L’approccio innovativo di Francesco Clerici nella realizzazione di documentari

Esplora il viaggio creativo di Francesco Clerici e il suo significativo contributo al panorama del documentario italiano.

Durante il weekend del 28 e 29 novembre, si è svolto un evento speciale chiamato docusfera #5, dove il documentarista milanese Francesco Clerici ha condiviso la sua esperienza con il pubblico e la redazione di Sentieri Selvaggi. Questo incontro ha rappresentato un’importante occasione per riflettere sulle sfide e le opportunità nel campo del documentario contemporaneo.

La carriera di Francesco Clerici

Clerici, noto per il suo ultimo film La femme qui marche, ha tracciato il suo percorso artistico, enfatizzando la sua fortuna nel ricevere commesse che gli hanno permesso di esprimere liberamente la sua creatività. Ha sottolineato come, spesso, le opere più audaci nascano proprio da queste collaborazioni, citando il suo lavoro Da soli insieme come esempio significativo. Secondo Clerici, il successo di un progetto dipende dalla natura della committenza e dalla capacità di instaurare un dialogo reciproco.

Il valore della committenza

Durante il suo intervento, Clerici ha evidenziato i vantaggi di una collaborazione aperta con i committenti. Ha affermato: “Io ho sempre avuto la libertà di esplorare nuove possibilità creative, il che è raro nel panorama attuale.” Tuttavia, ha anche riconosciuto che lavorare con budget limitati può portare a una maggiore indipendenza artistica, consentendo di esplorare vie alternative e innovative.

Il ruolo del suono e del montaggio

Un altro aspetto fondamentale delle sue opere è l’utilizzo del sonoro. Clerici ha descritto come le voci nei suoi film si intrecciano e si sovrappongono, creando un brusio corale che arricchisce la narrazione. In Da soli insieme, per esempio, il dialogo collettivo funge da strumento per ricostruire un periodo storico, mentre in La femme qui marche, le identità rimangono nascoste, suggerendo una riflessione più profonda sulla rappresentazione.

Il montaggio come co-creazione

Clerici ha anche parlato dell’importanza del montaggio nella creazione del documentario. Ha affermato che, in molti dei suoi lavori, i montatori non sono solo tecnici, ma co-registi, contribuendo in modo sostanziale alla narrazione finale. “Credo fermamente che il montaggio rappresenti un processo di apprendimento continuo per tutti noi. La visione di chi collabora è sempre un valore aggiunto,” ha dichiarato, evidenziando la necessità di un approccio collaborativo.

Guardando al futuro del documentario

“Ogni progetto è un’opportunità per imparare e crescere,” ha affermato, esprimendo la sua convinzione che anche gli attori coinvolti nel racconto abbiano un ruolo da registi. Questo approccio riflette una volontà di esplorazione e una ricerca costante di significato attraverso l’immagine e il suono.

L’incontro con Francesco Clerici ha offerto uno spaccato interessante sul panorama del documentario italiano, evidenziando come la creatività possa prosperare anche in un contesto di sfide e limitazioni. La sua visione artistica e il suo approccio collaborativo rappresentano un modello da seguire per le future generazioni di documentaristi.

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Viral Vicky

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