Paolo Virzì ha presentato il film Cinque secondi e ha ricevuto il premio Tuscia Terra di Cinema durante la serata finale del Tuscia Film Fest che si è svolta al Sacro Bosco di Bomarzo. Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2026.
La serata è stata aperta da un omaggio al regista e sceneggiatore Mattia Torre con letture dei suoi testi in vari punti panoramici del complesso monumentale.
L’evento ha unito la consegna del premio, la proiezione speciale e un dialogo pubblico tra Virzì e il direttore artistico del festival.
Perché la serata è rilevante
La chiusura al Sacro Bosco ha messo in evidenza una svolta stilistica per un regista noto principalmente per la commedia. La proiezione di Cinque secondi e il riconoscimento con il premio legano il film al percorso del festival che valorizza opere nazionali, mentre l’omaggio a Torre ha richiamato l’attenzione sulla scena autoriale italiana contemporanea.
Virzì ha inoltre sollevato temi attuali legati all’uso dell’intelligenza artificiale nell’industria audiovisiva, offrendo riflessioni che hanno stimolato il dibattito con il pubblico presente all’arena allestita nell’area del Tempio del Vignola.
Dettagli sul film e sul riconoscimento
Cinque secondi racconta la vicenda di Adriano Sereni, un avvocato di successo che vive recluso in una tenuta toscana e vede la propria routine sconvolta dall’arrivo di una comunità di giovani idealisti che occupano la villa.
Virzì ha descritto l’opera come una svolta: “Volevo qualcosa di diverso dai miei film precedenti, dove lo spettatore non si perde mai. Qui ho cercato un tono più omissivo, ispirato al cinema norvegese, belga e svizzero”.
Il regista ha ricevuto il premio Tuscia Terra di Cinema nell’arena del festival, chiudendo la ventitreesima edizione con la proiezione in un contesto monumentale. La serata ha inserito il film nel programma delle celebrazioni estive dedicate al cinema e al territorio.
Omaggio a Mattia Torre e letture nel Sacro Bosco
L’omaggio a Mattia Torre ha visto le letture interpretate da Cristina Pellegrino, Massimo De Lorenzo e Carlo De Ruggieri in luoghi simbolici come la Casa Pendente, il Nettuno e l’Orco. Virzì ha ricordato Torre dicendo: “Lo conobbi quando ero direttore del Festival di Torino, venne a presentare Ogni maledetto Natale. Una persona adorabile, spiritosa, dolce, per nulla fanatica. La sua opera merita di essere considerata un classico”.
Le letture hanno integrato la proiezione e hanno posto l’accento sul valore dei testi teatrali e cinematografici nella formazione di autori contemporanei, riaffermando la centralità del linguaggio scenico nel festival.
Rivelazioni sull’uso dell’intelligenza artificiale e altri premi
Durante l’incontro con il pubblico Virzì ha raccontato un episodio pratico sull’uso dell’IA nella produzione: “Una volta, quest’inverno, preparavo uno spot del prosciutto cotto con De Sica, e il giorno prima di un meeting con i committenti, mi hanno chiesto di consegnare uno storyboard di 12 inquadrature. E io ne avevo fatta solo una. Un tizio della produzione, sottovoce, mi ha dato la dritta: quale IA usare e come. Ho risolto in pochi minuti: due pagine mie, il resto in IA”.
La serata ha assegnato anche altri premi: il premio Pipolo Tuscia Cinema e il premio I mestieri del cinema “Martino Morucci” sono stati consegnati rispettivamente ad Alberto Palmiero e Simone Gattoni per l’opera Tienimi Presente. È stato presentato inoltre il cortometraggio Sogno lucido realizzato dagli studenti del progetto educativo del festival.
Virzì ha infine condiviso con il pubblico una vignetta pubblicata sul suo profilo social che raffigura il Pontefice a Lampedusa, gesto testimoniante un impegno civile e simbolico da parte del regista.