Cosa vedere al cinema questo weekend: supergirl, verbinski e una commedia francese

Tre uscite in sala tra ironia, distopia e commedia: una Supergirl irriverente, la nuova fantasia di Gore Verbinski con Sam Rockwell e una storia francese che intreccia amore e burocrazia religiosa.

Il fine settimana in sala propone tre titoli molto diversi tra loro che coprono generi e toni opposti: un cinecomic estivo e spensierato, una fantasia distopica con venature comiche e una commedia d’autore francese che mette alla prova affetti e istituzioni.

L’articolo offre una guida alle trame principali, al tono registico e a chi può apprezzare ciascun film.

Supergirl di Craig Gillespie: il cinecomic leggero e irriverente

La protagonista è Kara Zor-El alias Supergirl (interpretata da Milly Alcock), ritratta come una figura ribelle e sregolata: tra feste solitarie, un rapporto affettuoso con il cagnolino Krypto e una propensione agli eccessi, il personaggio sfoggia un linguaggio e un comportamento anticonvenzionali. La trama mette in moto un episodio di vendetta personale quando una giovane, Ruthye chiede aiuto a Kara dopo che la sua famiglia è stata sterminata da un pericoloso clan guidato da Krem.

Lungo il viaggio si aggrega il cacciatore di taglie Lobo (interpretato da Jason Momoa), figura ruvida che contribuisce al tono spavaldo del film. Visivamente la pellicola pesca a piene mani da immaginari familiari della fantascienza e dell’avventura—dalle distese postapocalittiche agli empori popolati da esseri esotici—senza mai cercare l’originalità estrema. Il risultato è un prodotto pensato per lo svago: gag, battute dissacranti e una regia che privilegia il ritmo e la personalità della protagonista rispetto alla profondità drammatica.

Good Luck Have Fun Don’t Die di Gore Verbinski: distopia con humour e inquietudine

Il regista protagonista di franchise si cimenta con una commedia fantascientifica dalle tinte distopiche. Al centro c’è un uomo apparentemente disorientato (Sam Rockwell) che dichiara di viaggiare dal futuro in missione per impedire il predominio dell’Intelligenza Artificiale e delle grandi piattaforme mediatiche. La premessa mette subito in chiaro che il film bilancia la cupezza di uno scenario alla Orwell con sequenze comiche e surreali, in cui la paranoia tecnologica convive con uno humour bizzarro.

La messa in scena richiama riferimenti cinematografici noti come Brazil o L’esercito delle 12 scimmie per l’atmosfera onirica e disorientante, ma l’approccio resta riconoscibile per la cifra personale del regista: mise en scene eccentrica, trovate visuali e un cast che supporta il tono ibrido. È un film indicato a chi non teme riflessioni amare sul presente e vuole al contempo lasciarsi coinvolgere da un racconto che mescola critica sociale e gag assurdamente leggibili.

Cos’è l’amore di Fabien Gorgeart: commedia francese sul matrimonio e la burocrazia

Ambientata tra Rouen e Roma, questa commedia mette in scena le conseguenze pratiche e sentimentali di una richiesta di annullamento religioso. Marguerite (Laure Calamy), donna energica e disinvolta, accetta di aiutare l’ex marito Frédéric (Vincent Macaigne) che intende risposarsi in chiesa con la sua nuova compagna. Il nucleo narrativo è la sequenza di ostacoli procedurali che costringono i personaggi a confrontarsi con ricordi, compromessi e assurdità amministrative.

Il film esplora il tema dell’istituzione matrimoniale attraverso dialoghi vivaci e situazioni concretamente riconoscibili: pratiche ecclesiastiche, consulenze legali e un piccolo viaggio a Roma che funge da catalizzatore di riflessioni emotive. La regia sceglie un tono umano e leggero, affidandosi a interpreti che costruiscono un equilibrio tra ironia e malinconia. Consigliato a chi apprezza le storie di coppia raccontate con delicatezza e intelligenza.

Per chi sono pensati questi titoli

Il cinecomic è ideale per chi cerca intrattenimento spensierato e personaggi carismatici; la distopia di Verbinski interessa gli spettatori attratti da riflessioni sul presente tecnologico e da un umorismo corrosivo; la commedia francese è rivolta a chi vuole una pellicola dai toni più contenuti ma ricca di spunti sull’affetto e sulle regole sociali. In comune hanno la volontà di raccontare, ciascuno a modo suo, conflitti umani calibrati tra leggerezza e tensione emotiva.

Se decidete di passare il weekend in sala, valutate il tono che preferite: se serve una serata senza pensieri optate per Supergirl, se cercate pensiero e assurdo scegliete Good Luck Have Fun Don’t Die, mentre per un approccio più intimista e ironico la scelta giusta è Cos’è l’amore.

Scritto da Chiara Lombardi

The Trauma Code: Heroes on Call, l’azione incontra la medicina in una serie Netflix