Programma Cinemazero: cinema, letteratura e memoria a Pordenonelegge

Cinemazero trasforma Pordenonelegge 2026 in un viaggio tra cinema, poesia e memoria, con otto appuntamenti che celebrano Pasolini, Bassani, Zanzotto e Totò.

Dal 17 al 20 settembre la città friulana diventa il palcoscenico di un itinerario unico, ideato da Cinemazero e inserito nella programmazione di Pordenonelegge. Otto appuntamenti, distribuiti tra l’Auditorium Largo San Giorgio, lo spazioZero, la Mediateca Cinemazero e il PalaFumetto, collegano cinema d’autore, documentari, dibattiti letterari e momenti di riflessione sulla memoria culturale.

Il filo conduttore è un dialogo continuo tra immagini, parole e tradizioni, con protagonisti nomi noti come Pasolini, Bassani, Zanzotto e Totò, ma anche opere recenti premiate a festival internazionali.

Apertura: Venezia, cinema e il documentario “Lingua mater”

Il percorso prende il via giovedì 17 settembre alle 10.30 con la conferenza “Alle radici del mito. Venezia e il cinema“, condotta da Giuseppe Ghigi e introdotta da Marco Fortunato all’Auditorium Largo San Giorgio.

L’intervento ricostruisce la costruzione dell’immagine di Venezia, dal Grand Tour del XVIII secolo, passando per la fotografia di chi la ha immortalata, fino alle più di seicento pellicole che hanno scelto la laguna come set. Il discorso enfatizza come la città sia divenuta un mito visivo capace di attraversare secoli e linguaggi. Nello stesso pomeriggio, alle 18.00, la rassegna Poesia Doc propone il documentario “Lingua mater” presentato dal regista Massimo Garlatti-Costa.

Il film si muove tra oceani e coste per narrare il legame inscindibile tra le persone e la loro lingua d’origine, intesa come deposito di identità, tradizioni e memoria collettiva. Questo appuntamento apre il ciclo con una doppia prospettiva: la rappresentazione visiva di un luogo iconico e la potenza della lingua come veicolo di cultura.

Venerdì 18 settembre: Pasolini in Friuli e il racconto familiare su Bassani

Il secondo giorno si articola in due momenti distinti. Alle 16.30, nello spazioZero, si tiene la tavola rotonda “I Turcs tal Friùl di Pier Paolo Pasolini. 50 anni di storia, teatro, musica, lingua“, condotta da Luca Giuliani e Roberto Calabretto. L’incontro ripercorre la nascita di un testo friulano scritto nel 1944, che Pasolini considerava il suo più bel scritto nella lingua della sua terra. Dopo la tragedia del massacro di Porzûs, l’opera rimase inattiva fino alla prima rappresentazione nel 1976, in un periodo segnato dal terremoto del Friuli. Grazie a documenti inediti e a una ricostruzione storico-critica, gli intervenuti mostrano come il *teatro*, la *musica* e la *lingua* si intreccino in un atto di memoria collettiva. Alle 18.00 segue, sempre nell’ambito di Poesia Doc, il documentario “In gran segreto. Un racconto familiare su Giorgio Bassani” con la presenza del regista Toni Trupia. Il film, della durata di 110 minuti, ricostruisce la vita dell’autore del Giardino dei Finzi-Contini attraverso le testimonianze dei figli Enrico e Paola, alternando fotografie d’archivio, visite alle case di Ferrara, Bologna e Roma, e riflessioni sulla relazione tra letteratura e luogo.

Sabato 19 settembre: Zanzotto, fotografia post-moderna e l’ultimo atto di Totò

Filò e Zanzotto: cinema, musica e dialetto

Sabato è la giornata più intensa del ciclo. Alle 16.30, alla Mediateca Cinemazero, Roberto Calabretto e Gian Mario Villalta presentano “Filò, cinquanta anni dopo. Zanzotto: il cinema, la musica, il dialetto“, in collaborazione con la Fondazione Casa Paterna di Andrea Zanzotto. Il tema parte da una richiesta di Federico Fellini del 1976 a Zanzotto per contribuire a scene del film Casanova. Da quel dialogo nasce un percorso in cui il poeta si confronta profondamente con il dialetto friulano la musica e le tecniche cinematografiche, aprendo una nuova fase della sua ricerca poetica. L’intervento analizza documenti inediti, registrazioni sonore e filmati d’archivio evidenziando l’importanza del linguaggio locale nella costruzione di un’estetica condivisa.

L’Ulisse, fotografia e intelligenza artificiale

Alle 17.00, sempre nello spazioZero, Italo Testa e Francesco Deotto conducono la discussione “L’Ulisse. Poesia, fotografia e post-fotografia“, partendo dal numero XXVII della rivista omonima. Il dibattito esplora il rapporto tra scrittura e immagine dalla nascita della fotografia nel XIX secolo fino alle sfide poste dall’intelligenza artificiale contemporanea. I relatori sottolineano come la memoria e l’identità si rinegozino in un contesto dove parola e visione si sovrappongono, creando nuove forme di espressione artistica. La serata culmina alle 19.00 al PalaFumetto con l’intervento di Francesco Piccolo, introdotto da Paolo Antonio D’Andrea, dedicato a Antonio De Curtis, più noto come Totò. L’intervento ricostruisce gli ultimi anni di vita del comico, segnati dalla cecità, dal mancato riconoscimento critico e dall’incontro decisivo con Pasolini, che ha aperto una nuova fase nella sua carriera, trasformandolo da icona pop a figura di spicco nella cultura italiana.

Chiusura domenica 20 settembre: “Un poeta” di Simón Mesa Soto, premio Cannes

L’ultimo appuntamento, previsto per domenica 20 settembre alle 18.00 al PalaFumetto, propone la proiezione di “Un poeta” regia di Simón Mesa Soto. Il film, vincitore del Premio della Giuria a Cannes 2025 è una commedia drammatica che indaga il tema del talento artistico e del suo riconoscimento, mettendo in luce le contraddizioni del sistema culturale: il desiderio di fama, il fallimento, le lotte interiori dell’artista. La scelta di chiudere il ciclo con questa pellicola sottolinea la volontà di Cinemazero di coniugare celebrazioni di grandi maestri con opere contemporanee capaci di provocare una riflessione sul valore della creazione oggi.

Il percorso di otto eventi, distribuito su quattro giorni, dimostra come Pordenonelegge abbia saputo ampliare i propri orizzonti, integrando cinema, letteratura, fotografia e memoria in un unico fil rouge. Gli spettatori sono invitati a passare da una sala all’altra, da una città all’altra nella geografia della cultura, per assaporare un dialogo multisensoriale che celebra l’eredità dei grandi autori italiani e allo stesso tempo guarda al futuro della narrazione visiva.

Scritto da Chiara Lombardi

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