La 24ª edizione dell'Ischia Film Festival si è chiusa al Castello Aragonese premiando film che mettono al centro i luoghi: da Sanding Dreams all'attenzione per le Location Negate, con Barbora Bobulova protagonista della serata finale.
La ventiquattresima edizione dell’Ischia film festival diretta da Michelangelo Messina, si è conclusa con una serata finale che ha ribadito la vocazione del festival: valorizzare il rapporto tra cinema e luoghi. Per otto giorni il Castello Aragonese è stato il fulcro di proiezioni, incontri e dibattiti che hanno messo in dialogo autori e comunità, portando sullo schermo storie che parlano di memoria, migrazione, paesaggi minacciati e desideri di futuro.
Nel corso della manifestazione sono stati proclamati i vincitori delle diverse sezioni competitive e si è tenuto un momento centrale della serata: la consegna dell’Ischia Film Award donne nel cinema a Barbora Bobulova, che ha dialogato con Gianni Canova e ha raccontato il proprio percorso artistico sottolineando l’importanza del luogo nella costruzione delle storie.
Il premio per il miglior lungometraggio, l’Ischia Film Award è andato a Sanding Dreams del regista russo Anton Mamykin. La giuria ha premiato un’opera che, attraverso scelte visive e narrative, mette in luce la relazione tra persone e ambienti. Il Premio Castello Aragonese per la regia è stato assegnato a Morad Mostafa per Aisha Can’t Fly Away riconoscimento che sottolinea la capacità registica di raccontare vicende intime con risonanze sociali.
Per la componente tecnico-artistica il Premio Epomeo alla fotografia è stato conferito ad Alessandro Cattaneo per Lo spirito delle stagioni mentre il Premio Aenaria per la scenografia è andato a Marek Špitálský per la sua opera su Wirbel di Tomáš Hubáček. Tra le menzioni, il film Kickoff di Roser Corella e Stefano Obino ha ricevuto una segnalazione speciale dalla giuria per il suo approccio narrativo.
La sezione Location Negata che mette in luce produzioni realizzate in contesti ostili o marginalizzati, ha premiato come miglior lungometraggio Mundurukuyü – The Forest of the Fish Women diretto da Aldira Akay, Beka Munduruku e Rilcélia Akay. Questo riconoscimento evidenzia il lavoro di autori che documentano comunità e territori minacciati. Una menzione speciale è stata attribuita a The Mission del Gaza Collective, opera che porta al centro del dibattito filmico condizioni di vita e resistenza in zone di conflitto.
Tra i cortometraggi della stessa sezione, il premio è andato a Sunday di Giulio Tonincelli, mentre The Faster di Luigi Timpano e Federico Brullo ha ottenuto una menzione speciale per l’intensità espressiva e la concretezza del racconto.
Nella competizione dedicata ai cortometraggi internazionali il miglior film è risultato Rise di Jessica J. Rowlands, mentre la menzione speciale è stata attribuita a Sueña Ahora di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso e Andrea Settembrini. Queste opere sono state segnalate per la loro capacità di sintetizzare temi complessi in forme brevi ma incisive, confermando il ruolo dei corti come laboratorio di idee e stili.
Per il secondo anno consecutivo il festival ha confermato la collaborazione con Italy for Movies premiando la Migliore Produzione Esecutiva Italiana: il riconoscimento è andato a Enrico Ballarin, fondatore della società Mestiere Cinema, per il suo contributo nella produzione esecutiva italiana di Il diavolo veste Prada 2. Il premio evidenzia l’importanza delle competenze tecniche e organizzative nella realizzazione di produzioni internazionali in Italia.
Il Premio del pubblico per la sezione Best of è stato assegnato a Il Dio dell’Amore di Francesco Lagi, testimonianza del dialogo diretto tra spettatori e proposte del festival. Nel complesso, l’edizione ha ribadito la missione dell’evento: fare dei luoghi non solo uno sfondo estetico ma un elemento narrativo centrale, capace di influenzare personaggi e trame.
La consegna dell’Ischia Film Award donne nel cinema a Barbora Bobulova è stata uno dei momenti più attesi della serata finale. L’attrice, vincitrice di Nastri d’Argento e David di Donatello, ha espresso l’emozione per il premio e ha ricordato come il luogo sia spesso un vero e proprio coprotagonista nel suo lavoro su palco e schermo: contesti che connotano e rafforzano le storie rendendole autentiche.
Bobulova ha raccontato, dialogando con Gianni Canova, parti significative del suo percorso tra cinema, teatro e televisione, sottolineando che riconoscimenti di questo tipo possono diventare un incoraggiamento prezioso per un mestiere che è insieme arte e fatica. La sua presenza ha contribuito a dare al festival una dimensione personale, legata alla carriera e all’interpretazione.
L’Ischia Film Festival si è chiuso confermando il proprio ruolo come osservatorio sul cinema contemporaneo e sulla capacità delle opere di raccontare i luoghi da prospettive diverse. Sostenuto da istituzioni e partner pubblici e privati, il festival ribadisce che il cinema può essere uno strumento potente per leggere identità, memorie e cambiamenti sociali.