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Marina Vlady è morta: la carriera di una leggenda del cinema

Marina Vlady, stella del cinema europeo, ci ha lasciati a 88 anni: la sua vita tra premi, amori roventi e battaglie per i diritti

Marina Vlady, icona del cinema francese e italiano, è scomparsa nella notte del 24 settembre nella sua abitazione parigina, circondata da familiari e animali domestici. L’annuncio proviene dalla famiglia, che ricorda una vita lunga, bella e piena di successi, battaglie civili ed esperienze artistiche.

All’età di 88 anni, l’attrice, cantante e scrittrice lascia un retroscena ricco di premi internazionali, collaborazioni con i più grandi registi della seconda metà del Novecento e una storia personale segnata da due matrimoni celebri e da un impegno costante per i diritti umani.

Gli albori: dalla danza al cinema

nata a Clichy, nei pressi di Parigi, il 10 maggio 1938 con il nome di Catherine Marina de Poliakoff-Baïdaroff figlia di emigrati russi fuggiti dopo la rivoluzione del 1917, Marina è cresciuta tra l’opera del padre Vladimir Poliakoff e la danza della madre Militza Envald.

Inserita fin da bambina nella scuola dell’Opéra di Parigi, ha presto preferito i riflettori del grande schermo alla danza classica, esordendo a soli dieci anni con Orage d’été (1949) di Jean Gehret. Il vero trampolino di lancio arriva nel 1954 con Prima del diluvio di André Cayatte, interpretazione che le vale il premio Suzanne Bianchetti riservato alla giovane attrice più promettente della Francia e che le apre le porte dei maggiori studi parigini.

Carriera cinematografica e riconoscimenti internazionali

Il punto di svolta più evidente si verifica nel 1963, quando Marina interpreta il ruolo di Regina in Una storia moderna – L’ape regina di Marco Ferreri. La sua performance le procura il premio per la migliore interpretazione femminile al Festival di Cannes consolidando la sua posizione tra le star internazionali del cinema. Da quel momento, la sua filmografia si arricchisce di collaborazioni con registi di spicco: Jean-Luc Godard in Due o tre cose che so di leiOrson Welles in FalstaffBertrand MarkerEttore Scola in Splendor oltre a lavori con Luciano EmmerAlberto Lattuada e Gian Luigi Polidoro. Tra i film più noti spiccano La ragazza in vetrinaLa steppa e il popolare Splendor quest’ultimo al fianco di Marcello Mastroianni e Massimo Troisi.

Censura italiana del film

In Italia, Una storia moderna – L’ape regina subì pesanti censure: il titolo originale “L’ape regina” fu modificato e diverse scene furono tagliate per il loro contenuto considerato offensivo nei confronti del matrimonio. Nonostante queste restrizioni, il film contribuì a far conoscere a un pubblico più vasto la capacità interpretativa di Vlady e a consolidare il suo ruolo di pioniera coraggiosa. Negli anni Settanta, inoltre, la Vlady non si limitò al cinema d’autore, apparendo in commedie di grande richiamo popolare e dimostrando di saper coniugare l’arte impegnata con la leggerezza del grande pubblico.

Vita privata, matrimoni e impegno civile

A soli 17 anni, Marina sposò il regista e attore Robert Hossein con cui collaborò in diversi film e divenne una delle coppie più amate del panorama cinematografico dell’epoca. Dopo la fine di questo matrimonio, nel 1969, si legò al cantautore e poeta sovietico Vladimir Vysotsky trasferendosi a Mosca dove rimasero insieme fino alla morte di Vysotsky nel 1980. Parallelamente alla carriera artistica, Vlady ha sostenuto cause sociali: partecipò al Manifesto delle 343 difese i diritti dei sans-papiers e si impegnò per il diritto all’abitazione, co-fondando l’associazione DAL – Diritto Alla Casa con Léon Schwartzenberg. Negli ultimi decenni è rimasta presente sul grande schermo, apparendo ad esempio in Quelques jours de répit (2011) di Amor Hakkar, dimostrando che la

Scritto da Chiara Lombardi

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