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Due nuovi film Netflix ispirati a eventi reali: Adrenalina e Unabomber

Netflix lancia Adrenalina e Unabomber, due drammatici racconti di amicizia, rischio e ossessione radicati in storie reali.

Netflix ha aggiunto al suo catalogo due produzioni drammatiche ispirate a vicende realmente accadute, ognuna legata a una forma estrema di ricerca personale. Adrenalina (titolo originale La fiera) segue un gruppo di amici spagnoli che scoprono la magia del BASE jumping con tuta alare, mentre Unabomber ricostruisce la lunga caccia all’omicida-bombarolo americano Ted Kaczynski.

Entrambe le pellicole, uscite nel 2026, puntano a coniugare l’adrenalina visiva con una narrazione che indaga le motivazioni profonde dei protagonisti.

Questo approccio narrativo rientra in una tendenza più ampia del panorama streaming, dove la suspense e il dramma si intrecciano con fatti documentati. Il pubblico di Netflix, abituato a contenuti ad alta intensità emotiva, troverà in questi due film un mix di azione mozzafiato e riflessione psicologica, con un focus netto sull’impatto delle scelte estreme nella vita reale.

Adrenalina (La fiera): la ricerca della libertà in volo

Diretto da Salvador Calvo e sceneggiato da Alejandro Hernández il film è ambientato tra le catene montuose spagnole dove un gruppo di cinque amici si avvicina al BASE jumping con tuta alare. I protagonisti – Carlos Suárez, Armando del Rey, Darío Barrio, Álvaro Bultó e Manolo Chana – interpretati rispettivamente da Carlos Cuevas, Miguel Bernardeau, Miguel Ángel Silvestre, David Marcé e José Manuel Poga – condividono il desiderio di superare i propri limiti e di provare la sensazione di volare libero dalle catene della gravità.

Trama e protagonisti

Il film parte dal sogno collettivo di planare sopra le vette, ma rapidamente evolve in una sfida personale per ciascuno dei membri del gruppo. Dopo le prime discese, la tensione aumenta quando la posta in gioco diventa non solo il brivido del salto, ma le conseguenze di ogni errore. Le sequenze di volo, girate con droni e camere aeree, mostrano paesaggi mozzafiato e il corpo dei protagonisti sospesi a centinaia di metri, creando un effetto di immersione totale per lo spettatore.

Fatti reali, amicizia e tragedia

La storia è ispirata a veri pionieri spagnoli del BASE jumping. Tre dei personaggi reali – Manolo Chana (2010), Álvaro Bultó (2013) e Darío Barrio (2014) – persero la vita in incidenti legati a questo sport. Durante le riprese, il consulente tecnico Carlos Suárez, che aveva collaborato al progetto, morì il 1° aprile 2025 in un salto da mongolfiera, conferendo al film un ulteriore strato di commozione. Il risultato è un omaggio a chi ha vissuto intensamente il proprio ideale di libertà, mostrando come l’amicizia possa resistere, ma anche essere segnata da perdite irreparabili.

Unabomber: l’ombra del genio isolato

Il secondo titolo, diretto da Janus Metz racconta la vita del matematico Ted Kaczynski noto come l’Unabomber, e la sua trasformazione da brillante studente a temuto terrorista. La narrazione si dipana su due linee temporali: gli anni dell’adolescenza, quando il giovane prodigio entra ad Harvard a soli 16 anni, e gli anni ’90, quando l’FBI conduce una delle più lunghe indagini criminali nella storia degli Stati Uniti. Il cast include Jacob Tremblay nel ruolo del giovane Kaczynski, Russell Crowe come il controverso professore di psicologia Henry Murray, e Shailene Woodley nella parte dell’agente Joanne Miller.

Trama e interpretazioni

Il film apre con il giovane Kaczynski, descritto come un ragazzo introverso e alienato, che partecipa a esperimenti psicologici di Murray, i quali, secondo la trama, accelerano il suo distacco dalla società. Successivamente, la narrazione salta ai primi attentati del 1978, mostrando la meticolosa costruzione di bombe fatte a mano e la logica distorta che li guida. La svolta avviene nel 1995, quando Kaczynski richiede la pubblicazione del suo manifesto “La società industriale e il suo futuro”. Il documento, analizzato dal fratello David e dall’FBI, fornisce gli indizi decisivi per l’arresto del 1996 in un capanno isolato nel Montana.

Le radici del caso reale

La pellicola si fonda su dati verificabili: Kaczynski aveva conseguito un dottorato in matematica, insegnato all’Università di Berkeley, per poi ritirarsi in una vita di quasi completo autarchia in Montana. Tra il 1978 e il 1995, ha inviato o posizionato sedici ordigni, provocando tre morti e ventitré feriti. Il suo manifesto, pubblicato su Washington Post e New York Times ha permesso al fratello di riconoscere il suo stile e di collaborare con le autorità. Il film utilizza questi elementi per illustrare come l’isolamento intellettuale e l’odio verso la tecnologia possono trasformarsi in violenza.

Critica, pubblico e significato

Entrambi i titoli hanno ricevuto una risposta mista dalla critica. Adrenalina è stato lodato per le spettacolari sequenze di volo e la fotografia immersiva, mentre è stato criticato per una caratterizzazione dei personaggi talvolta superficiale. Su Rotten Tomatoes, il film raccoglie cinque recensioni, con un punteggio medio che elogia la scenografia ma lamenta la scarsa profondità emotiva. Unabomber invece, ha ottenuto valutazioni più alte per la capacità di Janus Metz di intrecciare thriller investigativo e dramma psicologico, con particolare apprezzamento per le interpretazioni di Crowe e Woodley. Su IMDb, le due pellicole segnano rispettivamente 6,0/10 e 7,2/10.

Adrenalina invita a riflettere sul rischio legato al volo e sull’amicizia che lo sostiene, mentre Unabomber indaga le radici psicologiche di un crimine che ha terrorizzato una nazione. Entrambi i film rimangono testimonianze visive di come le scelte estreme possano definire il destino di individui e gruppi.

Scritto da Chiara Lombardi

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