Il festival Ru-mòre trasforma San Lorenzo in un hub internazionale per il cinema contemporaneo e le sperimentazioni audiovisive con proiezioni, installazioni e una sezione dedicata alla realtà virtuale.
Il cuore del quartiere di San Lorenzo a Roma si prepara ad accogliere una fitta rete di proiezioni, installazioni e incontri: Ru-mòre riunisce oltre 70 titoli provenienti da più di 30 Paesi, in un programma diffuso che vivrà tra il Cinema Tibur, il Mercato di San Lorenzo e lo spazio d’arte Lembi. La rassegna, giunta alla ottava edizione, è curata dalla neonata organizzazione 8 Production con la direzione artistica di Laura Catalano e Giorgio Calogero, e la direzione esecutiva di Silvio Giannini. L’obiettivo è mettere a confronto linguaggi tradizionali e innovazioni digitali, in una formula che unisce la comunità locale agli operatori internazionali.
Il festival si svolge dal 14 al 18 aprile e propone un formato pensato per essere diffuso: proiezioni in sala, installazioni site-specific e una finestra ampia sulla realtà virtuale e le pratiche immersive. Il progetto nasce come erede del Varco Film Festival e gode del patrocinio del Municipio II del Comune di Roma, con il sostegno di partner tecnici come Trans Audio Video, Canon e Pigrade. La manifestazione ambisce a creare una piazza internazionale nel tessuto urbano, favorendo il dialogo tra creator, autori e pubblico.
La programmazione comprende sezioni dedicate al cortometraggio (con concorsi nazionali e internazionali), al documentario, all’animazione e ad opere in realtà virtuale. Il Cinema Tibur ospiterà il Concorso dei cortometraggi con 40 opere selezionate, suddivise in dieci titoli per ciascuna delle quattro sezioni: nazionale, internazionale, documentari e animazione. Al Mercato di San Lorenzo troverà spazio un’installazione site-specific curata da Eloise Fornieles dal titolo “Anzi Parla“, prodotta in collaborazione con la British School at Rome e inserita nel Programma LOUD.
L’opera “Anzi Parla” dialoga con la tradizione delle statue parlanti di Roma e le pratiche di dissenso anonimo, combinando scultura, suono e video per restituire voci di attivisti, giornalisti e cittadini. Questa scelta riflette la volontà del festival di integrare il territorio e le sue forme di espressione pubblica, trasformando il mercato in un luogo di ascolto e confronto che si avvale del sostegno del MiC e di SIAE nel programma “Per Chi Crea”.
Il Concorso nazionale esplora tematiche di relazione familiare, identità e crescita: tra i titoli segnaliamo l’anteprima italiana di “Agáta” di Benedetta Fiore e altre opere che spaziano dalla distopia a storie intime di migranti, amore e abuso. La sezione internazionale affronta migrazioni, emarginazione e crisi climatiche, con lavori come “The Spectacle” e “Water Sports“. La sezione documentaria approfondisce i legami tra umanità e ambiente con titoli come “Air Horse One” e “Green Gray Black Brown“; nell’animazione spicca “Papillon” di Florence Miailhe, candidata all’Oscar al miglior cortometraggio d’animazione 2026.
La selezione dei migliori corti sarà giudicata da una giuria presieduta da Adele Tulli e composta da figure come l’attore Giuseppe De Domenico, l’animatore Nespy 5euro, e le produttrici Carla Vulpiani e Giulia Campagna. Le proiezioni al Cinema Tibur si svolgeranno con doppio appuntamento serale, includendo momenti di Q&A con autori e autrici per favorire il dialogo diretto con il pubblico.
Una delle novità più rilevanti è la sezione dedicata alla realtà virtuale, ospitata nello spazio Lembi (via dei Volsci 62). Nel Concorso VR sono state selezionate 5 opere, che verranno valutate da una giuria formata da Valentina Noya, Francesco D’Isa e Stefano Conca. Tra i titoli in gara figurano l’anteprima mondiale “Deer Button“, e “Fallax” di Owen Hindley che rappresenta l’Islanda con il suo primo film in VR.
La sezione Showcase XR include esperienze immersive già apprezzate in festival internazionali, come “The Exploding Girl” di Caroline Poggi e Jonathan Vinel, la simulazione empatica “Anamnesis” di Petr Salaba e l’interattivo “Mirage” di Naima Karim. Questi progetti propongono modalità diverse per avvicinarsi a temi sociali, psicologici e politici sfruttando le potenzialità del cinema immersivo.
Completa l’offerta un ricco palinsesto di incontri e masterclass rivolte a professionisti e pubblico: si parlerà di animazione, documentario, machinima e intelligenza artificiale applicata al racconto visivo, con workshop tenuti da collettivi e autori come Animaccio, Andrea Gatopoulos, Margherita Giusti e Mario Blaconà. Il programma Industry favorirà gli scambi tra produttori, distributori e registi, con uno specifico focus sulla cinematografia greca. Ru-mòre si propone così come un luogo di sperimentazione, confronto e formazione per il futuro dell’audiovisivo.