L’horror psicologico torna a far parlare di sé con Hokum il nuovo film del regista irlandese Damian McCarthy noto per i suoi precedenti lavori Caveat e Oddity. In uscita nelle sale italiane il 5 agosto grazie alla distribuzione di Lucky Red il film promette di immergere gli spettatori in un’atmosfera di tensione e mistero.
Protagonista del film è Adam Scott che interpreta Ohm Bauman uno scrittore alle prese con un passato tormentato. Ohm torna in un albergo isolato dell’Irlanda rurale per spargere le ceneri dei suoi genitori, ma si ritrova coinvolto in una serie di eventi inquietanti che lo costringono ad affrontare i suoi demoni interiori.
Gli scrittori e l’horror: una tradizione che continua
L’horror ha una lunga tradizione di protagonisti scrittori, figure isolate che lottano con la loro mente e la loro creatività.
Da Jack Torrance in Shining a Paul Sheldon in Misery non deve morire gli scrittori sono spesso al centro di storie che esplorano i confini tra realtà e immaginazione.
In Shining (1980), diretto da Stanley Kubrick Jack Torrance, interpretato da Jack Nicholson accetta di fare il custode invernale dell’Overlook Hotel per ritrovare l’ispirazione. Tuttavia, l’isolamento e la follia lo travolgono, trasformando il film in un capolavoro dell’horror psicologico.
Un altro esempio significativo è Misery non deve morire (1990), con James Caan nei panni di Paul Sheldon e Kathy Bates in quello della fan ossessiva Annie Wilkes. Il film esplora il rapporto tossico tra autore e pubblico, con Bates che vince un Oscar per la sua interpretazione.
La follia creativa e l’isolamento
La follia creativa e l’isolamento sono temi ricorrenti nei film horror che hanno come protagonisti scrittori. In Secret Window (2004), con Johnny Depp Mort Rainey affronta una crisi coniugale e viene accusato di plagio, scoprendo che il vero nemico è la sua mente.
In 1408 (2007), John Cusack interpreta Mike Enslin, uno scrittore scettico che sfida gli avvertimenti per trascorrere una notte nella famosa stanza 1408 del Dolphin Hotel di New York. Il film esplora i confini della realtà e la paura dell’ignoto.
Hokum: un viaggio nell’orrore psicologico
Hokum segue questa tradizione, con Ohm Bauman che si ritrova a dover affrontare le sue paure più profonde. L’albergo isolato diventa un luogo di rivelazioni e terrore, dove le leggende locali e i traumi del passato si intrecciano.
Il film è stato accolto con entusiasmo dalla critica, con un 90% di recensioni positive grazie alle sue atmosfere folkloristiche e alla tensione psicologica ben calibrata. Damian McCarthy riesce a creare un’esperienza horror che affonda le radici nella tradizione, ma con un tocco unico e moderno.
Con un cast di straordinari interpreti irlandesi, tra cui David Wilmot e Peter CoonanHokum promette di essere un’esperienza cinematografica indimenticabile per gli amanti del genere horror.