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La carriera nel mondo della regia di un giovane regista è iniziata con Il vincente, un progetto che ha richiesto creatività e determinazione. Prima di allora, aveva lavorato come assistente alla regia in un film austriaco, ma non aveva mai diretto un’intera produzione.
Questo film, che ha dato il via a molte delle sue aspirazioni, rappresenta un’idea che era presente nella sua mente da tempo.
Il percorso verso la regia
L’idea di Il vincente è nata una sera mentre guardava 40.000 dollari per non morire, un film del 1974 con James Caan. Questo film ha avuto un forte impatto, spingendo a riflettere sul tema del gioco d’azzardo. Dopo averne discusso con un regista, è iniziato lo sviluppo del soggetto, ma le sfide economiche sono emerse subito.
I professionisti del settore richiedevano un budget che, all’epoca, non era disponibile.
Le difficoltà iniziali
Nel tentativo di coinvolgere registi affermati, è emerso che il costo della produzione rappresentava un ostacolo significativo. Con gli amici Antonio Amoretti e Pietro Corradi, già collaboratori in progetti precedenti, è stata trovata una soluzione alternativa. L’idea di realizzare un film con un budget ridotto è stata proposta, portando alla decisione di assumersi la responsabilità della produzione.
La creazione di Il vincente
Con un team ridotto e un budget di circa 50-60 mila euro, è iniziato il lavoro su Il vincente. Una decisione chiave è stata quella di girare in bianco e nero, conferendo al film un’atmosfera particolare. Questa scelta si è rivelata adatta al tema del gioco d’azzardo e ha permesso di mascherare alcuni errori tecnici che sarebbero stati evidenti in un film a colori.
Scelte artistiche e tecniche
Il direttore della fotografia, Raoul Torresi, ha avuto un ruolo fondamentale nel dare vita alla visione del regista. Grazie alla sua esperienza, sono state utilizzate tecniche innovative per evidenziare i cambiamenti emotivi del protagonista. La macchina da presa, inizialmente statica, è diventata più dinamica con lo sviluppo della storia, riflettendo gli stati d’animo del personaggio principale.
Scrittura e interpreti
La fase di scrittura è stata cruciale. Si è partiti da un abbozzo del soggetto, ma è emersa la necessità di costruire una storia più profonda. La collaborazione con Chiara Agostini, una sceneggiatrice di talento, e successivamente con Michele Buttarelli, ha consentito di realizzare personaggi autentici e credibili, tra cui il protagonista Antonio, che riflette le esperienze degli autori.
Il ruolo delle improvvisazioni
Un aspetto interessante è stato l’approccio ai dialoghi. Con la maggior parte degli attori non professionisti, è stato deciso di incoraggiarli a improvvisare le loro battute. Questo metodo ha conferito al film un senso di realismo e spontaneità, sebbene abbia comportato sfide significative in fase di montaggio.
Il risultato finale e la distribuzione
Le riprese sono state suddivise in tre fasi e diversi mesi sono stati necessari per completare il montaggio. La distribuzione, inizialmente difficile, ha subito una svolta inaspettata dopo la partecipazione al Mantova Film Fest, dove il film ha ottenuto visibilità. Grazie a un’efficace campagna di comunicazione, Il vincente ha iniziato a guadagnare attenzione. La critica ha risposto in modo contrastante, generando discussioni vivaci attorno al lavoro.
Un successo inaspettato
Col tempo, Il vincente ha trovato il suo pubblico, anche grazie alla distribuzione in streaming. La sua capacità di stimolare conversazioni e di attirare l’attenzione di critici e spettatori ha dimostrato che, nonostante le difficoltà, il film ha avuto una vita propria. A distanza di anni, il regista esprime soddisfazione per il risultato finale, non solo per l’impatto avuto, ma anche per il percorso rappresentato per lui e per il suo team.