Matteo Salvini interviene sulla Mostra del Cinema di Venezia

Il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, critica il clima al festival di Venezia, chiedendo equilibrio nel dibattito sul conflitto israelo-palestinese.

Il vicepremier Matteo Salvini, segretario della Lega, ha criticato il clima al festival di Venezia, chiedendo equilibrio nel dibattito sul conflitto israelo-palestinese. Durante un collegamento con la festa nazionale dell’Udc a Roma, il 13 settembre 2026, Salvini ha espresso il suo disappunto per la forte presenza di messaggi pro Palestina durante la Mostra del cinema.

Il leader leghista ha affermato di aver seguito il festival da appassionato ma di aver trovato un clima che, a suo avviso, aveva poco a che fare con il cinema. Salvini ha ricordato il massacro del 7 ottobre 2023, definendolo la più grande strage di ebrei dal dopoguerra a oggi e ha sottolineato la necessità di equilibrio nel dibattito pubblico.

Il richiamo al 7 ottobre e la richiesta di equilibrio

Salvini ha ricordato l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, che ha provocato una strage di ebrei. Ha affermato che occorre equilibrio nel dibattito pubblico, soprattutto quando il confronto esce dalle sedi politiche ed entra nei luoghi della cultura. Il leader leghista ha criticato la presenza costante di messaggi pro Palestina durante il festival, con standing ovation per i pro Pal.

Il segretario della Lega ha anche parlato della caccia agli ebrei nel 2026 un’espressione forte per indicare la crescita di episodi e parole d’odio antisemita denunciati negli ultimi anni.

Salvini ha cercato di parlare a un pubblico sensibile ai temi della politica estera, della sicurezza e dell’identità europea.

La polemica politica tra cultura e Medio Oriente

Le parole di Salvini arrivano in un contesto in cui il tema del conflitto a Gaza e delle posizioni espresse da artisti, registi e attori continua a entrare nei festival, nelle università e nelle piazze. Anche Venezia, negli ultimi anni, è diventata un luogo in cui red carpet, conferenze stampa e incontri pubblici ospitano spesso messaggi politici, cartelli, appelli e dichiarazioni non legate solo ai film in concorso.

Il vicepremier ha scelto di collocare la vicenda su un piano più ampio, quello della sicurezza e del clima sociale in Europa. Salvini ha usato un’espressione forte per indicare la crescita di episodi e parole d’odio antisemita denunciati negli ultimi anni da comunità e organizzazioni ebraiche in diversi Paesi occidentali.

Il messaggio alla platea dell’Udc e il peso nel centrodestra

Davanti alla platea dell’Udc, forza alleata del centrodestra, Salvini ha cercato di parlare a un pubblico sensibile ai temi della politica estera, della sicurezza e dell’identità europea. Il collegamento, pur a distanza, ha avuto il tono dell’intervento politico più che del semplice commento culturale. Il leader leghista ha legato la vicenda di Venezia al quadro internazionale e alla percezione di un antisemitismo che, secondo lui, non può essere sottovalutato.

Nel centrodestra il tema resta delicato. Il governo italiano ha più volte ribadito il sostegno al diritto di Israele alla sicurezza, chiedendo al tempo stesso tutela per la popolazione civile palestinese e corridoi umanitari nella Striscia. Salvini, oggi, ha scelto un accento diverso: meno diplomatico, più diretto, rivolto soprattutto a chi ritiene che nel dibattito pubblico italiano manchi una condanna netta dell’odio antiebraico.

Scritto da Camilla Fiore

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