La terza stagione di House of the Dragon si è conclusa con un episodio intenso e carico di conseguenze, lasciando il pubblico con il fiato sospeso. Mentre le forze di Rhaenyra conquistavano Tumbleton e la regina nera ordinava l’uccisione del Primo Septon, un’altra notizia ha scosso il fandom: Ryan Condal, lo showrunner e co-creatore della serie HBO, ha confermato che non realizzerà altri episodi dopo la quarta stagione prevista per il 2028.
In un’intervista rilasciata dopo la messa in onda del finale di stagione, Condal ha dichiarato con chiarezza: “Ho davvero detto tutto quello che avevo da dire o che dovevo dire su draghi, Targaryen e troni”. Una dichiarazione che suona come un commiato definitivo non solo da House of the Dragon, ma dall’intero franchise de Il Trono di Spade.
Un finale epico e le conseguenze della terza stagione
Il finale della terza stagione ha lasciato tutti i pezzi sulla scacchiera in posizioni esplosive: Aemond finalmente confrontato da Aegon a Harrenhal, Ormund Hightower ucciso durante la battaglia di Tumbleton, e il tragico suicidio di Helaena dopo aver completato il suo arazzo profetico.
Questi eventi segnano gli atti finali prima della risoluzione della Danza dei Draghi, il conflitto dinastico che ha quasi portato all’estinzione della Casa Targaryen.
Le scelte narrative dietro i personaggi
Durante l’intervista, Condal ha anche risposto ad alcune domande specifiche sul finale di stagione, offrendo indizi preziosi su cosa aspettarsi dalla stagione conclusiva. Quando gli è stato chiesto della misteriosa assenza di Vhagar per quasi tutta la stagione, lo showrunner ha spiegato la logica narrativa dietro questa scelta: “Sentivamo di poter spingere solo fino a un certo punto la storyline di ‘Aemond il Distruttore’.
Vhagar è molto divertente da rappresentare, ma è così onnipotente che spesso dobbiamo chiederci: perché Vhagar non può semplicemente uccidere tutti quanti”.
Sul personaggio di Alys Rivers, interpretata da Gayle Rankin, Condal ha promesso che ci sarà ancora molto da vedere: “C’è decisamente più Alys e stregoneria in arrivo. Amiamo quello che Gayle ha fatto con il ruolo”. Il finale ha rivelato che Alys era in realtà la signora di Harrenhal prima che i suoi poteri venissero scoperti, un dettaglio che apre nuove prospettive sul suo legame con il castello maledetto e con i misteriosi Uomini Verdi intravisti all’inizio della stagione.
Il futuro di House of the Dragon e il lascito di Ryan Condal
Con la quarta stagione prevista per il 2028, mancano ancora circa due anni prima che il pubblico possa vedere come Condal e il suo team concluderanno la storia della Danza dei Draghi. Chi conosce il materiale originale di George R.R. Martin sa già che il conflitto si risolverà in un bagno di sangue che devasterà entrambe le fazioni, lasciando i Targaryen profondamente indeboliti per le generazioni future.
La produzione della stagione finale richiederà probabilmente almeno un anno e mezzo di lavoro tra pre-produzione, riprese e post-produzione, considerando la complessità delle sequenze con i draghi e le battaglie su larga scala che hanno caratterizzato le stagioni precedenti. HBO ha investito cifre considerevoli in House of the Dragon, e l’ultima stagione dovrà essere all’altezza delle aspettative accumulate in quattro anni di narrazione.
Nel frattempo, l’universo de Il Trono di Spade continuerà ad espandersi attraverso altri progetti. HBO ha in sviluppo diversi spin-off, tra cui A Knight of the Seven Kingdoms basato sui racconti di Dunk ed Egg, e altri progetti ancora in fase embrionale che esploreranno diverse epoche della storia di Westeros. Ma nessuno di questi avrà Ryan Condal al timone, e questo inevitabilmente segnerà una discontinuità nello stile narrativo che ha caratterizzato House of the Dragon.
La dichiarazione di Condal solleva anche interrogativi sul futuro creativo dello showrunner. Dopo aver dedicato anni a un progetto così impegnativo e totalizzante, quale sarà il suo prossimo passo? Tornerà alle sue radici nel cinema, da cui proveniva prima di questo incarico, o esplorerà altri generi televisivi lontani dal fantasy epico? Per ora, la sua attenzione rimane concentrata sul portare a termine nel migliore dei modi possibile la storia che ha iniziato a raccontare quattro anni fa.
Per i fan di House of the Dragon, l’addio annunciato di Condal ha un sapore agrodolce. Da un lato c’è la consapevolezza che la serie avrà una conclusione pianificata e non si trascinerà oltre il necessario, evitando il rischio di perdere mordente narrativo. Dall’altro c’è la malinconia di sapere che questo capitolo della storia di Westeros sta davvero per chiudersi, e che la visione artistica che ha guidato la serie fino a questo punto non si estenderà ad altri angoli di questo universo.
