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Produzioni stop-motion che hanno richiesto decenni di pazienza

Tre lunghe avventure dietro le quinte di stop‑motion che hanno trasformato sogni in premi e applausi.

La stop-motion è una tecnica di animazione in cui oggetti reali vengono fotografati fotogramma dopo fotogramma, spostandoli di pochi millimetri per creare l’illusione del movimento. Questo metodo, per la sua natura artigianale, comporta tempi di produzione notevolmente più lunghi rispetto alle animazioni digitali.

Quando il progetto è ambizioso, la differenza può crescere fino a toccare i decenni, come dimostrano tre recenti film che hanno conquistato pubblico e critica.

In questo articolo analizziamo le storie di Pinocchio di Guillermo Del Toro, Mad God di Phil Tippett e Wildwood di Travis Knight. Ognuno di essi è un esempio lampante di come la dedizione, la sperimentazione tecnologica e il sostegno di fan appassionati possano trasformare un’idea in un vero e proprio capolavoro cinematografico.

Pinocchio di Guillermo Del Toro: un sogno fascista che ha impiegato più di dieci anni

Il regista Guillermo Del Toro ha voluto dare una svolta alla tradizionale fiaba del burattino, ambientandola nell’Italia fascista degli anni Trenta. Questa scelta tematica ha permesso di esplorare temi come il lutto, l’obbedienza e il totalitarismo, conferendo al film una profondità rara nel genere d’animazione. Il progetto è nato anni prima di ottenere i finanziamenti necessari, e solo dopo un lungo periodo di sviluppo è entrato in fase di produzione.

Animazione e tempistiche

Per dare vita a Pinocchio gli animatori hanno dovuto compiere 940 giorni di lavoro, spostando i pupazzi fotogramma per fotogramma e usando più versioni dei personaggi per consentire a diversi team di operare simultaneamente. Ogni minimo movimento doveva essere catturato fisicamente, il che spiega la durata ineguagliata del progetto. Il risultato è stato premiato nel 2023 con l’Oscar al miglior film d’animazione, a testimoniare che l’attesa è stata più che giustificata.

Mad God di Phil Tippett: trenta anni di pausa e ritorno grazie al crowdfunding

Phil Tippett ha iniziato a girare quello che sarebbe diventato Mad God durante la produzione di RoboCop 2 (1990). Convinto che la stop-motion fosse ormai superata, ha accantonato il progetto dopo aver lavorato su Jurassic Park. Vent’anni più tardi, spinto dagli amici dello studio, ha ripreso la produzione, trasformandola in un’opera indipendente realizzata quasi interamente grazie a donazioni su Kickstarter.

Finanziamento partecipativo

Il film è stato sostenuto da una comunità di volontari e sostenitori che hanno contribuito a coprire i costi di materiali, attrezzature e location. Tippett ha condiviso regolarmente aggiornamenti su YouTube, mostrando il dietro le quinte e mantenendo vivo l’interesse del pubblico per tutta la durata del progetto, che ha superato i trenta anni di lavoro intermittente.

Wildwood di Travis Knight: la più lunga avventura stop-motion della storia

Nel settembre 2011, Lo studio Laika ha annunciato l’adattamento cinematografico del romanzo di Colin Meloy, Wildwood. La regia è affidata a Travis Knight, co-prodotta da Arianne Sutner, con la sceneggiatura di Chris Butler. La produzione si è svolta negli studi di Laika a Hillsboro, Oregon, sotto la direzione della fotografia di Caleb Deschanel.

Successo di critica e record di durata

Con una lunghezza di 131 minutiWildwood è il lungometraggio in stop-motion più esteso mai realizzato. Il film ha ricevuto valutazioni entusiastiche al BFI London Film Festival: il The Telegraph lo ha definito “il più bel film in stop-motion mai realizzato”, mentre Collider e Next Best Picture gli hanno assegnato rispettivamente 9/10 e 5/5 stelle. Anche IGN ha riconosciuto il valore della pellicola con un 8/10. Nonostante alcune recensioni più moderate (B- da IndieWire, 3 stelle su 5 dal The Guardian), l’accoglienza complessiva conferma il film come uno dei più ambiziosi e apprezzati del panorama.

La distribuzione italiana è prevista per il 22 ottobre, data che segna l’ultimo passo di una produzione iniziata più di un decennio fa. Il successo di Wildwood dimostra come la combinazione di sceneggiatura solida, tecniche avanzate di replacement animation e un forte supporto di fan possa produrre risultati straordinari, anche quando il percorso creativo si estende per anni.

Scritto da Chiara Lombardi

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