Petroliere con milioni di barili hanno violato la zona di blocco navale Usa alle porte della firma di un memorandum d'intesa che autorizzerebbe vendite di petrolio e predispone 60 giorni di colloqui sul nucleare; il G7 accoglie l'intesa e valuta contributi per la sicurezza nello Stretto di Hormuz.
Gli ultimi sviluppi sul fronte tra Stati Uniti e Iran registrano due segnali simultanei: da un lato il passaggio in mare di grandi petroliere iraniane oltre la zona di interdizione marittima imposta dagli Stati Uniti, dall’altro la preparazione alla firma di un memorandum d’intesa che darà il via a 60 giorni di negoziati su nucleare e questioni regionali. Questi fatti intrecciati tolgono trattini alle incognite energetiche e diplomatiche che hanno dominato le ultime settimane.
Una piattaforma di monitoraggio marittimo ha registrato il transito di almeno due superpetroliere della compagnia nazionale iraniana, identificate come Diona e Hero2che avrebbero trasportato complessivamente circa 3,8 milioni di barili di greggio oltre la perimetrazione navale statunitense. In un movimento successivo è stata segnalata una terza unità con circa 1 milione di barilisegnando così le prime esportazioni su larga scala dall’Iran dopo due mesi di blocco.
Questi transiti rappresentano un elemento concreto che potrebbe accelerare ripercussioni sui mercati: se confermati e consolidati, gli sbarchi in porto e le vendite potranno influenzare l’offerta globale di petrolio e la necessità di ricostituire le riserve strategiche che alcuni Paesi hanno mobilitato nelle fasi di tensione.
La bozza finale del documento che sarà firmato in Svizzera non è stata ancora resa pubblica integralmente, ma il testo quasi definitivo anticipa alcuni punti sostanziali: all’Iran verrebbe concessa una deroga alle sanzioni per consentire la ripresa immediata delle vendite di petrolio, mentre altre misure finanziarie e incentivi verrebbero sospesi o rimandati a fasi successive dei negoziati. Il memorandum aprirebbe ufficialmente un periodo di 60 giorni dedicato a colloqui più dettagliati sul programma nucleare e su altre questioni multilaterali.
Nel pacchetto figurerebbe anche l’impegno congiunto di Paesi del Golfo e potenziali partner internazionali a elaborare un piano per un fondo di sviluppo da circa 300 miliardi di dollari destinato alla ricostruzione e alla crescita economica iraniana post-conflitto. La bozza menziona inoltre la possibilità di sbloccare fondi iraniani congelati in conti esteri, con importi stimati in fonti pubbliche fra i 24 e oltre 100 miliardi di dollarimentre ricordi storici citano circa 12 miliardi congelati fin dal 1979.
Un funzionario statunitense ha indicato che il testo completo potrebbe essere divulgato nei giorni immediatamente precedenti alla cerimonia di firma, prevista a Bürgenstock, località sul Lago di Lucerna. La delegazione americana sarà guidata dal vicepresidente J.D. Vancementre l’Iran sarà probabilmente rappresentato dal presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf. La bozza prevede sistemi di verifica per monitorare il rispetto degli impegni da parte di Teheran, con possibili coinvolgimenti di agenzie internazionali competenti.
I leader del G7 hanno accolto favorevolmente l’annuncio dell’intesa e si sono detti pronti a contribuire, in particolare con iniziative militari multinazionali guidate da alcuni Paesi europei per facilitare la ripresa del traffico commerciale nello Stretto di Hormuz. Sempre al vertice, il presidente Donald Trump ha dichiarato che l’accordo impedirà all’Iran di acquisire armi nucleari, ma ha anche avvertito che qualsiasi infrazione potrebbe comportare una dura reazione militare.
I mercati, nel frattempo, hanno già reagito: il prezzo del Brent è sceso sensibilmente dopo le notizie sull’accordo, anche per effetto della riduzione della domanda cinese e dello smaltimento di riserve strategiche da parte di alcune nazioni. Tuttavia, analisti ed operatori marittimi restano scettici sulla rapidità con cui lo Stretto potrà tornare alle condizioni di transito pre-crisi, soprattutto se dovessero rendersi necessarie operazioni di bonifica da ordigni o la definizione di nuove regole di passaggio. Teheran ha inoltre suggerito che, oltre il periodo negoziale di 60 giorni, potrebbero essere applicate tariffe di transito alle navi, una questione che resterà sul tavolo dei colloqui.
Infine, il memorandum prevede che gli Stati Uniti cerchino impegni di investimento anche dal settore privato e da altri Paesi alleati per sostenere gli aiuti destinati all’Iran: un processo che appare complesso ma cruciale per tradurre gli accordi politici in flussi economici concreti e verificabili.