Il cinema contemporaneo è spesso caratterizzato da rifacimenti e reinterpretazioni di opere classiche. Uno degli ultimi esempi è Rosebush Pruning diretto da Karim Aïnouz e presentato in anteprima mondiale al Festival Internazionale del Cinema di Berlino del 2026. Questo film, scritto da Efthimis Filippou si ispira al celebre I pugni in tasca di Marco Bellocchio un capolavoro del cinema italiano degli anni ’60.
La produzione di Rosebush Pruning è stata un viaggio complesso, con cambiamenti significativi nel cast durante la pre-produzione. Inizialmente, Kristen Stewart e Josh O’Connor erano stati scelti per i ruoli principali, ma sono stati sostituiti da Callum TurnerRiley KeoughElle FanningJamie Bell e Pamela Anderson a causa di impegni pregressi. Il film è stato poi presentato in anteprima nazionale al MUBI Fest di Napoli tra il 3 e il 5 luglio 2026.
La trama e le ambizioni del film
Rosebush Pruning racconta la storia di quattro fratelli statunitensi, JackEdAnna e Robert che vivono reclusi in una lussuosa villa in Catalogna. Protetti dall’isolamento e dalla fortuna ereditata, i protagonisti rifuggono il mondo esterno e le pretese di un padre cieco. La loro fragile armonia viene spezzata quando Jack annuncia la decisione di andare a convivere con la sua compagna Martha e Ed scopre la verità sulla morte della madre.
Il film si propone come una satira contemporanea sull’assurdità del patriarcato, esplorando le dinamiche familiari e le bugie generazionali. Tuttavia, le critiche principali si concentrano sulla mancanza di profondità e sulla superficialità del racconto. Aïnouz sembra aver perso l’essenza rivoluzionaria dell’opera originale, sostituendola con un’esibizione velleitaria e una ricerca del disturbo visivo ed emotivo che si esaurisce in una forzatura delle dinamiche relazionali.
Le critiche e i punti deboli
Uno dei principali punti deboli di Rosebush Pruning è l’assenza di una progressione drammaturgica autentica. Le interazioni tra i membri della famiglia sono basate su dialoghi approssimativi e sequenze riempitive, concepite per infondere un senso di fastidio posticcio. La gestione del personaggio interpretato da Elle Fanning è emblematica: introdotto come elemento di rottura durante un pranzo disturbante, viene poi confinato ai margini della narrazione, privato di snodi cruciali che potrebbero elevare l’inquietudine oltre la semplice apparenza.
La metafora portante del titolo, l’estirpazione dei rami secchi incarnati dai familiari per mano di Jack, si rivela fin troppo scolastica e didascalica. La psiche del protagonista e del resto del nucleo domestico viene declassata a espediente per la messa in scena di stranezze disturbanti, senza che la narrazione si spinga mai a indagarne la reale complessità. L’epilogo del film è sgraziato e precipitoso, tentando maldestramente di tirare le fila del discorso senza lasciare traccia di un’autentica riflessione.
Il cast e le performance
Nonostante le critiche alla sceneggiatura e alla regia, il cast di Rosebush Pruning ha ricevuto apprezzamenti per le loro interpretazioni. Callum Turner, nel ruolo di Ed, offre una performance intensa e magnetica, anche se non raggiunge la stessa forza magnetica di Alessandro alias Lou Castel nell’originale. Elle Fanning e Jamie Bell contribuiscono con interpretazioni solide, ma il loro potenziale viene limitato dalla superficialità della sceneggiatura.
Pamela Anderson, nel ruolo di un personaggio secondario, aggiunge un tocco di eccentricità al film, anche se il suo personaggio non viene sviluppato a sufficienza. La recitazione complessiva del cast è uno dei pochi punti di forza di Rosebush Pruning, ma non è sufficiente a salvare un’opera che si rivela fuori tempo massimo.
La superficialità della sceneggiatura e la mancanza di profondità drammaturgica lo rendono un rifacimento deludente, che si esaurisce in una ricerca di choc e provocazione senza un’autentica riflessione sottostante.