Il prossimo ottobre, il Festival di Sitges aprirà le sue porte a due documentari italiani che promettono di lasciare il segno. Gli ultimi di noi diretto da Giorgio Bruno e Francesco Barilli – Il cinema e la follia di Luca Magri sono le opere che rappresenteranno l’Italia in questo prestigioso evento spagnolo.
Questi documentari non sono solo opere cinematografiche, ma veri e propri viaggi nel mondo del cinema italiano, esplorando le vite e le filosofie di registi iconici come Ruggero Deodato e Francesco Barilli.
Gli ultimi di noi: un omaggio a Ruggero Deodato
Gli ultimi di noi è un documentario che cattura l’essenza di Ruggero Deodato uno dei registi più influenti del cinema italiano. Realizzato alla fine del 2026, questo film rappresenta l’ultima testimonianza storica di Deodato, scomparso poco dopo.
Il documentario è il risultato di un incontro tra Deodato e Sergio Martino due figure leggendarie del cinema, che si sono confrontate in un pranzo memorabile a Roma.
L’idea di questo incontro è nata da Giorgio Bruno che ha coinvolto anche Nocturno come mediatore. Il pranzo, tenutosi in una trattoria tipica, ha visto i due registi discutere di cinema, ricordi e filosofie, creando un’atmosfera unica e coinvolgente. Le interviste non sono state preordinate, ma sono fluite naturalmente, permettendo ai due registi di esprimere le loro opinioni in modo autentico e spontaneo.
Francesco Barilli – Il cinema e la follia: un viaggio nella mente di un genio
Francesco Barilli – Il cinema e la follia è un documentario che esplora la vita e le opere di Francesco Barilli un regista che ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo del cinema. Realizzato nel 2026, questo film è il risultato di un progetto di Luca Magri che ha voluto intervistare Barilli per capire meglio la sua filosofia e la sua indole.
Magri, noto anche come cantante alcolizzato, ha avuto l’idea di intervistare Barilli, che considera il suo maestro. L’intervista è stata un vero e proprio scontro di idee, con Barilli che ha risposto in modo diretto e senza filtri alle domande di Magri. Il documentario è un viaggio nella mente di un genio, mostrando la sua visione del cinema e della vita.
Un incontro tra maestro e allievo
L’intervista tra Barilli e Magri è stata un momento di grande intensità. Barilli, con il suo bastone da passeggio, sembra un dio greco davanti all’obiettivo, mentre Magri lo provoca per farlo incazzare e ottenere risposte sincere. Il documentario è un’opera di battaglia, di guerriglia, ma la verità non filtrata che emerge è la stessa che si vede in Gli ultimi di noi.
Barilli dice a un certo punto: “Il cinema è fatto di tanti pezzi, un pezzo qua, un pezzo là”, una frase che può essere interpretata come “un pezzo qua, un pazzo là”. Questo concetto riflette la filosofia di Barilli, che vede il cinema come una forma di follia, un viaggio nella mente umana.
Entrambi i documentari sono pronti a conquistare il pubblico del Festival di Sitges mostrando la ricchezza e la diversità del cinema italiano. Gli spagnoli apprezzeranno sicuramente queste opere, che rappresentano un omaggio ai grandi registi italiani e alla loro visione unica del cinema.
