Dal 2014 a oggi il modello John Wick ha riplasmato stunt, estetica e modelli narrativi dell'action contemporaneo
L’arrivo in sala di Ti Uccideranno dal 9 aprile è più di una semplice nuova uscita: è l’indizio che il fenomeno John Wick si è trasformato in un vero e proprio filone che vive anche oltre i suoi creatori. Quel che era nato come un titolo di culto con Keanu Reeves si è lentamente insinuato nel DNA del cinema d’azione occidentale, cambiando priorità e linguaggio, e generando eroi e immaginari che ormai dialogano apertamente con quella matrice.
Il primo John Wick del 2014 non fu immediatamente percepito come l’avvio di una rivoluzione, eppure la sua scommessa — privilegiare la coreografia dell’azione alla complessità della trama — ha creato uno standard nuovo. Registi e stunt designer come Chad Stahelski e autori come Derek Kolstad hanno modellato un linguaggio che guarda ai film di Hong Kong, ai fumetti e ai videogiochi, con il gun-fu e sequenze studiate come partite di scacchi visive.
Alla base del fenomeno c’è un cambio di priorità: l’azione diventa protagonista e la sceneggiatura si piega al ritmo della coreografia. Questo approccio ha reso il combattimento più leggibile rispetto ai canoni confusi di alcuni action contemporanei, creando una nuova estetica che è insieme brutalità calcolata e pulizia visiva. Importanti confronti si sono avuti con titoli come Taken di Liam Neeson o The Equalizer con Denzel Washington, opere che hanno anticipato il trend di protagonisti ritirati dalla vita civile e richiamati dalle armi, ma che diversamente da Wick mantengono una grana più pragmatica e meno stilizzata.
Non si può ignorare la provenienza: la violenza senza compromessi di film come The Raid di Gareth Evans ha fornito una sorgente di idee che il cinema occidentale ha poi adattato e levigato. L’ossessione per la precisione fisica e per le coreografie ha portato a esperimenti riusciti come Extraction, diretto da Sam Hargrave, dove un lungo piano sequenza e un approccio quasi videoludico al ritmo confermano la strada intrapresa: il cinema d’azione come esperienza immersiva e quasi ludica.
Negli anni sono arrivati numerosi film che condividono tratti con il modello Wick: dalla gamma dei ruoli interpretati da Jason Statham — autista, apicoltore, muratore o guardiano d’isola — alle proposte delle piattaforme streaming. Netflix ha ospitato titoli come Polar con Mads Mikkelsen, o esperimenti come Gunpowder Milkshake e Kate, che hanno cercato una declinazione più femminista o pop della formula ma spesso hanno perso in precisione tecnica. Il confronto resta con opere che mantengono un rigore nella coreografia e nella direzione della action.
La mitologia wickiana — con elementi come l’Hotel Continental — è stata saccheggiata e rielaborata in opere parallele, a volte con risultati mediocri come Hotel Artemis. Ma ci sono anche tentativi più ambiziosi: registi che cercano di elevare il massacro a pretesto per riflessioni politiche o spirituali. Un esempio recente è Monkey Man di Dev Patel, che fonde il linguaggio del pugno con riferimenti culturali e posizioni etiche, dimostrando che il genere può aspirare a contenuti più complessi.
Il film Ti Uccideranno riprende l’impianto visivo e l’approccio all’action, aggiungendo un’estetica che potremmo definire cospirazionista, fino a sfiorare suggestioni prese di peso dall’Epstein Island. Pur con difetti di tenuta registica, la cosa più interessante è che la struttura di base non solo resiste ma genera a sua volta nuovi ideali narrativi e visivi, dimostrando come il modello si sia ormai ramificato in direzioni inaspettate.
Il mercato ha visto la transizione dai direct-to-video alle piattaforme di streaming, che hanno sostituito i tradizionali contenitori del cinema di serie B e hanno dato spazio a sperimentazioni più o meno riuscite. Allo stesso tempo la qualità degli stunt e il livello delle coreografie sono saliti, imponendo standard più elevati all’industria. Il risultato è un panorama in cui la matrice originaria di John Wick continua a ispirare: crea nuovi protagonisti, alimenta immaginari e costringe il mainstream a rivedere misura e leggibilità della violenza scenica.
In conclusione, l’uscita di Ti Uccideranno dal 9 aprile non è solo il lancio di un titolo: è la conferma che il modello Wick ha messo radici profonde, generando cloni, varianti autoriali e nuove regole estetiche. L’industria dell’action sembra oggi un laboratorio in cui coreografia, tecnica degli stunt e narrazione si contaminano, mentre nuovi registi e attori ripensano il linguaggio del cinema d’azione in senso sempre più ibrido.