Il mondo del cinema e della cultura pop è in lutto per la scomparsa di Tim Curry l’attore britannico che ha lasciato un’impronta indelebile con le sue interpretazioni iconiche. Morto a 80 anni nella sua casa di Los Angeles Curry ha saputo trasformare ogni ruolo in un’esperienza memorabile, diventando un simbolo di trasgressione e versatilità.
La sua carriera, lunga oltre cinque decenni, ha spaziato dal teatro al cinema, dalla televisione al doppiaggio, dimostrando una capacità unica di adattarsi a generi e personaggi apparentemente lontani tra loro. Ma è con due ruoli in particolare che Tim Curry ha conquistato il cuore del pubblico e l’immaginario collettivo: Frank-N-Furter in The Rocky Horror Picture Show e Pennywise nella miniserie It.
Frank-N-Furter: l’icona della rivoluzione sessuale
Nel 1975 Tim Curry ha dato vita a uno dei personaggi più trasgressivi e influenti della storia del cinema: Frank-N-Furter lo scienziato pazzo e glamour di The Rocky Horror Picture Show. Basato sullo spettacolo teatrale del 1973 il film ha rivoluzionato i costumi sessuali degli anni Settanta, anticipando concetti come la fluidità di genere e la cultura queer.
Frank-N-Furter, con il suo corsetto, le calze a rete e il trucco pesante, ha sfidato i tabù dell’epoca, incarnando il piacere senza limiti e combattendo il puritanesimo.
Curry stesso ha rivelato che quel ruolo gli ha insegnato a non porsi mai limiti di natura artistica, fisica, mentale o sessuale. “Frank ha dato la possibilità a tanti adolescenti di essere diversi e sono molto felice che lui abbia avuto il potere per farlo” ha dichiarato l’attore.
Il film, inizialmente accolto con freddezza dalla critica, è diventato un fenomeno di culto, influenzando generazioni di artisti e contribuendo alla rivoluzione sessuale. Anche Lady Diana ha confessato che il film ha contribuito a completare la sua educazione.
Pennywise: il clown che ha terrorizzato il mondo
Nel 1990 Tim Curry ha cambiato registro interpretando Pennywise il clown assassino della miniserie televisiva It tratta dal romanzo di Stephen King. Con la sua voce profonda e una presenza inquietante, Curry ha dato al personaggio un’impronta che è rimasta nell’immaginario collettivo.
Sul set, il terrore correva ovunque e c’era perfino chi si nascondeva. Curry ha voluto usare i suoi iconici sguardi e le sue espressioni facciali per diventare terrificante più di qualsiasi maschera finta. E ci è riuscito. La sua interpretazione è ancora considerata da molti la versione più perturbante del personaggio.
Una carriera eclettica e una vita privata riservata
Ma Tim Curry non è stato solo Frank-N-Furter e Pennywise. La sua carriera include ruoli divertenti come il portiere d’albergo in Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York e più seri come il dottor Petrov in Caccia a Ottobre Rosso. Ha anche vestito i panni di Gomez Addams nel film televisivo La famiglia Addams si riunisce.
Nel 2012 un grave ictus ha limitato la sua attività, ma Curry non ha mai smesso di lavorare, dedicandosi soprattutto al doppiaggio. Lo scorso ottobre ha pubblicato la sua autobiografia, Vagabond spiegando che nel XVII e XVIII secolo gli attori erano considerati dei “vagabondi” e dei fuorilegge, un modo di essere che sentiva profondamente suo.
La sua vita privata è sempre stata riservata. Curry ha deciso di custodire gelosamente i dettagli della sua esistenza, preferendo lasciare che il suo lavoro parlasse per lui. Con la sua morte, scompare un attore difficile da incasellare, capace di passare dal musical all’horror, dalla commedia al doppiaggio senza perdere quella presenza scenica magnetica che lo aveva reso unico.
