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Familiar Touch, la nuova pellicola di Sarah Friedland su Rai 3

Un'intima storia di demenza e memoria arriva in TV, raccontata da Sarah Friedland.

Il 25 settembre 2026, alle 21.20, Rai 3 proporrà in prima serata Familiar Touch il debutto al cinema della regista americana Sarah Friedland. Il lungometraggio, premiato nella sezione Orizzonti della 81ª Mostra di Venezia con tre riconoscimenti, affronta con delicatezza il tema della vecchiaia, della perdita di memoria e delle forme alternative di comunicazione.

Le radici personali della regia

Friedland trae ispirazione da esperienze vissute in prima persona: la nonna paterna, affetta da demenza, smise gradualmente di parlare, ma continuò a esprimersi attraverso il tocco, il ritmo e i piccoli gesti corporali. “Quando le parole svanivano, il corpo rimaneva presente”, ha spiegato la regista. Questo spunto ha plasmato la caratterizzazione di Ruth l’ottantenne protagonista del film, la cui storia non si limita a ciò che dimentica, ma mette in luce ciò che ancora sente e condivide mediante il corpo.

Il ruolo del caregiving nella narrazione

Prima di diventare regista, Friedland ha lavorato come caregiver per anziani, sia nella sua famiglia sia in strutture per artisti anziani. Queste esperienze le hanno permesso di osservare la vita quotidiana di chi convive con la demenza al di là della narrativa tradizionale, dove spesso il soggetto appare semplicemente “perso”. Il film, quindi, si concentra sulla dimensione sensoriale e fisica di Ruth, andando oltre il declino cognitivo per esplorare desideri, autonomia e la tensione tra l’aiuto esterno e la volontà personale.

Una sceneggiatura nata dal movimento

Il progetto nasce quando Friedland era ancora studentessa al college. Con una formazione in danza e coreografia, ha concepito la sceneggiatura più come una partitura di movimenti che come una sequenza di dialoghi. Il risultato è una struttura cinematografica in cui i gesti, le posture e le camere in movimento raccontano storie che le parole non riescono più a esprimere. La prima bozza è stata affinata nel contesto della Berlinale Talents Script Station, dove la sceneggiatura ha ricevuto feedback da professionisti internazionali.

Il set reale: una casa di riposo in California

Le riprese sono state realizzate all’interno di una vera struttura per anziani della California. Oltre a girare le scene, Friedland ha organizzato un laboratorio di cinema per residenti e staff: hanno potuto apprendere le basi della regia, della sceneggiatura e persino provare a girare i propri cortometraggi. Alcuni partecipanti sono diventati parte attiva della troupe, smontando il pregiudizio secondo cui l’età è un limite alla creatività. Questa collaborazione ha arricchito l’autenticità del film, conferendo una spontaneità rara nei racconti sulla demenza.

Riconoscimenti internazionali e la messa in onda

Alla 81ª Mostra di Venezia, Familiar Touch è stato premiato con il riconoscimento di miglior opera primamiglior regia nella sezione Orizzonti e miglior attrice per Kathleen Chalfant, che interpreta Ruth. Il cast comprende anche Carolyn Michelle Smith e Andy McQueen. Il film, oltre a ricevere critiche elogiose per la sua poetica visiva, è stato scelto come programma speciale per la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, rafforzando il suo impatto sociale. Rai 3 offre la trasmissione in chiaro e la possibilità di rivederlo in streaming su RaiPlay.

Tematiche di attualità: demenza, ageismo e cura

Il racconto si inserisce in un dibattito più ampio sulla percezione dell’invecchiamento. Come ha osservato Friedland, la cura non è esclusiva della vecchiaia: è una dinamica presente in tutte le fasi della vita. Il film suggerisce una riflessione sull’ageismo evidenziando come la società possa sottovalutare i desideri di autonomia degli anziani. Ruth desidera continuare a vivere da sola, anche se la situazione la porta verso una struttura assistenziale. Questo conflitto mette in luce la necessità di ascoltare la voce (anche non verbale) di chi invecchia.

La combinazione di esperienza personale, competenze coreografiche e impegno etico si traduce in un’opera che invita lo spettatore a percepire la realtà attraverso il corpo, il tocco e il silenzio.

Scritto da Chiara Lombardi

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