All’alba del 19 luglio 2026, un boato terrificante ha scosso Bolzano. Il tribunale, un edificio storico situato nel cuore della città, ha visto crollare la sua parte centrale, lasciando un enorme squarcio nella facciata. Il custode Federico Roso ha descritto la scena come un terremoto improvviso con una nuvola di polvere che ha avvolto l’area circostante.
Il capo degli ispettori antincendio, Christian Auer, ha raccontato di aver temuto inizialmente un’esplosione o un attentato. Fortunatamente, il crollo è avvenuto alle 6:24, quando l’edificio era ancora quasi vuoto. Solo sei addette alle pulizie erano presenti, e una di loro ha riportato lievi ferite. Se il crollo fosse avvenuto poche ore dopo, il bilancio avrebbe potuto essere ben diverso.
Le cause del crollo e le indagini in corso
La presidente del tribunale, Francesca Bortolotti, ha parlato di un miracolo sottolineando che il crollo ha risparmiato le poche persone presenti e quelle che presto sarebbero entrate. Le prime indagini hanno rivelato che a cedere sono stati quattro piloni portanti nell’area interessata da lavori di ristrutturazione.
Il procuratore aggiunto Igor Secco ha aperto un fascicolo d’inchiesta contro ignoti, con l’ipotesi di crollo colposo di costruzione. Le indagini dovranno accertare se il cedimento sia stato causato dai lavori di risanamento in corso o dalle precarie condizioni dell’edificio.
Imminente la convocazione dei titolari delle imprese edili che si sono aggiudicate gli appalti per la ristrutturazione.
Le reazioni politiche e le polemiche
La tragedia sfiorata ha scatenato immediate reazioni politiche. L’Associazione nazionale magistrati ha denunciato il degrado degli uffici giudiziari in tutto il Paese, consegnando invano al governo un dossier di 500 pagine. Il ministero della Giustizia ha espresso piena solidarietà a magistrati, personale amministrativo e avvocati, assicurando di essere al lavoro per una norma che rimedi alle conseguenze processuali del disastro.
Non sono mancate le polemiche. Alcuni gruppi estremisti hanno esultato per il crollo, definendo il tribunale un tempio fascista e invocando la sua immediata demolizione. Il deputato altoatesino di Fratelli d’Italia, Alessandro Urzì, ha condannato queste dichiarazioni come immorali e incompatibili con la convivenza civile.
Le conseguenze immediate e il futuro del tribunale
Il crollo ha avuto immediate conseguenze sull’attività giudiziaria. Tutte le udienze penali e civili sono state rinviate a data da destinarsi, ad eccezione di quelle indifferibili. Il procuratore Alex Bisignano ha dichiarato che la parte centrale del palazzo è inagibile e che l’impegno ora è ripristinare il servizio al più presto e ridistribuire i carichi di lavoro.
Il sindaco Claudio Carrarati ha emesso un’ordinanza per chiudere il parcheggio provvisorio allestito nella piazza davanti all’edificio. Il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, è al lavoro per trovare spazi da mettere subito a disposizione della giustizia. La ricostruzione del tribunale potrebbe richiedere anni, mentre il ritorno alla normalità dell’esercizio della giustizia settimane.
Il tribunale di Bolzano non è solo un’istituzione pubblica cruciale, ma anche un pezzo di storia. Costruito un secolo fa durante il Ventennio fascista, rappresenta un simbolo controverso, come il vicino Monumento alla Vittoria. La sua ricostruzione sarà non solo una sfida tecnica, ma anche un’opportunità per riflettere sul valore storico e simbolico di un edificio che ha visto passare decenni di storia italiana.
