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Il disastro al botteghino di Digger: Tom Cruise sotto pressione

Il nuovo progetto di Tom Cruise e Alejandro Iñárritu, promosso come opera d'arte, si scontra con un incasso di appena otto milioni, rivelando una crisi senza precedenti per Warner.

Quando Warner Bros. ha presentato *Digger* ai distributori italiani lo scorso luglio, la promessa era stata quella di creare “una pietra miliare della storia della cinematografia mondiale”. Il film, diretto da Alejandro González Iñárritu e con al centro la figura di Tom Cruise doveva rappresentare il ritorno d’autore di un attore famoso per i blockbuster d’azione.

Il soggetto, una satira ambientata nel mondo del petrolio, vede Cruise nei panni di un magnate costretto a fronteggiare una catastrofe ecologica generata dalla propria azienda. L’idea di un “film di grande impatto” è stata amplificata da un trailer di due minuti che ha mescolato scene del nuovo progetto a clip di film precedenti di Cruise, nella speranza di creare un risultato epico.

Promesse pubblicitarie e la strategia di Warner

Warner ha investito più di 150 milioni di dollari nella produzione, collocando Digger tra i titoli più costosi dell’anno. La casa di produzione aveva anche un obiettivo ben preciso: puntare al premio Oscar, presentando il film come il più grande ritorno di Tom Cruise al cinema impegnato. La strategia di marketing, del valore di circa 100 milioni di dollari è stata costruita su slogans grandiosi e su una campagna che ha enfatizzato la regia premiata di Iñárritu, vincitore di quattro Oscar con *Birdman* e successivamente di altri premi con *The Revenant*.

I dati del primo weekend: incassi, budget e confronto

Il debutto americano ha prodotto appena 8 milioni di dollari in 3.300 sale, piazzandosi al quinto posto della classifica settimanale. A livello globale, il totale del weekend è stato di circa 20 milioni con 12 milioni provenienti da 73 mercati internazionali. Con un budget di produzione stimato tra 125 e 180 milioni di dollari il film avrebbe avuto bisogno di un incasso di almeno 40 milioni nel primo weekend per avvicinarsi al pareggio.

Le reazioni della critica

Le recensioni si sono rivelate polarizzate: CinemaScore ha attribuito al film un C+, mentre su Rotten Tomatoes il voto medio si aggira attorno al 51 %. Il pubblico verificato, invece, ha mostrato una valutazione più alta, intorno al 71 %, ma non è stato sufficiente a generare un passaparola capace di trascinare le vendite al botteghino.

Riflessi sul futuro di Tom Cruise, Iñárritu e Warner

Secondo le stime interne, Warner Bros. rischia di subire una perdita compresa tra 125 e 150 milioni di dollari quando si considerano costi di produzione, marketing e le spese operative. Il flop di Digger si inserisce in una lista ristretta di disastri finanziari degli ultimi trent’anni, accanto a titoli come *The Lone Ranger* e *John Carter*.

Per Tom Cruise la sconfitta rappresenta un contrappeso al recente successo della saga *Mission: Impossible – Dead Reckoning* 2, che lo riporterà presto sui grandi schermi con il sequel di *Giorni di Tuono*. Iñárritu, al contrario, dovrà rivalutare il proprio approccio al cinema d’autore con budget più contenuti, dal momento che il coinvolgimento di una star da blockbuster ha gonfiato le cifre senza garantirne il ritorno.

Warner, dopo una stagione 2025 eccezionalmente proficua (4,3 miliardi di dollari di incasso globale e undici Oscar), dovrà ora bilanciare il rischio di future produzioni ad alto budget con una strategia più prudente, concentrandosi su progetti con una più solida previsione di profitto.

Scritto da Chiara Lombardi

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