Come gli influencer stanno cambiando il marketing dei film

Dalle proiezioni anticipate per influencer ai casi di Disclosure Day e Odissea, scopri come il marketing cinematografico sta evolvendo e quali sono i rischi di creare aspettative troppo alte.

Negli ultimi anni, il mondo del cinema ha visto un cambiamento significativo nel modo in cui i film vengono promossi. Gli influencer e i content creator sono diventati parte integrante delle strategie di marketing, ma questo approccio sta sollevando nuove domande sull’impatto che hanno sulle aspettative del pubblico.

Universal, la società che distribuisce Odissea di Christopher Nolan, ha recentemente attirato l’attenzione per aver deciso di non organizzare le cosiddette “word of mouth screenings”, proiezioni anticipate riservate a influencer e creator. Questa scelta ha suscitato un dibattito intenso, non solo per il conflitto di interessi tra giornalisti e creator, ma anche per il timore che le recensioni entusiastiche sui social possano creare aspettative eccessive, danneggiando il film.

Le proiezioni anticipate per influencer: un caso emblematico

Nonostante le dichiarazioni iniziali, Universal ha comunque permesso a un gruppo selezionato di influencer di vedere Odissea in anticipo, ma non durante le proiezioni dedicate. Gli influencer hanno avuto l’opportunità di vedere il film insieme alla stampa di settore prima delle interviste con attori e regista. Le loro recensioni, come spesso accade, sono state molto positive, ma la questione rimane aperta: queste strategie di marketing sono davvero efficaci o rischiano di creare un divario tra aspettative e realtà?

Un esempio recente che ha dimostrato i rischi di questa strategia è Disclosure Day l’ultimo film di Steven Spielberg. Prima dell’uscita, il film era carico di grandi aspettative, essendo il ritorno del regista alla fantascienza dopo vent’anni. Le prime reazioni degli influencer erano state entusiastiche, ma il film ha deluso al box office, con un calo del 60% nell’incasso tra il primo e il secondo weekend. Questo calo potrebbe essere attribuito alle recensioni polarizzate e brevi sui social, che spesso non riflettono il gradimento del pubblico.

L’ascesa degli influencer nel marketing cinematografico

L’uso di influencer e creator nella promozione dei film è diventato una pratica comune negli ultimi anni. Gli influencer sono persone con una notorietà consolidata sui social, che promuovono prodotti a pagamento, mentre i content creator sono coloro che creano contenuti per i propri canali social o per YouTube, a volte pagati da aziende. Questo cambiamento è diventato evidente durante lo sciopero degli attori del 2026, quando le distribuzioni hanno dovuto trovare nuove strategie di promozione.

Uno dei film più significativi in questo senso è stato Barbie uscito solo sette giorni dopo l’inizio dello sciopero. La Warner ha coinvolto attivamente influencer e creator, offrendo loro accesso alle anteprime e creando contenuti esclusivi. Questa strategia ha avuto un grande successo, soprattutto tra il pubblico giovane. Per film più piccoli, gli influencer possono essere pagati per creare contenuti, ma per grandi produzioni come Barbie e Odissea l’invito a partecipare è già un vantaggio significativo.

L’importanza dell’eventizzazione

La promozione di un film di successo si basa spesso sulla creazione di un evento. Gli influencer e i creator sono diventati essenziali per trasformare l’uscita di un film in un evento mediatico. Le loro reazioni, spesso selezionate e condivise dalla distribuzione, contribuiscono a creare un senso di attesa e di partecipazione. Tuttavia, la crescente consapevolezza dei meccanismi dietro al lavoro degli influencer sta minando l’efficacia di queste strategie.

Le prime reazioni sui social tendono a essere molto positive perché gli influencer selezionati sono spesso fan del film o hanno un interesse a mantenere buoni rapporti con la distribuzione. Questo approccio garantisce recensioni positive, ma può anche creare un divario tra le aspettative del pubblico e la realtà del film. Amber Muotto, esperta di marketing nel Regno Unito, ha spiegato che spesso le distribuzioni si rivolgono agli influencer quando non riescono a ottenere recensioni dalla stampa tradizionale.

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Chiara Lombardi

Chiara Lombardi, critica cinematografica con accrediti ai principali festival (Venezia, Roma), firma recensioni e analisi su film, registi e tendenze del grande schermo con rigore e passione per la settima arte.