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Wildwood di Laika: un’avventura animata tra magia e perdita

Una fiaba dark di Laika, Wildwood stupisce con una stop‑motion imponente e una narrazione che affronta perdita e passaggio all’età adulta

Wildwood – I segreti del bosco proibito – è arrivato nelle sale di Alice il 22 ottobre, suscitando subito un dibattito tra spettatori di ogni età. Il film nasce dall’unione fra il romanzo di Colin Meloy e l’estro creativo di Laika lo studio portlandese noto per le sue produzioni in stop-motion.

Sotto la direzione di Travis Knight l’opera si propone come una fiaba oscura che non ha timore di parlare di lutto, crescita e responsabilità evitando le solite retoriche didattiche tipiche dei cartoon per bambini. Il risultato è un’esperienza visiva che colpisce per la sua grandiosità e per la profondità emotiva, facendo emergere un nuovo standard per il genere animato.

L’ambiziosa genesi del progetto

Nel 2011 Travis Knight si imbatte nel romanzo di Colin Meloy e, pochi giorni dopo, acquista i diritti cinematografici, dichiarando la sua intenzione di trasformare la storia in un lungometraggio d’animazione.

Dopo una fase di sviluppo silenziosa, la produzione vera e propria prende il via nel 2021: lo studio costruisce 136 set fisici ognuno dei quali richiede settimane di assemblaggio, e modella 231 marionette dotate di testine intercambiabili per garantire una gamma espressiva senza precedenti. Per alcune scene particolarmente complesse, Laika ha integrato elementi di CGI per il compositing, ma solo dove la stop-motion tradizionale non poteva soddisfare le esigenze narrative.

Questo approccio ibrido dimostra la volontà dello studio di preservare la “materia” della tecnica, pur sfruttandone le potenzialità tecniche più avanzate.

Una fiaba dark: trama e protagonisti

La storia ruota attorno a Prue McKeel una ragazzina intraprendente che, insieme al neonatino fratellino Mac, si avventura in un parco cittadino. Un stormo di corvi rapisce il bambino e lo trascina nella misteriosa Foresta Proibita, dove le leggi della realtà si intrecciano con la magia. Prue, accompagnata dal compagno di scuola Curtis riesce a superare un’impenetrabile barriera di alberi e a entrare in un mondo governato da regole proprie. Qui incontrano un esercito di coyote in uniforme, dei “soldati” pronti a difendere la loro terra contro una potenza oscura.

La Governatrice Vedova e la guerra dei coyote

Al centro del conflitto c’è Alexandra la cosiddetta Governatrice Vedova, una figura carismatica e spietata il cui potere deriva da antiche arti oscure. Dopo che Curtis viene catturato e condotto al palazzo della governatrice, la ragazza si ritrova a dover salvare il fratellino mentre affronta la trauma del lutto che la stessa Alexandra porta dentro di sé. La lotta tra i coyote – ormai trasformati in una milizia armata – e le forze della Governante diventa lo sfondo di una narrazione che esplora le dinamiche di potere, la perdita e la ricerca di identità.

Tecnica stop-motion: numeri e innovazioni

Dal punto di vista visivo, Wildwood è una maratona di dettagli. Ogni inseguimento, ogni battaglia, è coreografato con una precisione che richiede centinaia di fotogrammi al secondo, grazie a una squadra di animatori che manipolano a mano ogni singola marionetta. La serie di testine intercambiabili conta più di 1.200 volti diversi consentendo a Prue, Curtis e persino ai personaggi secondari di esprimere sottili variazioni emotive. Le sequenze di volo dei corvi, ad esempio, combinano la stop-motion con strati di CGI per rendere credibili le traiettorie aeree, senza mai tradire l’estetica artigianale che contraddistingue Laika.

Temi maturi e scrittura di Chris Butler

Lo scenario fiabesco è la cornice ideale per la sceneggiatura di Chris Butler autore di ParaNorman e Kubo e la spada magica. Butler trasforma la trama in una riflessione sul passaggio all’età adulta facendo emergere il dolore della perdita attraverso la figura di Alexandra e il viaggio di Prue alla scoperta del proprio coraggio. La narrazione non ricorre a soluzioni facili: il lutto è mostrato nella crudezza delle decisioni dei personaggi, e la crescita è misurata da piccoli atti di solidarietà più che da grandi gesti eroici. Il risultato è una storia che parla sia ai bambini – per le avventure mozzafiato – sia agli adulti, che possono riconoscere nei conflitti interiori un eco delle proprie esperienze di vita.

Scritto da Andrea Innocenti

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