Femminicidio a Firenze: l’ex compagno uccide Lorena Isceri e si getta dal viadotto

Lorena Isceri, una manager di 45 anni, è stata uccisa dal suo ex compagno Federico Vella, che poi si è suicidato gettandosi dal viadotto dell'A1. La storia di un amore diventato ossessione.

Il 3 settembre 2026, un femminicidio ha scosso l’Italia. Lorena Isceri, una manager di 45 anni originaria di Squinzano in provincia di Lecce, è stata uccisa dal suo ex compagno Federico Vella, 36 anni, fiorentino. La tragedia si è consumata su un viadotto dell’autostrada A1, tra Croci di Calenzano e Barberino del Mugello, direzione Bologna.

Dopo aver ucciso Lorena, Vella si è gettato nel vuoto, ponendo fine alla sua vita.

La storia di Lorena e Federico è un esempio tragico di come un amore possa trasformarsi in ossessione e violenza. La loro relazione, iniziata quasi due anni fa, si è deteriorata rapidamente, culminando in un atto di violenza inimmaginabile.

La relazione tra Lorena e Federico: dall’amore all’ossessione

Lorena e Federico si erano conosciuti in palestra a Firenze, dove entrambi erano frequentatori assidui.

La loro relazione era iniziata con entusiasmo, ma nel corso dell’ultimo anno i rapporti erano diventati sempre più conflittuali. Federico era diventato ossessivo, non riusciva a controllare la sua gelosia e la sua rabbia. Lorena, esasperata, aveva deciso di lasciarlo quasi un mese prima della tragedia.

Gli amici di Lorena avevano notato il cambiamento nel comportamento di Federico. Alcuni di loro avevano evitato di farsi vedere in compagnia di Lorena per timore di suscitare la reazione violenta dell’ex compagno.

La situazione era diventata insostenibile, e Lorena aveva deciso di porre fine alla relazione.

L’aggressione e il rapimento

Il 3 settembre 2026, Federico si è recato a casa di Lorena in via Panciatichi a Firenze. L’ha aggredita, picchiata e legata con delle fascette elettriche. Poi l’ha rinchiusa nel bagagliaio dell’auto di Lorena, un’Audi Q3. Durante il tragitto, Lorena è riuscita a prendere il cellulare e a chiamare il 112, chiedendo aiuto e cercando di farsi geolocalizzare. La chiamata è durata circa venti minuti, durante i quali Lorena ha cercato di fornire informazioni utili per la sua localizzazione.

Federico ha guidato fino a un viadotto della Panoramica tra le Croci di Calenzano e Barberino di Mugello. Qui ha fermato l’auto, ha preso Lorena dal bagagliaio e l’ha lanciata di sotto dal cavalcavia. Lorena è morta sul colpo. Poco dopo, Federico ha pubblicato una storia su Instagram con un messaggio di addio e si è gettato nel vuoto, morendo anch’egli sul colpo.

Le indagini e le reazioni

Le indagini sono state coordinate dal pm di Firenze Antonio Natale, che ha aperto un fascicolo per omicidio volontario. L’autopsia sulle due salme dovrà stabilire se Lorena sia deceduta prima o dopo l’impatto al suolo e se Federico avesse assunto qualche sostanza stupefacente. Le testimonianze raccolte dagli investigatori hanno confermato l’ipotesi di un’aggressione premeditata.

La notizia della tragedia ha suscitato grande commozione e indignazione. Il sindaco di Squinzano, Mario Pede, ha espresso la vicinanza ai genitori e al fratello di Lorena, definendola una ragazza straordinaria e speciale. Anche il Consiglio comunale di Firenze ha osservato un minuto di silenzio in sua memoria. L’arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli ha ricordato l’importanza di combattere la mentalità di possesso e sopraffazione che conduce a tragedie come questa.

La comunità di Firenze e di Squinzano è rimasta sconvolta dalla tragedia. Colleghi e compagni di palestra di Lorena e Federico hanno espresso il loro dolore e la loro incredulità. La storia di Lorena e Federico è un tragico promemoria dell’importanza di combattere la violenza di genere e di sostenere le vittime di abusi.

Scritto da Chiara Lombardi

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