Obsession di Curry Barker è passato da debutto modesto a fenomeno globale: con un budget di 750.000 dollari ha raggiunto 371,2 milioni di incassi totali, superando Sinners e diventando il live-action originale in lingua inglese più redditizio dei 2020s.
Partito come un progetto a bassissimo costo, Obsession ha trasformato un’apertura timida in una corsa senza precedenti al botteghino. Diretto dal giovane comico e regista Curry Barker il film racconta la storia di Bear, il cui desiderio di conquistare Nikki innesca una spirale narrativa che ha fatto parlare pubblico e critica.
Nonostante un debutto domestico iniziale di circa 17,2 milioni di dollari, la pellicola ha mostrato una tenuta anomala negli incassi settimanali, arrivando a totalizzare, cumulativamente, 371,2 milioni di dollari a livello globale entro domenica, June 28. Questo risultato la colloca al vertice dei live-action originali in lingua inglese del decennio 2020s, superando il precedente primato detenuto da Sinners.
Il film ha incassato 233,9 milioni negli Stati Uniti e altri 137,3 milioni nei mercati internazionali, per un totale di 371,2 milioni. Ciò è particolarmente impressionante alla luce del budget di produzione: la pellicola è stata realizzata con circa 750.000 dollari cifra che rende il ritorno economico straordinario. In termini percentuali e moltiplicativi, Obsession ha guadagnato più di 494 volte il suo investimento iniziale di produzione, un margine che supera ampiamente quello di molte produzioni più costose.
Sinners, che aveva chiuso la propria corsa a circa 370,3 milioni deteneva fino a poco tempo fa il record per i live-action originali in lingua inglese del decennio, dopo aver superato film come Tenet. Con il sorpasso a 371,2 milioni Obsession prende ora quella posizione. Sul palcoscenico globale permangono comunque produzioni non in lingua inglese e animazioni con incassi superiori: tra queste figurano titoli cinesi e film d’animazione come Elemental e Hoppers che restano più in alto nella classifica generale dei 2020s.
Il comportamento del pubblico è stato determinante: dopo il primo weekend l’andamento degli incassi non ha seguito la tipica curva discendente di molti titoli moderni. Al contrario, il film ha registrato incrementi o cali contenuti, mai oltre il 30% di diminuzione settimanale, e ha aumentato progressivamente la sua presenza nelle sale, superando le 3.000 copie in programmazione in alcuni periodi della sua corsa. Questa tenuta settimanale è rara per un horror e ha amplificato l’effetto passaparola.
Accanto alla distribuzione, il gradimento del pubblico e della critica ha giocato un ruolo centrale: Obsession ha ottenuto valutazioni molto positive, con punteggi elevati sia sui principali aggregatori che nelle rilevazioni di opinione degli spettatori, contribuendo a mantenere alta la richiesta delle proiezioni in sala.
La scelta di ritardare l’uscita digitale e di prolungare la permanenza nelle sale ha permesso al film di capitalizzare sull’interesse sia locale sia internazionale, rafforzando la sua traiettoria di incasso. Le major coinvolte nella distribuzione hanno supportato l’espansione del film, il che ha favorito l’aumento dei numeri nelle settimane successive all’esordio.
Il fenomeno rappresenta più di un primato isolato: dimostra che un prodotto originale, privo di un franchise preesistente e realizzato con risorse limitate, può competere con produzioni da budget molto più ampi. Il caso di Obsession rafforza l’idea che il pubblico valorizzi storie nuove e ben realizzate, e sottolinea l’efficacia del modello produttivo che privilegia creatività e controllo dei costi produttivi.
Se la corsa degli incassi continuerà, il film potrebbe allontanarsi ulteriormente da Sinners e puntare a traguardi ancora più ambiziosi, inclusa la possibilità di superare soglie che fino a poco tempo fa sembravano irraggiungibili per un horror originale.