Anna Proclemer: l’eredità di una vita dedicata al teatro

Anna Proclemer ci ha lasciati, ma il suo contributo al teatro italiano rimane immortale. Scopri la sua straordinaria carriera e i ricordi dei suoi colleghi.

Il mondo del teatro italiano è in lutto per la scomparsa di Anna Proclemer, avvenuta nella notte nella sua casa di Roma, a pochi giorni dal suo novantesimo compleanno. La notizia è stata data dalla figlia Antonia Brancati, mentre la camera ardente è stata allestita in Campidoglio, nella sala della Protomoteca, per l’ultimo saluto a una delle voci più riconoscibili del teatro italiano.

Anna Proclemer, nata a Trento, ha iniziato la sua carriera nel 1942 al Teatro dell’Università di Roma con la pièce Nostra Dea di Massimo Bontempelli. Da quel momento, la sua vita è stata un susseguirsi di palcoscenici, set cinematografici e sale di doppiaggio. In quegli anni, per richiesta di una casa di produzione, adottò anche il nome di Anna Vivaldi, in omaggio al compositore che aveva scoperto proprio allora.

Una vita tra teatro e cinema

Nel 1946 sposò lo scrittore Vitaliano Brancati, dal quale ebbe la figlia Antonia. La separazione arrivò poco prima della morte di lui, nel 1954. Due anni dopo iniziò il lungo legame artistico e sentimentale con Giorgio Albertazzi, una relazione che avrebbe segnato una parte rilevante della scena teatrale italiana del secondo Novecento.

Il repertorio teatrale di Proclemer includeva testi di PirandelloGeorge Bernard ShawLillian Hellman e Gabriele D’Annunzio. Recitò con Vittorio Gassman e Luigi Squarzina poi approdò al Piccolo Teatro di Milano diretto da Giorgio Strehler.

La sua presenza scenica era netta, costruita senza scorciatoie, capace di riempire la scena anche nei silenzi.

Dai classici al doppiaggio

Al cinema, Proclemer fu protagonista di 15 film, ma interpretò anche molte parti minori e prestò la voce, come doppiatrice, ad attrici come Greta Garbo e Anne Bancroft. Le sue ultime apparizioni sul grande schermo risalgono a No problem di Vincenzo Salemme, nel 2008, e a Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek, nel 2012.

Sul suo sito aveva scritto una frase che raccontava bene il rapporto con il mestiere: Perché attrice? Perché sono un mostro. Poi il ricordo di quando, a 12 anni, dopo una recita scolastica, era tornata a casa piangendo, con l’animo in tumulto. La chiamò una illuminazione. Forse, spiegava, il primo segnale di una vocazione.

Il cordoglio e gli omaggi

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio alla famiglia, ricordando in Anna Proclemer un’artista di forte personalità e grande talento che ha lasciato un segno inconfondibile sulla scena teatrale italiana.

Più intimo il saluto di Giorgio Albertazzi. Il dolore è non vederla più ha commentato. Poi ha aggiunto, con una frase asciutta: La morte, dopo averne tanto parlato, è alla fine un evento semplice, lineare. Albertazzi ha raccontato che si vedevano spesso e che Proclemer, provata dal decadimento dei sensi, gli aveva chiesto aiuto per morire. Io che pure credo all’eutanasia non ho mai avuto il coraggio di dirle di sì ha confidato. La portava fuori a cena, ha spiegato, per rallegrarla. Poco, forse. Ma era il loro modo.

Tra i primi a ricordarla è stato Ferzan Ozpetek, che l’aveva diretta in Magnifica presenza. Ciao Anna, sarai sempre con me. Ti amo ha scritto su Twitter. Prima di partire per Tokyo, dove avrebbe presentato il film, il regista ha parlato di una vera storia d’amore professionale e ha raccontato che aveva pensato a lei anche per Allacciate le cinture. Proclemer, però, gli aveva detto di non sentirsela di viaggiare e affrontare un nuovo ruolo. Allora ho eliminato la parte e lei mi ha detto: ‘Per questo ti amo’ ha rivelato.

Commosso anche Francesco Rosi, che l’aveva diretta in Cadaveri eccellenti. Qualsiasi definizione o ricordo sarebbe riduttivo ha detto, ricordandone il temperamento e la forza espressiva anche in un ruolo non da protagonista. Maurizio Scaparro ha richiamato invece il suo impegno civile, soprattutto sul tema della censura e della libertà di espressione, ricordando il caso de La governante testo che Brancati le dedicò e che fu colpito dalla censura. Da Monica Guerritore, infine, un saluto breve e affettuoso affidato ai social: Buon viaggio ad Anna Proclemer… ha vissuto appieno e liberamente il suo talento.

Scritto da Matteo Pellegrino

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