La trasformazione delle sale cinematografiche nella provincia pavese

Dalle vecchie sale cinematografiche di Pavia alla passione di Maricetta Lombardo per il suono nel cinema, un viaggio tra nostalgia e innovazione.

Il profumo dei popcorn e il brusio della sala che si spegne prima dell’inizio del film. Per molti, andare al cinema è stato un rito collettivo che ha segnato generazioni. Oggi, però, la geografia culturale di Pavia e della sua provincia sta cambiando, lasciando spazio a una dolce nostalgia per le vecchie sale cinematografiche che un tempo costellavano il centro storico.

La provincia di Pavia, un tempo ricca di sale cinematografiche, oggi vede un panorama in evoluzione. A Vigevano, dove un tempo c’erano dieci sale, è rimasto solo il cinema teatro Odeon. Tuttavia, entro l’estate, la società Movie Planet potrebbe aprire una nuova sala all’auditorium Mussini di viale Libertà. A Voghera, invece, le strutture sono due: una grande multisala, il The Space di Montebello della Battaglia, e un cinema d’essai, l’Arlecchino, frequentato da cinefili.

L’importanza del cinema per la comunità

Per Roberto Figazzolo, critico cinematografico e fotografo pavese, il cinema rappresenta un’esperienza unica. Stare seduto su una poltrona in una sala buia davanti a uno schermo illuminato. Da solo, eppure insieme ad altre persone. Tutti coinvolti in un’esperienza totalizzante, immersi nel mistero dell’arte.

Figazzolo sottolinea come un centro come Pavia non possa rinunciare a questa esperienza collettiva. Il cinema, infatti, non è solo intrattenimento, ma un momento di condivisione e riflessione che arricchisce la vita culturale della comunità.

Maricetta Lombardo: il suono come parte essenziale del cinema

Dietro ogni film c’è un universo di professionisti che lavorano per rendere la storia vissuta con tutti i sensi. Tra questi c’è Maricetta Lombardo, fonica di presa diretta tra le più apprezzate del cinema italiano. La sua carriera è iniziata ad Agrigento, dietro il microfono di una radio privata, e l’ha portata a collaborare con registi come Matteo Garrone, Stefano Sollima e Mario Martone.

Lombardo spiega che il suono è parte essenziale del racconto cinematografico. Più che raccontarla, significa accompagnarla. Un film vive attraverso le immagini, ma anche attraverso il suono che deve essere il più fedele possibile a quello che accade davanti alla macchina da presa.

Il suo lavoro non si limita alla registrazione del suono durante le riprese, ma include anche un grande lavoro di post-produzione. Lombardo registra suoni che potrebbero essere utili, offrendo una ricchezza di materiale che può arricchire il film in fase di montaggio.

Il futuro del cinema e il ruolo delle piattaforme

Lombardo riflette sul momento che sta vivendo il cinema, tra la crisi delle sale e il peso sempre più forte delle piattaforme. Il Covid ha cambiato tantissime cose. Personalmente continuo ad andare al cinema con grande piacere. Ogni volta mi sembra di farmi un regalo: spengo il telefono e per due ore mi dedico completamente a qualcosa che amo.

Tuttavia, le piattaforme e il successo delle serie hanno cambiato profondamente le abitudini del pubblico. Lombardo osserva come molti film risentano del linguaggio delle serie televisive, abituando gli spettatori a narrazioni più lunghe e approfondite.

Nonostante le sfide, Lombardo continua a credere nel cinema. Rimane un’esperienza diversa, un momento che vale la pena continuare a vivere.

Il suo lavoro continua con progetti come la seconda stagione de Il Mostro diretta da Stefano Sollima, che uscirà il prossimo anno. Lombardo affronta ogni progetto con lo stesso entusiasmo con cui, tanti anni fa, entrò per la prima volta in quella storica radio di Agrigento.

Scritto da Chiara Lombardi

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