Il progetto Mustang nasce da un’avventura di quasi due decenni fa, quando la giovane Kasia Smutniak e il futuro volti di Grande Fratello Pietro Taricone, decisero di attraversare le remote valli nepalesi del Mustang. Con zaini alle spalle e una piccola videocamera, i due giovani registrarono 25 chilometri di cammino, ignari del valore storico e affettivo che quei filmati avrebbero assunto.
Oggi, dopo 23 anni di attesa, quegli stessi spezzoni diventano il nucleo di un docufilm che mescola memoria personale e testimonianza di un territorio ancora poco conosciuto.
Le riprese del 2003 e il ruolo di Sophie Taricone
Le immagini originali furono conservate nel tempo grazie a Sophie, la figlia di Kasia e Pietro, che ha rispolverato le bobine trovate nella sua soffitta. Oltre a curare il materiale d’archivio, la giovane regista presta la propria voce al racconto, fungendo da ponte tra il passato dei genitori e la realtà contemporanea della famiglia.
Il viaggio diventa così anche una cronaca familiare, dove La Promessa di tornare nella regione per sostenere i bambini locali si intreccia con il desiderio di non dimenticare.
Il valore emotivo delle parole di Kasia
Nel corso di una campagna di anteprime digitali, Kasia ha pubblicato sette brevi clip, una al giorno, mostrando se stessa e Pietro immersi nella natura del Mustang. In una di queste, la voce di Pietro recita: “Ci aspettano 25 chilometri di camminata e non c’è niente”.
Quei momenti, accompagnati dal profondo vocabolario emotivo di Kasia – “felice e piuttosto emozionata”, “un’emozione difficile da raccontare” – rivelano il legame inscindibile tra la realizzazione artistica e la vita privata.
Mustang in concorso alla sezione Progressive Cinema della Festa del Cinema di Roma 2026
Il film è stato selezionato per la sezione Progressive Cinema della ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma, che si svolgerà da ottobre a dicembre 2026 nell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. La produzione, curata da Kasia Smutniak assieme a Marella Bombini, è sostenuta da Fandango, Luce Cinecittà, Pietro Taricone Onlus e l’Unione Buddhista Italiana. Dopo il trionfo del precedente documentario Mur insignito del Nastro d’Argento 2024, Mustang rappresenta un nuovo capitolo nella carriera della regista, confermando il suo impegno verso tematiche sociali e culturali.
Il ricordo di Pietro Taricone nel contesto di Grande Fratello
Nel frattempo, Marina La Rosa, partecipante del primo Grande Fratello è tornata nella casa dove, venticinque anni fa, condivise il palco con Pietro. Durante una recente intervista, ha confessato di sentirsi ancora scossa dal ricordo della morte improvvisa di Taricone, raccontando come passanti si fermassero per piangere, anche senza conoscerlo. La Rosa ha inoltre sottolineato il lavoro di Kasia per una pellicola breve a sostegno della fondazione creata in memoria di Pietro, evidenziando come la figura del concorrente continui a influenzare il pubblico e i colleghi.
Altri film italiani in gara e contesto della ventunesima edizione
Accanto a Mustang la selezione italiana comprende Giorni felici di Susanna Nicchiarelli, tratto dall’omonimo fumetto, e Brianza di Simone Catania, ispirato a vicende reali di crisi familiare e finanziaria. L’intera programmazione, che spazia dall’Auditorium al Maxxi, dalla Casa del Cinema ai carceri, dimostra l’ambizione della manifestazione di diventare “la casa del cinema indipendente”. La presenza di decine di opere internazionali, tra cui un film di Diego Luna e un documentario di Tim Blake Nelson, rende l’evento un vero crocevia culturale.
Con la proiezione di Mustang il pubblico potrà rivedere non solo gli alti e bassi di un viaggio giovanile ma anche la resilienza di una famiglia che, a distanza di vent’anni, trasforma ricordi in arte. Il documento si configura,
