Il Lucania film festival ha ospitato l’anteprima europea di I’mPerfect un film diretto da Sigrid Andrea Bernardo che sta facendo discutere per il suo messaggio potente e inclusivo. L’evento, tenutosi il 4 agosto a Pisticci e Tolve è stato organizzato dall’Associazione Musicale Francesco Mentissi e dal Lucania Film Festival, con la collaborazione di Rocco MentissiDelia D’Eugenio e Rocco Calandriello.
Un film che sfida gli stereotipi
Il film I’mPerfect racconta storie che riflettono le paure e le preoccupazioni delle famiglie delle persone con sindrome di Down. Gianfranco Salbini presidente nazionale dell’Associazione Italiana Persone con sindrome di Down (AIPD) ha partecipato alla proiezione e ha condiviso le sue impressioni.
Salbini ha sottolineato come il film metta in luce gli stereotipi e i pregiudizi che ancora condizionano la società nei confronti delle persone con sindrome di Down.
Questi pregiudizi riguardano la loro capacità di amare, costruire relazioni e immaginare un futuro. Il film invita a riflettere su come guardiamo queste persone e sulle opportunità che siamo disposti a offrirgli.
Il cambiamento di prospettiva
Durante il suo intervento, Salbini ha ricordato come l’AIPD abbia sempre promosso un cambiamento di prospettiva, ponendo al centro le persone e non la loro condizione. Prima di ogni diagnosi, ci sono donne e uomini con desideri, emozioni e progetti di vita.
Ha inoltre sottolineato l’importanza di non enfatizzare eccessivamente i risultati raggiunti dalle persone con sindrome di Down, presentandoli come eroi o persone eccezionali. I loro traguardi diventano possibili quando vengono offerte opportunità concrete e percorsi adeguati.
L’importanza dell’autonomia
Salbini ha parlato dell’importanza di permettere alle persone con sindrome di Down di provare, scegliere, sbagliare e crescere. Non si tratta di raccontare dei supereroi, ma di riconoscere persone che possono raggiungere importanti obiettivi semplicemente perché qualcuno ha dato loro la possibilità di farlo.
Due emozioni profonde
Durante la serata, Salbini ha vissuto due emozioni distinte ma profondamente collegate. La prima è stata quella del presidente di un’associazione: l’orgoglio di vedere sullo schermo il risultato di un lungo lavoro associativo, culturale e sociale. La seconda è stata quella del genitore, immaginando tante storie d’amore e progetti di vita per le persone con sindrome di Down.
I’mPerfect non racconta soltanto una storia d’amore. Ci invita a interrogarci sul modo in cui guardiamo le persone con sindrome di Down e sulle opportunità che siamo davvero disposti a riconoscere loro.
Il compito delle famiglie, delle associazioni e dell’intera società non è quello di sostituirsi alle persone, ma di accompagnarle, sostenerle e creare le condizioni affinché possano essere protagoniste della propria vita. Perché le persone con sindrome di Down non hanno bisogno di essere considerate perfette, speciali o eccezionali. Hanno bisogno di essere riconosciute come persone, con il diritto di vivere pienamente ogni esperienza, compreso l’amore.
