Corso di formazione per commissari maturità 2026: come funziona e cosa cambia

Il corso di formazione per i commissari della maturità 2026 non garantisce una nomina immediata, ma rappresenta un titolo preferenziale per il futuro. Scopri come funziona e perché partecipare

Le commissioni per la maturità 2026 sono state finalmente pubblicate e le nomine sono arrivate via mail ai docenti designati come presidenti e commissari. Molti insegnanti che stanno frequentando il corso di formazione si chiedono perché non siano stati nominati e se il tempo dedicato sia stato sprecato.

La risposta è semplice: la formazione è un passaggio fondamentale, ma non garantisce una nomina immediata.

Il corso di formazione, avviato il 13 maggio 2026 e disponibile fino al 30 giugno 2026, è stato introdotto per preparare i docenti alle novità dell’esame di stato. La partecipazione non è obbligatoria, ma rappresenta un titolo preferenziale per le nomine future, a partire dall’anno accademico 2026/27. Questo significa che, anche se non tutti i richiedenti saranno nominati nell’anno in corso, la formazione acquisita sarà valorizzata nelle prossime edizioni.

Come funziona il corso di formazione per i commissari

Il corso di formazione è stato avviato in seguito al Decreto Scuola n. 127/2026pubblicato il 5 novembre 2026. L’obiettivo è fornire ai docenti le competenze necessarie per affrontare le novità introdotte nell’esame di maturità. Tra le principali modifiche, troviamo la riduzione del numero dei componenti delle commissioni e la nuova struttura del colloquio orale.

Le commissioni della maturità 2026 saranno composte da cinque membri: un presidente esterno, due commissari esterni e due commissari interni.

Questa modifica mira a rendere più snella l’organizzazione degli esami, mantenendo comunque la presenza di docenti sia interni che esterni all’istituto. I commissari interni non saranno più scelti liberamente dai consigli di classe, ma dovranno essere designati in relazione alle discipline coinvolte nell’esame.

Le date chiave del corso di formazione

Il corso di formazione è iniziato il 13 maggio 2026 e sarà disponibile fino al 30 giugno 2026. Durante questo periodo, i docenti potranno completare le unità formative e ottenere l’attestato di partecipazione. È importante conservare la documentazione attestante la partecipazione al corso, in quanto costituirà un titolo preferenziale per le nomine future.

Le novità dell’esame di maturità 2026

L’esame di maturità 2026 introduce diverse novità rispetto alle edizioni precedenti. Tra le principali, troviamo la riduzione del numero dei componenti delle commissioni e la nuova struttura del colloquio orale. Il colloquio non sarà più limitato alla discussione delle prove scritte, ma servirà a verificare le capacità argomentative, lo spirito critico e la maturazione personale del candidato.

Un altro elemento innovativo riguarda il voto di condotta. Gli studenti con una valutazione inferiore a 6 non potranno essere ammessi all’esame. Chi arriva alla maturità con 6 in comportamento dovrà affrontare durante il colloquio una specifica riflessione o elaborato sui temi della cittadinanza attiva e responsabile. La condotta incide inoltre sull’attribuzione dei crediti scolastici.

La struttura del punteggio finale rimane invariata: fino a 40 punti derivano dal credito scolastico accumulato nel triennio, mentre le due prove scritte e il colloquio orale valgono fino a 20 punti ciascuno. Restano previsti eventuali punti bonus per i candidati particolarmente meritevoli.

Come prepararsi alle nomine con il corso di formazione

Per migliorare le possibilità di nomina, è importante seguire alcuni passi pratici. Innanzitutto, verifica il tuo titolo per la nomina consultando le fonti ufficiali. Successivamente, iscriviti al corso e completa le unità entro la data di scadenza. Monitora le convocazioni e le nomine pubblicate dall’ente competente e conserva la documentazione attestante la partecipazione al corso.

Per restare aggiornato, consulta le comunicazioni ufficiali e rivolgiti all’indirizzo indicato per il Q&A. Le informazioni normative possono variare, quindi è fondamentale monitorare costantemente le fonti ufficiali e le comunicazioni dell’ente competente.

Scritto da Edoardo Marchesi

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