Recensione del film Borgo: tra legalità e ombra nella Corsica profonda

Un viaggio cinematografico nella Corsica più oscura, dove il carcere di Borgo diventa il teatro di un complesso intreccio di relazioni e segreti.

Il nuovo film Borgo di Stéphane Demoustier porta sul grande schermo un dramma carcerario che va ben oltre la semplice narrazione di un ambiente chiuso. Con Hafsia Herzi nel ruolo della protagonista, Melissa, il film esplora temi complessi come l’identità, il potere e la moralità, ambientati nella suggestiva e misteriosa Corsica.

La storia inizia con un doppio omicidio all’aeroporto, ma ben presto l’attenzione si sposta all’interno del carcere di Borgo, dove Melissa prende servizio come nuova sorvegliante. La sezione 2, dedicata alle bande criminali, diventa il cuore pulsante del film, dove le regole non scritte dettano il comportamento di tutti, detenuti e guardie.

Un ritratto complesso della Corsica

Il film non si limita a raccontare la vita carceraria, ma offre uno spaccato della società corsa, con le sue contraddizioni e i suoi segreti.

Melissa, una donna forte e determinata, deve affrontare non solo le dinamiche interne al carcere, ma anche i problemi familiari e l’ostilità degli abitanti del quartiere. La sua relazione con Saveriu, un detenuto carismatico, diventa il fulcro di un intreccio che mescola attrazione, protezione e pericolo.

Hafsia Herzi, già apprezzata per la sua interpretazione in Cous cous riesce a trasmettere tutta l’ambiguità del suo personaggio, sospeso tra legalità e interesse, furbizia e ingenuità.

Il regista Demoustier, con una regia attenta e dettagliata, riesce a creare un’atmosfera claustrofobica che avvolge lo spettatore, facendolo sentire parte integrante della storia.

Le location: un viaggio tra mare e città

Le riprese del film si sono svolte in location suggestive, che contribuiscono a creare un’atmosfera unica. Il carcere di Borgo è stato ricreato all’interno del carcere abbandonato di Compiègne in Francia, mentre le scene esterne sono state girate ad Ajaccio la città natale di Napoleone. L’aeroporto di Grenoble ha sostituito quello corso di Bastia-Poretta, dove è avvenuto il tragico fatto di cronaca che ha ispirato il film.

Ajaccio, con le sue spiagge dorate e i luoghi di interesse storico-artistico, offre uno sfondo perfetto per un film che mescola dramma e paesaggi mozzafiato. Le riprese panoramiche della città e delle sue coste contribuiscono a creare un contrasto tra la bellezza del luogo e la crudeltà della storia raccontata.

Un thriller emotivo che sfida le convenzioni

Borgo non è solo un film carcerario, ma un thriller emotivo che sfida le convenzioni del genere. Il confine tra bene e male, giusto e sbagliato, diventa sempre più labile man mano che la storia procede. Melissa, inizialmente una figura di autorità, si trova a dover fare i conti con le sue scelte e con le conseguenze delle sue azioni.

Il film, liberamente ispirato a una storia vera, riesce a mantenere un equilibrio tra realtà e finzione, offrendo allo spettatore un’esperienza cinematografica intensa e coinvolgente. La sceneggiatura, scritta con l’aiuto di un avvocato penalista, aggiunge un ulteriore strato di autenticità alla narrazione.

Un viaggio cinematografico nella Corsica più oscura, dove il carcere di Borgo diventa il teatro di un complesso intreccio di relazioni e segreti.

Scritto da Chiara Lombardi

Festival d’autore: come scegliere rassegne, ottenere accrediti e pianificare