Il 24 settembre i cinema italiani accolgono Santiago – Un cammino per ricominciare il nuovo film francese diretto da Yann Samuell. La pellicola, già vista da più di un milione di spettatori in Francia, racconta un viaggio all’incrocio tra redenzione personale e attraversamento fisico, ambientato lungo il celebre Cammino di Santiago.
La distribuzione è curata da Officine UBU, che ha portato la storia su grande schermo nella speranza di suscitare riflessioni su riscatto, responsabilità e legami intergenerazionali.
Il progetto parte da una premessa semplice ma intensa: un’alternativa al carcere per giovani in difficoltà, proposta da un’associazione no-profit francese. Lì, la protagonista, la professoressa Frédérique – interpretata da Alexandra Lamy – si trova a dover guidare Adam, un adolescente di diciassette anni con un passato criminale, lungo i 2 000 chilometri del percorso.
La loro missione non è solo percorrere la distanza, ma far emergere dentro di sé la possibilità di ricominciare.
Il concept del film: un pellegrinaggio di redenzione
Il viaggio è costruito come una road movie psicologica: ogni tappa del cammino diventa una prova di fiducia, un momento di confrontazione con i propri demoni interiori. Frédérique, sospesa dal ruolo di insegnante per aver violato la deontologia professionale, utilizza questa opportunità per espiare il proprio errore, mentre Adam, abituato a sfuggire alle autorità, scopre i limiti della propria ribellione.
Il rapporto che nasce fra i due è caratterizzato da scontri verbali – veri e propri duelli di parole – e da silenzi carichi di significato.
Trama principale e protagonisti
Nel corso del percorso, Alexandra Lamy interpreta una donna intrappolata tra il divorzio da Cyril, medico di colore, e un rapporto difficile con sua figlia adolescente. Il suo personaggio, chiamato “Fred”, deve imparare a riconoscere i propri errori per poter guidare Adam, il cui unico trauma è l’assenza della madre e la condanna della società. Julien Le Berre nel ruolo di Adam, offre una performance che alterna durezza e vulnerabilità, facendo emergere la complessità di un giovane che si sente tradito dal proprio futuro.
Il ruolo dell’associazione Seuil e del Cammino di Santiago
L’associazione francese Seuil, ispirazione reale del racconto, organizza percorsi pedestri di tre mesi senza telefono né distrazioni per giovani sotto tutela giudiziaria. L’obiettivo è semplice: la distanza dal proprio ambiente abituale e la fatica fisica forniscono gli strumenti per riscoprire la capacità di organizzarsi, assumersi responsabilità e confrontarsi quotidianamente con un accompagnatore adulto. Il film traduce questi principi in una narrazione che mantiene intatta la sostanza del libro di Bernard Ollivier, “Marche et invente ta vie”.
Un viaggio cinematografico tra paesaggi e emozioni
Le riprese si sono svolte prevalentemente lungo la Via Podiensis, una delle principali rotte francesi del Cammino. Grazie a una regia attenta e all’uso di droni, la pellicola offre immagini spettacolari di torrenti, formazioni rocciose e valli nascosti tra i cespugli, catturate dall’alto come fossero viste da un’aquila. Queste sequenze non sono semplici sfondi: rappresentano il terreno di trasformazione per i protagonisti, dove la bellezza della natura contrasta con il peso emotivo degli zaini che portano.
Scenografia e riprese lungo la Via Podiensis
Il regista ha privilegiato una fotografia realistica, evitando effetti speciali artificiosi. I panorami della regione della Nuova Aquitania, i ponti medievali e i monasteri isolati sono mostrati in tutta la loro autenticità, facendo percepire allo spettatore la grandezza del pellegrinaggio. Ogni passo è scandito dal rumore dei bastoni sul sentiero, dal canto dei passerotti e dal vento che accompagna il cammino, creando un’atmosfera immersiva che rende il Cammino di Santiago più di un semplice sfondo, ma il vero protagonista della storia.
Interpretazioni di Alexandra Lamy e Julien Le Berre
Alexandra Lamy dimostra nuovamente la sua abilità nel coniugare forza e fragilità, conferendo a Fred una sfumatura di umanità che rende credibile la sua evoluzione da docente rigida a guida empatica. Il giovane Julien Le Berre è la sua controparte perfetta: la sua presenza trasmette la tensione di un’adolescenza spezzata, ma anche la speranza di una rinascita possibile. Tra loro, Maëlle Vidou aggiunge una nota di leggerezza, interpretando Estella, una ragazza con difficoltà motorie che incarna la possibilità di amore e amicizia lungo il percorso.
Ricezione e aspettative del pubblico italiano
Il film francese ha già dimostrato il suo fascino in Francia, dove ha attratto più di 1,2 milioni di spettatori. La distribuzione italiana, curata da Officine UBU, punta a replicare quel successo, sfruttando la capacità del racconto di parlare alle generazioni di adulti e giovani. Il tema della seconda possibilità, la difficoltà di accettare il cambiamento e la bellezza del cammino come metafora della vita, risuona particolarmente con un pubblico alla ricerca di storie di speranza. Le sale di tutta Italia saranno piene dal 24 settembre, offrendo a chiunque voglia ricominciare la possibilità di farlo attraverso gli occhi di Fred e Adam.
