Piano casa approvato alla Camera e polemica per la nomina del commissario

La Camera ha dato la fiducia al decreto Piano casa mentre infuriano le polemiche per la nomina del commissario straordinario Felice Squitieri, il cui incarico e compenso suscitano contestazioni politiche.

La Camera ha votato la fiducia sul decreto Piano casa aprendo la strada alla sua conversione in legge entro il termine previsto del 6 luglio. Il provvedimento prevede un programma straordinario volto al recupero e alla manutenzione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e sociale, con l’obiettivo di mettere a norma circa 60mila immobili accelerando procedure e semplificando i passaggi amministrativi. La votazione in Aula, conclusasi con 168 voti a favore, avvia la seconda lettura al Senato, ma l’approvazione parlamentare è arrivata in parallelo a una nomina che ha innescato forti reazioni politiche.

Nomina e poteri del commissario straordinario

Con un decreto del presidente del Consiglio è stato designato commissario straordinario per l’attuazione del Piano casa l’architetto Felice Squitieri. Il testo di nomina stabilisce che il commissario avrà il compito di effettuare la ricognizione dei fabbisogni e di predisporre il programma degli interventi per l’edilizia residenziale pubblica e sociale. L’incarico è fissato fino al 31 dicembre 2027 e prevede la possibilità di istituire una struttura di supporto alle dirette dipendenze del commissario, nonché l’eventualità di nominare un sub-commissario per affiancarlo nella gestione quotidiana.

Facoltà operative e limiti normativi

Il commissario potrà adottare provvedimenti tramite ordinanze e operare in deroga a leggi ordinarie, a eccezione del diritto penale; restano comunque vincolanti il codice antimafia il codice dei beni culturali e i obblighi derivanti dall’appartenenza alla Unione Europea. Questa estensione dei poteri è stata uno dei punti più contestati: da un lato è presentata come uno strumento per snellire interventi complessi, dall’altro genera dubbi sul controllo politico e procedurale in materia urbanistica e sociale.

Retribuzione e critiche politiche

La nomina ha acceso la polemica non solo sui poteri ma anche sul compenso previsto: il decreto indica un emolumento lordo complessivo di circa 490mila euro per la durata dell’incarico, cifra che ha suscitato le reazioni delle opposizioni e di alcuni partiti di maggioranza. I critici hanno denunciato la tempestività della nomina, arrivata mentre l’Aula stava ancora discutendo gli ordini del giorno sul decreto, e hanno messo in discussione la congruità dello stipendio rispetto ai compiti operativi. Alcune forze politiche hanno ipotizzato forme alternative di remunerazione, esprimendo un giudizio netto sulla opportunità del provvedimento così strutturato.

Risorse finanziarie e rimodulazione PNRR

Il ministero delle Infrastrutture ha comunicato che, a seguito del Consiglio dei ministri, tecnici dei ministeri coinvolti hanno individuato una soluzione normativa per destinare al Piano casa circa un miliardo di euro derivanti dall’ex piano noto come Rosc0, attraverso una rimodulazione delle risorse del PNRR. L’esito dei lavori è stato definito positivo dall’esecutivo: la strada trovata dovrebbe consentire di creare lo strumento giuridico necessario a veicolare quelle risorse verso gli interventi di recupero e rigenerazione del patrimonio abitativo pubblico.

Modifiche al Fondo universitario e priorità per categorie specifiche

Nelle correzioni approvate in commissione il decreto finanzia con 8,5 milioni il Fondo per gli alloggi degli universitari fuori sede riserva una quota di appartamenti alle Forze dell’ordine e estende la priorità di accesso al Fondo di garanzia per la prima casa alle persone con disabilità. Queste misure puntano a distribuire in modo mirato gli immobili resi disponibili e a sostenere categorie considerate vulnerabili o strategiche per il funzionamento dei servizi locali.

Le tensioni politiche proseguono: alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle hanno criticato la mancata rifinanziamento del Fondo nazionale per il sostegno all’affitto e la riduzione degli strumenti contro la morosità incolpevole, denunciando l’effetto sui bilanci dei Comuni e sulle tutele per migliaia di famiglie. Il dibattito parlamentare si sposterà ora al Senato per la seconda lettura, dove saranno valutate ulteriori modifiche e le possibili revisioni dell’articolato prima della conversione definitiva.

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Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.