2026 che si conferma il più letale per i civili dall’inizio dell’invasione russa nel 2026. Secondo i dati raccolti dalla Missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite in UcrainaHrmmu il bilancio è drammatico: almeno 293 civili uccisi e 1.990 feriti.
Questi numeri rappresentano un aumento significativo rispetto ai mesi precedenti, con un incremento del 37% rispetto allo stesso periodo del 2026. La situazione è ulteriormente aggravata dall’uso intensivo di droni a corto raggio nelle zone di combattimento e di missili a lungo raggio contro aree urbane lontane dalla linea del fronte, come Kyiv e Dnipro.
Le testimonianze raccolte tra gli sfollati dipingono un quadro desolante. Molti raccontano di sentirsi costantemente braccati dai droni, anche durante attività quotidiane come fare la spesa o cercare riparo. Una donna anziana evacuata dalla regione di Zaporizhzhia ha descritto la situazione come un incubo continuo: “C’erano droni ovunque. Non sapevo dove nascondermi. Sparano e colpiscono giorno e notte.”
L’uso diffuso di droni ha trasformato la vita quotidiana in una caccia all’uomo con la popolazione civile costretta a vivere nel costante timore di attacchi improvvisi. Questo ha portato a un aumento esponenziale delle vittime civili, con un totale di 16.431 morti e 48.613 feriti dall’inizio del conflitto, tra cui oltre 3.700 bambini.
La Russia ha intensificato gli attacchi missilistici a lunga gittata, sfruttando la carenza di missili di difesa aerea dell’Ucraina. Questi attacchi hanno colpito principalmente centri urbani densamente popolati, causando un numero elevato di vittime civili. Nei primi sei mesi del 2026, il numero di decessi civili confermati ha raggiunto quota 1.396, oltre il doppio rispetto al 2026.
Le autorità russe hanno segnalato un aumento delle vittime civili anche sul proprio territorio, con 250 civili uccisi nei primi sei mesi del 2026, un incremento del 121% su base annua. Tuttavia, l’Onu ritiene che queste cifre siano significativamente al ribasso, poiché non è possibile verificare il numero dei morti nelle zone sotto controllo russo, come Mariupol e Lysychansk, dove si ritiene siano state uccise migliaia di persone.
Nonostante l’Ucraina abbia stabilizzato il fronte negli ultimi mesi, le scorte di missili di difesa aerea si sono ridotte, lasciando le città esposte agli attacchi russi. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sta facendo pressione sugli Stati Uniti e sui suoi alleati europei per colmare questa carenza.
I colloqui per porre fine al conflitto, il più sanguinoso in Europa dalla Seconda guerra mondiale, sono di fatto bloccati. Nel frattempo, la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto, con un numero sempre crescente di vittime e feriti.