Il film festival della Lessinia, giunto alla sua XXXII edizione, si conferma un appuntamento imperdibile per gli appassionati di architettura e cinema. Quest’anno, l’evento ospita una serie di iniziative dedicate al rapporto tra la civiltà della pietra della Lessinia e l’architettura contemporanea, promosse dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Verona.
Il programma, che si svolge a Bosco Chiesanuova, è ricco di appuntamenti che spaziano da convegni a mostre, fino a proiezioni cinematografiche, offrendo un’ampia panoramica sulle trasformazioni che stanno interessando le terre alte.
Convegno “Contaminazioni. Dalla Lessinia di pietra all’architettura alpina contemporanea”
Il cuore del programma è il convegno “Contaminazioni. Dalla Lessinia di pietra all’architettura alpina contemporanea”, in programma per giovedì 27 agosto alle 10 nella Sala Olimpica del Teatro Vittoria.
Il convegno, che si inserisce nel filo conduttore del Festival “Lingua madre”, esplora il dialogo tra i codici dell’architettura tradizionale e i linguaggi della contemporaneità.
Il punto di partenza sarà il volume di Vincenzo Pavan dedicato all’architettura tradizionale della Lessinia. Il confronto si allargherà quindi alle trasformazioni che stanno interessando le terre alte, dal rapporto tra costruito e ambiente in un contesto segnato dai cambiamenti climatici alle nuove esigenze sociali legate all’abitare e al tempo libero.
Tra i relatori, oltre a Pavan, ci saranno Vincenzo Latina di Sds Architettura di Siracusa e dell’Università degli Studi di Catania, Simone Cola dell’Associazione Architetti Arco Alpino e Giorgio Azzoni dell’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia. I saluti istituzionali saranno affidati ad Alberto Vignolo vicepresidente dell’Ordine degli Architetti di Verona e direttore della rivista Architetti Verona, mentre l’introduzione sarà curata da Federica Guerra redattrice della rivista.
Mostra “Caratteri, forme e linguaggi dell’architettura tradizionale”
A fare da corollario al convegno sarà la mostra “Caratteri, forme e linguaggi dell’architettura tradizionale”, allestita nella Sala Olimpica del Teatro Vittoria per tutta la durata del Festival, dal 21 al 30 agosto. Curata da Federica Guerra e Alberto Vignolo, l’esposizione nasce dalla documentazione grafica e fotografica raccolta nel volume di Pavan.
Il percorso accompagna il visitatore attraverso alcuni degli elementi caratteristici dell’architettura lessinica: la struttura delle contrade nelle diverse aree del territorio, le giassare e i casoti, le differenti tipologie delle stalle di contrada, le stalle con arco gotico e gli stalloni d’alpeggio.
L’obiettivo è mettere in evidenza non soltanto il valore storico di questo patrimonio, ma anche la possibilità di farne un punto di partenza per una riflessione sul progetto contemporaneo. “L’uscita del volume di Vincenzo Pavan – sottolinea Federica Guerra – deve valere non come un punto di arrivo, ma come un consapevole avvio di ulteriori studi e interventi verso una auspicabile e possibile espressione contemporanea dell’architettura di pietra in Lessinia.”
Proiezioni cinematografiche e altri appuntamenti
La giornata del 27 agosto proseguirà alle 18 con la proiezione di “Il tempo della montagna”, docufilm di Francesca Molteni e Davide Fois, inserito nel concorso del 32° Film Festival della Lessinia. Il film, commissionato dall’Associazione Architetti Arco Alpino, propone dieci casi studio sull’architettura contemporanea nelle Alpi italiane e sulle questioni che riguardano oggi la gestione delle terre alte.
Il racconto evita sia la retorica della “montagna eroica” sia la rappresentazione idealizzata del paesaggio alpino, concentrandosi invece sulle diverse dimensioni che attraversano questi territori: produttiva, ricreativa e paesaggistica. L’architettura rimane sullo sfondo, mentre sono gli spazi e le persone che li abitano o li frequentano a diventare protagonisti del racconto.
Il programma del Festival include anche altri appuntamenti dedicati al tema della “Lingua Madre”, come la presentazione del libro “La battaglia dei semi” di Giannandrea Mencini e la proiezione di “Piccolo corpo” di Laura Samani, che racconta un viaggio ostinato e quasi impossibile di una giovane donna del Friuli Venezia Giulia alla fine dell’Ottocento.
