Giuseppe Schillaci presenta Auber 89 alle Giornate degli Autori: tra passato e presente

Un film che mescola nostalgia e tensioni sociali, Auber 89 di Giuseppe Schillaci sbarca al Lido di Venezia. Scopri la storia di Fatsah e la riscoperta del passato attraverso filmati d'archivio.

Il Lido di Venezia ospita un’opera intensa e riflessiva: Auber 89 il nuovo film di Giuseppe Schillaci presentato in prima mondiale il 10 settembre alle Giornate degli Autori nella sezione Notti Veneziane. Questo viaggio cinematografico tra memoria personale e collettiva si concentra sulle periferie parigine, un tema di grande attualità e risonanza sociale.

Il protagonista, Fatsah (interpretato da Fatsah Bouyahmed), vive un momento di crisi dopo un incidente che gli provoca un’amnesia. La sua ricerca di identità si intreccia con la riscoperta della storia del quartiere di Aubervilliers una banlieue parigina, attraverso filmati d’archivio degli anni ’80. Questi documenti, girati durante un progetto di riqualificazione urbana, rivelano un passato di speranza e comunità, ma anche le prime crepe sociali che hanno portato a tensioni più profonde.

La riscoperta del passato attraverso i filmati d’archivio

Il film utilizza una tecnica narrativa innovativa, alternando immagini del presente con filmati d’archivio inediti. Questi ultimi mostrano un quartiere in fermento, dove la comunità cerca di migliorare le proprie condizioni di vita e di sognare un futuro migliore. Per Fatsah, rivedere queste immagini significa riaffiorare i ricordi della sua famiglia, delle amicizie e della quotidianità, ma anche delle prime fratture sociali: il razzismo, le disuguaglianze e l’emarginazione.

Gli anni ’80 rappresentano un periodo di speranza per le periferie francesi, dove la convivenza multietnica sembrava la naturale evoluzione dell’immigrazione globale. Tuttavia, negli anni ’90, questa speranza si è trasformata in disillusione, segnando una svolta irreversibile che ha avuto ripercussioni anche nelle periferie italiane. Auber 89 cattura questo momento di transizione, mostrando come le tensioni sociali siano emerse e si siano radicate nel tempo.

Il team dietro Auber 89

Il film è diretto da Giuseppe Schillaci e scritto insieme a Gabrielle Culand. La fotografia è firmata da Zoltan Hauville mentre il montaggio è curato da Christine Bouteiller. La colonna sonora è di Thibault Frisoni e il suono è stato curato da Maya Rosa.

La produzione è affidata a Label Vidéo con Véronique Holley e Raffaele Ventura in coproduzione con RevolverVia93 ed E2P. I coproducenti sono Paolo Maria SpinaSylvain PoubelleBruno Niepceron e Pierre-Jean Bartheye mentre le vendite internazionali sono gestite da Lightdox.

Dopo l’anteprima alla Mostra di Venezia, Auber 89 inizierà il suo percorso nelle sale cinematografiche italiane, distribuito da Revolver & Valtellina Distribuzione. Questo film promette di essere un contributo significativo al dibattito sulle tensioni sociali e la memoria collettiva, offrendo uno sguardo profondo e commovente sulle periferie parigine.

Scritto da Edoardo Marchesi

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