Com’è cambiata l’idea europea dell’America: dibattito a Portofino

A Portofino si è aperto il Festival della Politica 2026 con un dibattito su come è cambiata l'idea europea dell'America. Esperti e intellettuali hanno discusso le sfide geopolitiche e le relazioni transatlantiche.

Il Festival della Politica 2026 ha preso il via a Portofino con un dibattito dal titolo “Com’è cambiata l’idea europea dell’America”. Coordinato da Giuseppe Di Leo il festival è promosso dall’Associazione Culturale Isaiah Berlin e gode del patrocinio della Regione Liguria dell’Università di Genova e del Comune di Portofino.

L’evento, che si è svolto il 2 e 3 settembre 2026 ha visto la partecipazione di illustri relatori tra cui Francesco PerfettiFrancesco Di DonatoDino CofrancescoAldo MeccarielloGiovanni Mari e Daniele Biello. Tra gli argomenti trattati: democraziadiritti civiligeopoliticaeconomia e relazioni transatlantiche.

Le responsabilità dell’Europa nelle crisi globali

Durante il dibattito, Dino Cofrancesco storico del pensiero politico e professore emerito di Storia delle dottrine politiche all’Università di Genova ha sottolineato le responsabilità dell’Europa nelle crisi globali.

“L’Europa ha pesanti responsabilità”, ha affermato Cofrancesco, “Tutto ciò che avrebbe potuto fare in politica estera, soprattutto nelle aree più vicine a noi, non lo ha fatto. Per vigliaccheria, convenienza, per tenersi buoni gli arabi, gli iraniani e così via.”

Cofrancesco ha criticato l’inattività europea in Medio Oriente evidenziando come l’Europa non abbia mai fatto realmente nulla per contribuire a risolvere la questione israelo-palestinese. “Nella parte Nord di Israele, si è vissuta per anni una situazione nella quale i soldati dovevano accompagnare persino i bambini a scuola.

L’Europa non si è mossa per affrontare questo come altri problemi.”

Il caso dell’Ucraina e le sfide geopolitiche

Un altro tema centrale del dibattito è stato il conflitto in Ucraina. Cofrancesco ha parlato della natura multietnica dell’Ucraina e delle sfide che ciò comporta. “Il fatto di essere uno Stato plurietnico, con enormi problemi di convivenza tra popoli e culture che non si riconoscevano nel governo di Kyiv, ha prodotto problemi molto seri.”

Ha aggiunto che Putin ha preteso di risolvere questi problemi con le armi, in un modo che ha definito “il peggiore possibile”. Cofrancesco ha anche sottolineato che l’America non ha direttamente a che fare con i problemi dell’Ucraina e dell’Europa, ma che l’Ucraina oggi non sopravviverebbe senza gli aiuti americani.

Le relazioni transatlantiche e il ruolo di Trump

Il dibattito ha anche affrontato il ruolo di Donald Trump nelle relazioni transatlantiche. Cofrancesco ha affermato che per Trump l’Europa non è più parte della sua cultura, della sua storia e della sua tradizione. “Trump è l’elefante che ha devastato la cristalleria europea. Il fatto è che questa cristalleria era già in disordine prima che lui arrivasse.”

Cofrancesco ha sottolineato che l’America sta abbandonando l’Europa a sé stessa e che l’Europa sta reagendo in maniera velleitaria. “Oggi è molto difficile pensare a una ricucitura dei rapporti. L’America ha imboccato una bruttissima strada. Sta abbandonando l’Europa a sé stessa. L’Europa sta reagendo in maniera velleitaria.”

Ha concluso che è necessario dialogare e cercare di risolvere problemi che riguardano innanzitutto il mondo occidentale. “Invocare la via diplomatica è diventato quasi un affronto, come se significasse essere a favore di Putin. Eppure non c’è altro da fare. Bisogna dialogare e cercare di risolvere problemi che riguardano innanzitutto il mondo occidentale.”

Scritto da Susanna Riva

Femminicidio a Firenze: l’ex compagno uccide Lorena Isceri e si getta dal viadotto