Schindler’s list su Netflix, cast e trama del film di Spielberg

Il 1 luglio è uscito sulla piattaforma il capolavoro del regista, che parla dell'imprenditore nazista che salvò le vite di migliaia di ebrei.

Schindler’s List è l’omaggio di Steven Spielberg alla dimenticata storia di Oskar Schindler, imprenditore che salvò la vita a migliaia di ebrei assumendoli come operai nelle fabbriche durante lo stermino del 13 marzo 1943 nel ghetto di Cracovia.

La recensione di Schindler’s list

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Di origine ebraica, Spielberg decide di trattare il delicato e complesso tema della Shoah per rivendicare gli orrori inflitti dal Terzo Reich, usando però le vicende di Schindler, un tedesco nazista dalla grande umanità, interpretato dall’indimenticabile Liam Neeson.

Schindler inizialmente sfrutta le leggi razziali e la difficile situazione degli ebrei polacchi, schiavizzati dal basso costo della mano d’opera, per rilevare a zero una fabbrica di pentolami smaltati.

Ma con il procedere della pellicola l’arrivismo sfrenato di Schindler si tramuta in disgusto verso se stesso e, dopo essere stato testimone degli orrori perpetrati dalle SS nel ghetto di Cracovia, capisce che quegli ebrei sono prima di tutto esseri umani con dei diritti.

Una consapevolezza che esploderà con l’indimenticabile monologo finale di Liam Neeson, in cui l’azione di contare il denaro non ha più valore, sostituto dalla conta degli ebrei da salvare.

Al personaggio di Schindler si contrappone l’ufficiale delle SS Amon Goeth, interpretato da uno straordinario Ralph Fiennes, che incarna la malvagità dell’essere umano e dello stato nazista, per cui si eseguono azioni disumane senza nessuna morale, dove nessuno mette mai in discussione gli ordini ricevuti.

Memorabile la scena in cui Amon Goeth, dall’alto del balcone della sua villa, spara ai deportati ebrei costretti a costruire lo stesso campo di concentramento che porrà fine alla loro vita.

L’uso del bianco e nero

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La caratteristica che salta subito agli occhi è l’utilizzo del bianco e nero, una scelta che potrebbe sembrare di natura estetica, solo per stupire lo spettatore. Invece la peculiare scelta fotografica permette allo spettatore di immergersi nell’orrore della Storia, facendoti vivere l’olocausto in prima persona, come in un documentario iperrealistico.

Nel film, le uniche sequenze in cui non si usa il bianco e nero riguardano il personaggio iconico della bambina con il cappotto rosso, simbolo di futuro e speranza di un mondo migliore, dove gli uomini si considerano tutti uguali e non si muovono guerra reciprocamente. Una speranza destinata a morire, come la bambina uccisa dalle mani bagnate di sangue dei soldati tedeschi.

Perché vedere Schindler’s List

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Schinder’s list di Steven Spielberg è l’affresco di un’epoca terribile in cui il cinema non era intrattenimento ma critica sociale, dove la sala serviva per dare notizie sul mondo e formare le nuove generazioni. A differenza di questi anni dove il primo e unico scopo del film è quello di “intrattenere”.

La morale di Schinder’s list appare chiara: ognuno di noi deve battersi per un’umanità migliore, non commettendo gli errori e gli orrori del passato.

Scritto da Alessio Balbi

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