Due uscite in sala: Bradley Cooper e il film Los domingos

Due pellicole che giocano su tono e intensità: una commedia amara ambientata sul palco e un dramma familiare basco che esplora la vocazione

Questo fine settimana in sala propone due titoli che si rispondono per contrappunto: da una parte una commedia malinconica firmata da Bradley Cooper, in cui il palco diventa lo spazio di una guarigione pubblica; dall’altra Los domingos, film spagnolo che osserva il conflitto familiare quando una diciassettenne manifesta una scelta radicale.

In entrambi i casi, la macchina da presa mette al centro relazioni che si incrinano e cercano un nuovo equilibrio, e lo fa con linguaggi molto diversi ma ugualmente puntuali.

La proposta in sala non è solo divertimento: è anche occasione per riflettere su vocazione, catarsi e sul peso delle convenzioni sociali. Se il primo titolo approccia il tema attraverso il registro della stand-up comedy e della rivelazione personale, il secondo si muove in un territorio più austero e contemplativo, premiato dalla critica.

Per orientarsi nella scelta, vale la pena conoscere i protagonisti, i registi e i temi che ciascun film mette in gioco, oltre alla fortuna festivaliera che ha accompagnato il film basco.

Il palco come terapia: il film di Bradley Cooper

Nel suo terzo film da regista, Bradley Cooper lascia il centro della scena e sceglie un ruolo laterale, affidando il protagonista a Will Arnett, anche co-sceneggiatore. La vicenda si svolge in un celebre club di Manhattan dove aspiranti comici salgono sul palco per cercare conferme e consolazione.

Il microfono diventa così un dispositivo narrativo potente: sul filo della battuta si spalanca la possibilità di trasformare il dolore privato in racconto condiviso. L’opera, conosciuta anche con il titolo originale Is This Thing On? (riferimento al microfono), mescola umorismo e malinconia in una chiave che potremmo definire rimatrimonio contemporaneo, ovvero la ricomposizione di legami personali attraverso la performance pubblica. Il film è in sala: al cinema dal 2 aprile, e porta con sé nomi come Laura Dern e Andra Day.

Performance, tono e ispirazione reale

La scelta di ispirarsi a una vicenda vera — la trasformazione di un ex atleta in stand-up comedian durante un divorzio — dà al film una misura di verosimiglianza che sostiene la commistione di comicità e dolore. Le interpretazioni sono calibrate: Will Arnett disegna un personaggio spiazzante ma credibile, mentre la presenza di Bradley Cooper come amico in crisi aggiunge un contrappunto affettivo. Il registro oscilla tra il monologo intimo e la scena collettiva del club, e proprio nella teatralizzazione dell’epilogo, compresa la dimensione sessuale, si trova la chiave di una possibile catarsi per il protagonista e per lo spettatore.

La tensione del silenzio: Los domingos e la scelta di una giovane

Los domingos, diretto da Alauda Ruiz de Azúa, racconta le domeniche di Ainara, una diciassettenne la cui famiglia osserva una ritualità fatta di messa e pranzo dalla nonna. La richiesta della ragazza di entrare in convento incrina l’apparente tranquillità domestica: la reazione del padre autoritario e della zia progressista mostra come la domanda di fede possa mettere a nudo contraddizioni affettive e sociali. Il film ha avuto grande risalto festivaliero e in patria, collezionando riconoscimenti come 5 Goya e altre statuette al festival di San Sebastián, segno della forza di una regia che lavora per sottrazione e tensione contenuta.

Regia, cast e il tema del discernimento

La regista basca mostra una sensibilità particolare nel raccontare le relazioni familiari e le pieghe del discernimento, termine con cui si definisce il processo interiore di verifica di una vocazione. L’interpretazione di Blanca Soroa e gli interventi di attori come Miguel Garcés e Nagore Aranburu contribuiscono a costruire un clima sospeso, dove ogni gesto e ogni silenzio pesano più di qualsiasi parola. La pellicola, austera ma profonda, mantiene la tensione dall’inizio alla fine, consegnando allo spettatore una riflessione sulla fede, sul desiderio di autonomia e sulle dinamiche di potere che attraversano la famiglia tradizionale.

Scritto da Elena Marchetti

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