Il Tuscia Film Fest si è concluso con una serata indimenticabile al Sacro Bosco di Bomarzo dove il regista Paolo Virzì ha presentato il suo ultimo film, Cinque secondi e ha ricevuto il premio Tuscia terra di cinema. La serata è stata arricchita da un omaggio a Mattia Torre scomparso nel 2019, con letture dei suoi testi in alcuni dei luoghi più suggestivi del parco.
Virzì, noto per la sua vena comica, ha sorpreso il pubblico con un film dal tono drammatico e intenso. Durante l’incontro con il pubblico, ha condiviso alcune riflessioni sulla sua carriera, sull’uso dell’intelligenza artificiale e sulle sue collaborazioni, tra cui quella con Checco Zalone.
Un film diverso per Paolo Virzì
Cinque secondi racconta la storia di Adriano Sereni un avvocato di successo che vive recluso in una decadente tenuta toscana.
La sua vita monotona viene sconvolta dall’arrivo di una comunità di giovani idealisti che occupano abusivamente la villa. Questo incontro inaspettato lo costringe a confrontarsi con i propri fantasmi e a riscoprire la vitalità della vita.
Virzì ha spiegato che questo film rappresenta una svolta nella sua carriera: «Volevo qualcosa di diverso dai miei film precedenti, dove lo spettatore non si perde mai. Qui ho cercato un tono più omissivo, ispirato al cinema norvegese, belga e svizzero».
L’uso dell’IA e le confessioni di Virzì
Durante la serata, Virzì ha rivelato di aver utilizzato l’intelligenza artificiale per creare uno storyboard per uno spot pubblicitario. «Una volta, quest’inverno, preparavo uno spot del prosciutto cotto con De Sica, e il giorno prima di un meeting con i committenti, mi hanno chiesto di consegnare uno storyboard di 12 inquadrature. E io ne avevo fatta solo una. Un tizio della produzione, sottovoce, mi ha dato la dritta: quale IA usare e come. Ho risolto in pochi minuti: due pagine mie, il resto in IA».
Il regista ha anche parlato del suo rapporto con l’IA, sottolineando che, per ora, le IA producono solo parodie melense. Tuttavia, ha notato che sta nascendo un genere letterario riconducibile alle IA con uno stile riconoscibile.
L’omaggio a Mattia Torre
La serata è iniziata con un omaggio a Mattia Torre con letture dei suoi testi da parte degli attori Cristina PellegrinoMassimo De Lorenzo e Carlo De Ruggieri. Le letture si sono svolte in alcuni dei luoghi più suggestivi del Sacro Bosco, come la Casa pendente il Nettuno e l’Orco.
Virzì ha ricordato Torre con affetto: «Lo conobbi quando ero direttore del Festival di Torino, venne a presentare Ogni maledetto Natale. Una persona adorabile, spiritosa, dolce, per nulla fanatica. La sua opera merita di essere considerata un classico».
La serata si è conclusa con la proiezione di Cinque secondi e un incontro con il pubblico, durante il quale Virzì ha risposto alle domande degli spettatori e ha condiviso alcune curiosità sulla sua carriera e sui suoi progetti futuri.