Recensione del film Maldoror: tra realtà e finzione nel caso Dutroux

Maldoror di Fabrice Du Welz è un film che affronta il caso del mostro di Marcinelle, Marc Dutroux. Scopri come il regista ha trasformato questa storia in un'opera cinematografica complessa e controversa.

Il film Maldoror di Fabrice Du Welz è un’opera che si ispira a uno dei casi più terribili della cronaca belga: il rapimento, lo stupro e l’uccisione di sei ragazzine da parte di Marc Dutroux noto come il mostro di Marcinelle.

Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia due anni fa, il film ha suscitato molte discussioni per il suo approccio audace e controverso.

La storia di Dutroux, condannato all’ergastolo, ha sconvolto non solo il Belgio ma l’intero mondo. Le sue azioni efferate, compiute con la complicità della compagna, hanno portato a una marcia di protesta di 350.000 cittadini e a un’inchiesta parlamentare che, pur escludendo l’esistenza di una rete di pedofili, ha lasciato molti dubbi.

La trama e i personaggi

Il film si concentra su Paul Chartier un giovane poliziotto interpretato da Anthony Bajon che ha un passato turbolento e si è rifatto una vita con una ragazza siciliana. Quando due bambine scompaiono, Chartier chiede di essere inserito in un team segreto chiamato Maldoror per indagare su Dutroux, interpretato da Sergi Lopez.

La narrazione si allontana dalla realtà del caso quando Chartier, deluso dall’inerzia delle autorità, inizia a indagare per conto proprio.

Questo lo porta a un’ossessione che lo consuma, trasformando il film in un thriller sanguinario con rimandi a Fiumi di porpora e Il silenzio degli innocenti.

Le critiche e le ambizioni del film

Il film è stato criticato per la sua ambizione eccessiva e per le derive narrative che lo portano lontano dalla realtà dei fatti. Il titolo stesso, ispirato ai Canti di Maldoror di Lautréamont denota un’ambizione che non trova sempre riscontro nella sceneggiatura.

Un altro punto critico è la scarsa attenzione alle vittime e alle loro famiglie. L’accento è posto più sul male, sulla giustizia ingiusta e sulle reti di potere, lasciando in ombra il dolore delle vittime. Questo approccio ha deluso chi si aspettava un film più compatto e coinvolgente.

Il contesto storico e sociale

Il caso Dutroux ha avuto un impatto enorme sul Belgio, portando a una riforma della polizia e della giustizia. Il film cerca di catturare questo impatto, ma finisce per perdersi in un mix di generi che non sempre funziona.

Per chi vuole approfondire la vicenda, è consigliata la lettura del libro Avevo 12 anni, ho preso la mia bici e sono partita per andare a scuola… di Sabine Dardenne una delle vittime sopravvissute. Ascoltare la voce dei sopravvissuti è sempre la cosa più importante in casi come questi.

La sua ambizione artistica e le sue derive narrative lo rendono un’opera complessa e controversa, che lascia il pubblico con molte domande e pochi risposte.

Scritto da Chiara Lombardi

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