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Sostenibilità sul set: il protocollo Green Film spiegato

Green Film aiuta le produzioni a misurare e migliorare l’impatto ambientale con criteri chiari, punteggi e verifiche concrete, dal set all’ufficio di produzione.

Green Film è un protocollo di sostenibilità pensato per le produzioni audio-visive che desiderano misurare, ridurre e comunicare l’impatto ambientale del proprio lavoro. Non è uno slogan, ma un sistema strutturato di requisiti, verifiche e punteggi distribuiti su aree operative del set e dell’ufficio di produzione.

L’obiettivo è premiare scelte consapevoli e pratiche replicabili, così da integrare la tutela ambientale nel flusso di lavoro creativo.

Questo approccio è rilevante perché le attività tipiche di un set — energia, trasporti scenografie, catering e gestione dei rifiuti — concentrano consumi e materiali in tempi brevi e con molte persone coinvolte. Un protocollo condiviso offre una bussola: definisce priorità, rende comparabili i risultati e facilita il dialogo con finanziatori, istituzioni e pubblico. In queste pagine si chiariscono struttura, aree chiave e punteggi di Green Film, con un confronto con albert (BAFTA) e con le linee green della Berlinale, per offrire strumenti immediatamente utilizzabili.

Cos’è il protocollo Green Film

Green Film è un sistema di certificazione promosso dalla Trentino Film Commission che combina criteri obbligatori e criteri facoltativi. Ai secondi sono associati punti che si sommano fino a raggiungere una soglia minima richiesta per la certificazione. Il metodo ruota attorno a evidenze documentali, check-list, contratti e tracciamenti che dimostrano le azioni intraprese. La valutazione è supportata da figure come il green manager di produzione e da verifiche indipendenti, così che l’impegno sia credibile e comunicabile.

Le 6 aree chiave e come accumulare punteggi

Il cuore di Green Film si articola in sei aree operative. Ogni area include azioni misurabili; più l’adozione è ampia e documentata, maggiore è il punteggio ottenuto. I criteri sono pensati per essere proporzionati alla scala del progetto e trasferibili tra reparti.

1) Energia

Ridurre e decarbonizzare i consumi è prioritario. Si valorizzano scelte come l’uso di energia rinnovabile in set e uffici, la preferenza per gruppi elettrogeni a basse emissioni o sistemi di accumulo l’illuminazione LED e piani di efficienza energetica durante le riprese. La documentazione tipica comprende forniture, schede tecniche e consuntivi di consumo.

2) Trasporti

La mobilità della troupe pesa molto sul bilancio ambientale. Il protocollo premia flotte condivise, mezzi ibridi o elettrici, car pooling navette e programmazione che riduca spostamenti inutili. Anche la scelta di alloggi vicini alle location e l’uso di treni quando possibile contribuiscono ai punteggi.

3) Scenografie e materiali

Qui contano progettazione modulare, riuso acquisti con contenuto riciclato e piani di fine vita. Si valorizza l’inventario dei materiali, l’accordo con magazzini per il noleggio l’assenza di sostanze critiche e la restituzione o donazione dei set. Un buon tracciamento evita sprechi e massimizza i crediti.

4) Catering

Il settore food incide attraverso menu, packaging e logistica. Green Film assegna punti a acqua alla spina stoviglie riutilizzabili, riduzione delle proteine ad alta intensità di emissioni, approvvigionamento locale e gestione degli eccedenti alimentari tramite donazioni. La tracciabilità dei fornitori e delle quantità serve a consolidare le evidenze.

5) Rifiuti

La prevenzione viene prima della raccolta. Si premiano piani di riduzione dei materiali monouso, stazioni di raccolta differenziata presidiate, contratti con operatori che certificano il recupero e report di pesatura. Anche la formazione rapida in pre-produzione facilita il rispetto delle procedure.

6) Comunicazione

La sostenibilità è efficace quando è compresa. Il protocollo include briefing al cast e alla troupe, segnaletica sul set, linee guida interne e rendicontazione pubblica delle azioni. Una comunicazione chiara migliora l’aderenza ai criteri e rafforza l’accountability verso partner e spettatori.

Come ottenere la certificazione: passaggi tipici

Un percorso tipo segue poche fasi essenziali: 1) nomina del green manager e lettura dei criteri; 2) impostazione del piano con obiettivi per ciascuna area; 3) integrazione dei requisiti nelle gare e nei contratti di fornitura; 4) raccolta sistematica delle evidenze (bollette, DDT, foto, inventari, pesate); 5) verifica finale e calcolo dei punteggi per il rilascio della certificazione. La chiave è decidere in pre-produzione: molte azioni a costo basso diventano onerose se rinviate all’ultimo.

Confronto con albert (BAFTA) e linee green della Berlinale

Il protocollo albert promosso in ambito BAFTA si fonda su strumenti operativi come carbon calculator formazione obbligatoria e livelli di certificazione per genere e formato. È fortemente centrato sulla quantificazione delle emissioni e sulla creazione di competenze diffuse nel team. Green Film, pur integrabile con il calcolo della carbon footprint struttura il percorso per aree pratiche e punteggi, mettendo l’accento su evidenze di processo e forniture sostenibili.

Le linee green della Berlinale rappresentano un quadro di buone pratiche per eventi e produzioni: mobilità pubblica, riduzione dei materiali stampati, riutilizzo degli allestimenti, opzioni alimentari a minore impatto e raccolta differenziata visibile. Rispetto a queste linee, Green Film opera come sistema di certificazione con soglie e verifiche dedicate al set, mentre albert funge da ecosistema di strumenti e formazione. Per molte produzioni, l’approccio più solido è combinarli: usare albert per il calcolo e la cultura interna, Green Film per la conformità e la prova documentale, adottando le pratiche Berlinale come standard comportamentali.

Approfondimenti: casi specifici ed eccezioni

Produzioni in location remote o con effetti speciali energivori possono incontrare limiti tecnici. In questi casi, la compensazione non sostituisce la riduzione ma può integrare il percorso, purché basata su progetti verificabili. Per i periodi di ripresa notturna, la scelta di gruppi a basse emissioni e l’ottimizzazione dei turni preservano i punteggi nell’area energia. Nelle co-produzioni internazionali, la definizione di criteri comuni in pre-accordo evita incoerenze tra reparti e paesi, salvaguardando la tracciabilità.

Indicazioni pratiche per filmmaker e cinefili attenti

Alcune mosse rapide hanno grande resa: inserire clausole green nei contratti di noleggio; preferire LED e piani luce efficienti; organizzare navette e car pooling; prevedere borracce e punti acqua; imporre stoviglie riutilizzabili; pianificare inventari e fine vita dei set; istituire briefing di cinque minuti a inizio giornata. Ogni scelta, comunicata con trasparenza costruisce un racconto coerente con il film e con le attese di un pubblico che desidera produzioni responsabili.

La forza di Green Film sta nella concretezza: criteri chiari, evidenze verificabili, punteggi proporzionati. Chi progetta per tempo scopre che sostenibilità e creatività possono sostenersi a vicenda, trasformando vincoli in soluzioni eleganti e replicabili da una produzione all’altra.

Scritto da Andrea Innocenti

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