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Il film che dipinge la Milano di oggi e il tour cinematografico

Un film che narra la Milano remake e un itinerario cinematografico per viverla da vicino

Nel panorama culturale milanese emerge una doppia proposta che vuole raccontare la città come non è più: da una parte il lungometraggio Gelato al cioccolato diretto da Francesco Salvatore, in uscita la prossima estate, dall’altra il percorso guidato “Milano e il cinema”, nato all’incrocio tra turismo e programmazione cinematografica.

Entrambe le iniziative hanno il fine di indagare la metamorfosi della capitale lombarda, avvenuta dagli anni Novanta fino ad oggi, e di mostrare come la memoria collettiva e l’immaginario urbano si intreccino nella realizzazione di un’identità condivisa.

Gelato al cioccolato: una fiaba urbana che mette in scena la Milano contemporanea

Francesco Salvatore, arrivato a Milano da Genova negli anni ’90, descrive nel teaser presentato al cinema Anteo un cambiamento “incredibilmente veloce” avvenuto negli ultimi dieci anni.

Osservando la periferia della Bovisasca, nota un contrasto netto tra il paesaggio che ricorda un western urbano americano e i glitteranti rendering delle nuove torri del centro. Il regista, ispirato da David Lynch, afferma che questo “scontro di immagini” è la materia prima di una narrazione che non è un documento ma una fiaba urbana popolata da personaggi quasi surreali. Il film, infatti, non si propone di fare inchiesta urbanistica, ma di trasformare i contrasti della città in immagini poetiche e in un racconto che va oltre la mera rappresentazione realistica.

Dal Bovisasca al cuore della città: il viaggio visivo di Salvatore

Il regista racconta di aver vagato tra i cantieri e i graffiti di Bovisasca, catturando l’essenza di un territorio in divenire. Lì, le case di mattoni vecchi si affiancano a progetti architettonici ultra-moderni, creando una scenografia che richiama le pellicole noir americane. Questa dualità, secondo Salvatore, è lo spunto per costruire una narrazione che parla sia della trasformazione fisica sia di quella interiore dei milanesi, la cui vita quotidiana è segnata da nuove opportunità lavorative, cambia famiglia e identità.

Milano e il cinema: l’itinerario che fa rivivere la città sul grande schermo

L’iniziativa “Milano e il cinema” è frutto della collaborazione tra Milanoguida, NOISE – Il Cinemino e LongTake. Ideata durante il Milano film fest, l’esperienza si svolge di solito il sabato e combina una visita guidata, un aperitivo e la proiezione di un film legato ai luoghi visitati. Tra i protagonisti troviamo Chiara Salanti, responsabile della programmazione, che ha ricordato il desiderio di trasformare anni di storia cinematografica della città in un appuntamento continuativo. L’itinerario parte da Piazza Duomo, dove sono stati girati numerosi film, per arrivare ai Navigli, passando per scenari simbolici come l’Arengario, dove una scena di “Napoletani a Milano” di Eduardo De Filippo mostra un tram che supera l’attuale ingresso del Museo del Novecento.

Film che hanno segnato la memoria milanese

Tra le pellicole citate, Miracolo a Milano prende una posizione di rilievo: un’opera che, con toni fiabeschi, affronta il tema dei senza-fissa dimora e il conflitto tra interessi privati e bene pubblico. Salanti sottolinea come il film rimanga attuale, riflettendo la tensione tra sviluppo economico e giustizia sociale, tematica che ancora oggi si rispecchia nei dibattiti su gentrificazione e urbanismo.

Milano oggi: numeri, moda e innovazione culturale

Oltre a queste iniziative artistiche, la città si conferma uno dei poli più attrattivi al mondo. Con 1,4 milioni di abitanti, più di una persona su cinque possiede un passaporto straniero, proveniente da più di centocinquanta nazioni. La moda, con una sessantina di sfilate, convive con l’intelligenza artificiale: nella Galleria Vittorio Emanuele una sartoria tradizionale ha sperimentato algoritmi per la creazione di tessuti. Questi contrasti – tra tradizione e tecnologia, tra diversità culturale e identità locale – sono ciò che le iniziative cinematografiche vogliono mettere in luce, invitando i partecipanti a riconoscere le “cose in comune” che uniscono una popolazione così eterogenea.

attraverso film, percorsi e dialoghi, Milano invita i cittadini e i visitatori a riflettere su come la sua trasformazione influenzi non solo lo skyline, ma anche la vita quotidiana di chi la abita.

Scritto da Chiara Lombardi

Perché horror e musical funzionano sorprendentemente insieme