Il film Green Book racconta un percorso che è insieme geografico e morale: partendo da New York del 1962, la vicenda mette in scena il tour nel Sud degli Stati Uniti di un pianista afroamericano e dell’uomo che sarà il suo autista e guardia del corpo.
Dietro la forma di un buddy movie e di un road movie si nascondono temi pesanti come la segregazione, la dignità e la necessità di confrontarsi con pregiudizi radicati.
La pellicola, diretta da Peter Farrelly e interpretata da Viggo Mortensen e Mahershala Ali ha ottenuto riconoscimenti importanti tra cui tre premi Oscar: miglior film, migliore sceneggiatura originale e miglior attore non protagonista. In Italia il film è stato riproposto in televisione e figura nel palinsesto di Rai Movie (canale 24), dove continua a suscitare interesse per la sua capacità di fondere intrattenimento e approfondimento storico.
Personaggi reali e dinamiche del viaggio
Al centro del racconto ci sono due figure tratte da una vicenda vera: Tony Lip Vallelonga un buttafuori italo-americano del Copacabana, e il dottor Donald Shirley pianista di grande talento e uomo di formazione elevata. La coppia parte con una Cadillac, una guida chiamata The Negro Motorist Green Book e la consapevolezza che molte tappe del loro percorso saranno segnate da norme sociali discriminatorie.
Il film esplora come, strada dopo strada, i due uomini imparino a parlarsi, a litigare e poi a rispettarsi, costruendo un’amicizia che nasce dall’esperienza condivisa.
Il ruolo della guida e il contesto storico
La denominazione Green Book non è un semplice titolo simbolico: il The Negro Motorist Green Book fu una pubblicazione annuale, in stampa tra il 1936 e il 1966, che segnalava i luoghi considerati sicuri per i viaggiatori afroamericani. Nel film questo oggetto sul cruscotto diventa emblema di una realtà where la mobilità era regolata non solo da leggi ma da pratiche sociali che potevano mettere a rischio l’incolumità delle persone. La tensione fra il successo artistico di Shirley e le limitazioni imposte dalla segregazione cresce ad ogni scena in cui è costretto a trattamenti umilianti nonostante il suo prestigio internazionale.
Scelte registiche e interpretative
Con un passato noto per commedie popolari, Peter Farrelly compie qui un salto di registro: utilizza strumenti tipici della commedia — ritmo, scambi brillanti, momenti di leggerezza — per illuminare temi scomodi senza ricorrere alla retorica. La sceneggiatura, firmata da Nick VallelongaBrian Currie e dallo stesso Farrelly, costruisce la relazione tra i protagonisti con progressiva delicatezza, basandosi su scoperte reciproche e gesti quotidiani piuttosto che su monologhi didascalici.
Le performance sono uno dei punti di forza del film: Mahershala Ali dà vita a un Donald Shirley di grande dignità e complessità, un uomo che usa la musica come strumento di affermazione personale ma che vive costantemente frammentato tra mondi che lo escludono parzialmente. Viggo Mortensen trasforma Tony Lip da figura potenzialmente stereotipata in un personaggio sfaccettato, capace di mostrare sentimenti di lealtà e protezione che dialogano con le sue origini popolari.
Musica e contrasti sociali
La colonna sonora alterna brani di jazz e pezzi pop dell’epoca e contribuisce a mettere in risalto il contrasto fra il successo sul palco e le prohibizioni fuori dal teatro: Shirley riceve applausi in sale gremite, ma spesso non può soggiornare negli stessi hotel o usare gli stessi servizi dei colleghi bianchi. Queste contraddizioni vengono raccontate con momenti di forte impatto narrativo che non si limitano a mostrare l’ingiustizia, ma sottolineano la perseveranza del protagonista musicale nel portare avanti la sua arte.
Green Book continua a far discutere perché riesce a essere insieme accessibile e complesso: è un film che intrattiene, commuove e sollecita la riflessione sul passato e sulle dinamiche sociali che ancora influenzano il presente. Per chi è interessato al cinema che racconta storie vere, all’intreccio tra politica e cultura e alle interpretazioni attoriali incisive, questa pellicola conserva un valore rilevante e merita di essere vista con attenzione.