La Settimana Internazionale della Critica della Mostra del Cinema di Venezia 2026 ha incoronato Tommaso Usberti come uno dei nuovi talenti più promettenti del cinema italiano. Il suo film Prima della Guerra una coproduzione italo-francese, ha vinto il Gran Premio IWonderfull come miglior film della sezione autonoma organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (Sncci).
Il film, ambientato nella pianura padana racconta la storia di Guido un giovane di poco più di vent’anni cresciuto in un contesto di violenza e razzismo, e del suo incontro con Sonia una giovane immigrata kosovara. La giuria internazionale, composta da Chloé BarreauJúlia Berkes e Caterina Mazzucato ha elogiato la regia intensa e vibrante di Usberti, il talento del protagonista e la maestria della mise-en-scène.
I riconoscimenti della Settimana della Critica
Oltre al Gran Premio IWonderfullPrima della Guerra ha vinto anche il Premio Luciano Sovena al Miglior Produttore. La motivazione del premio ha sottolineato la capacità del film di raccontare un’Italia degli ultimi tra realismo e magia, violenza e tenerezza, romanticismo e razzismo.
Altri premi significativi sono andati a Our Share of Sand di Shalini Adnani che ha vinto il Premio del Pubblico e a The End of Times di Bibiana Rojas Gómez e Juan David Cárdenas Maldonado che ha vinto il Premio Mario Serandrei – Hotel Saturnia per il miglior contributo tecnico e una menzione speciale del Gran Premio IWonderfull.
I cortometraggi premiati
Nell’ambito della 11. SIC@SIC (Short Italian Cinema @ Settimana Internazionale della Critica), la giuria ha assegnato vari riconoscimenti tra i sette cortometraggi in concorso. E-I-E-I-O di Noemi Arfuso ha vinto il Premio al miglior cortometraggio mentre Revolver di Paoli De Luca ha vinto il Premio alla miglior regia.
Il Premio Miglior Contributo Tecnico è andato a Se mai le cose di Giulia Cosentino che ha vinto anche il Premio del Centro Nazionale del Cortometraggio. La giuria ha elogiato la capacità di trasformare uno spazio intimo in un luogo di passaggio, dove la memoria di ciò che è stato si confronta con la possibilità di ciò che ancora può essere.
Il trionfo di Tommaso Usberti
Tommaso Usberti, 37 anni, ha dedicato il suo film alla sua terra natale, Piadena in provincia di Cremona. Il regista ha spiegato che il film è un riflesso delle dinamiche sociali e culturali della provincia italiana, un luogo di grandi distanze e ricchezze culturali. Il film esplora temi come il razzismo, il maschilismo e la fragilità umana, offrendo uno spazio aperto alla possibilità di trasformazione per i suoi protagonisti.
Usberti ha dichiarato che il suo obiettivo era raccontare la sua provincia come specchio del mondo contemporaneo. Il film, che segna il debutto di Usberti nel lungometraggio, è stato accolto con entusiasmo dalla critica, che ha riconosciuto la sua voce registica forte e distintiva.
