Steven Spielberg torna a occuparsi di contatti extraterrestri con Disclosure Day (Usa, 2026), un film che ha già scatenato dibattiti sulla sua efficacia narrativa e sul rapporto con i due grandi antecedenti della carriera del regista: Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977) e E.T.
l’extraterrestre (1982). Sul tema si è confrontato un recente podcast prodotto da Nocturno dove la squadra di commentatori ha esaminato pregi e difetti dell’opera alla luce del percorso artistico di Spielberg e del contesto sociale contemporaneo.
Nel podcast hanno preso parte Davide PuliciGiorgia De CarolisClaudio GarganoEmanuele Di Nicola e Marcello Aguidara (montaggio), con grafiche curate da Simone Bisantino. Il confronto si è focalizzato sui punti di forza percepiti e sui limiti del film, interrogandosi sulla capacità della pellicola di generare empatia e sulla scelta di mescolare action, impegno sociale e citazionismo.
Disclosure Day: struttura, temi e interpretazioni
Il film, distribuito dalla Columbia Pictures ha un cast guidato da Emily Blunt con Josh O’ConnorColin Firth ed Eve Hewson. Al centro della trama c’è la rivelazione pubblica di una presenza aliena già nota alle istituzioni, e lo scontro tra chi vuole mantenere il segreto e chi decide di rendere pubblico un archivio riservato. Nel dibattito del podcast sono emerse due critiche ricorrenti: la prima riguarda la regia che, secondo gli interlocutori, fatica a trasformare il materiale emotivo in coinvolgimento vero; la seconda è il modo in cui il film gestisce il tema della verità diffusa attraverso i media moderni, protagonisti della spettacolarizzazione della rivelazione.
Colin Firth interpreta il ruolo chiave di un esponente di un’organizzazione privata che sostiene il silenzio, mentre Josh O’Connor è il programmatore che ruba i materiali riservati per consegnarli al pubblico. Emily Blunt si confronta con un arco narrativo che la porta a sviluppare capacità comunicative inusuali, tra cui la comprensione di linguaggi alieni. Nel corso della visione emergono anche questioni religiose: il film affronta il rapporto tra fede e scoperta extraterrestre, mostrando reazioni diverse tra istituzioni religiose e credenti.
Empatia, scienza e ruolo degli adulti
Un elemento ricorrente nel confronto è la ricerca, da parte del regista, di figure adulte che incarnino una scienza «umana» e aperta. Nel passato Spielberh ha spesso costruito un contrappunto tra lo scienziato ufficiale e il testimone «chiamato»: figure che, pur appartenendo alle istituzioni, mostrano umanità e desiderio di comprensione. Nel nuovo film compare una figura analoga, simile a quelle che avevano popolato Incontri ed E.T., ma per gli ospiti del podcast il risultato non raggiunge la stessa intensità emotiva.
Radici storiche e influenze: da Hynek al cosmo personale di Spielberg
Il ritorno agli ufologia di Spielberg non è casuale: già in Incontri ravvicinati il regista si avvalse della consulenza di J. Allen Hynek figura centrale dell’ufologia che partecipò ai programmi militari Project Sign (1948), Project Grudge (1949) e Project Blue Book (1952/1969). Hynek contribuì alla definizione delle categorie degli incontri ravvicinati, tra cui l’iconico terzo tipo ovvero l’osservazione di entità biologiche. Questa radice «docu-storica» è parte dell’impianto che rese Incontri così credibile e che ha informato il modo in cui Spielberg costruisce l’atmosfera di Disclosure Day.
Nel podcast è stato ricordato anche l’aspetto autobiografico che attraversa la filmografia spielberghiana: personaggi che replicano l’isolamento infantile, la perdita o la chiamata verso l’ignoto. Se Incontri era una cronaca globale del contatto e E.T. un racconto intimo attraverso gli occhi di un bambino, Disclosure Day tenta di combinare questi due registri aggiungendo elementi contemporanei come la circolazione istantanea dell’informazione e la pressione delle organizzazioni private sul potere pubblico.
Nel dibattito è stata richiamata anche la presenza simbolica della Devil’s Tower già centrale in Incontri, che appare come richiamo visivo in alcune sequenze hackerate del film, un collegamento intenzionale con l’eredità delle opere precedenti. Non sono mancati riferimenti alle leggende del Triangolo delle Bermuda quando si è parlato di misteri irrisolti e di incidenti aerei che popolano la mitologia del contatto.
Infine, il podcast ha toccato il rapporto tra cinema fantastico e urgenze reali: secondo gli intervenuti, un film del genere funziona se attinge al presente e riesce a trasformare la paura e la meraviglia in empatia collettiva. Disclosure Day, per molti dei partecipanti, prova a farlo ma non sempre centra l’obiettivo. Per approfondire il confronto e ascoltare la discussione completa, il pubblico può cercare la puntata del podcast prodotta da Nocturno e seguire la newsletter di Articolo21 per aggiornamenti e riflessioni critiche.