angelus tenebrarum, il ritorno di Dario Germani nel cinema horror

Dario Germani ritorna al genere horror con angelus tenebrarum, un film che sposta l'attenzione dagli effetti gore alla paura primordiale della possessione; dal 23 febbraio 2026 nelle sale.

Angelus tenebrarum segna il nuovo capitolo della carriera horror del regista romano Dario Germani. Il film, in uscita il 23 febbraio 2026, racconta il dramma di una giovane donna travolta dal lutto e dall’influsso di una presenza antica che ne minaccia l’umanità.

A contrastare questa minaccia è una figura religiosa chiamata a misurarsi con un male che sembra antecedente alla sola violenza fisica.

Il film

La pellicola concentra l’attenzione sul conflitto tra fede e terrore. La protagonista affronta un percorso di perdita che evolve in un confronto con forze che assumono connotati sovrannaturali. La figura religiosa ha il compito di evocare non solo riti, ma anche una risposta morale all’assedio del male.

A partire da quella funzione, il film si propone come un’immersione visiva nei territori del maligno, privilegiando atmosfere e tensioni sottili alla spettacolarità gore che aveva caratterizzato le opere precedenti del regista. Prodotto da Flat Parioli srl e distribuito da World Movies, il progetto nasce dalla collaborazione con lo sceneggiatore Giacomo Pio Ferraiuolo. La troupe riunisce competenze tecniche e una sensibilità estetica mirata a costruire un racconto che attraversa più paesi e tradizioni religiose, con un trattamento visivo volto a evocare riti e risposte morali all’assedio del male.

Trama e protagonisti

La vicenda segue Erika, interpretata da Ilde Mauri, che dopo la morte del fratello precipita in un profondo isolamento emotivo. Nel suo isolamento emerge una dimensione oscura e preesistente che altera la percezione della realtà. Al centro della narrazione si trova anche un sacerdote che tenta di sottrarla alla dannazione, mettendo in crisi i confini tra fede e paranoia.

Il cast comprende, oltre a Mauri, Ermanno De Biagi e Giuditta Niccoli, con presenze di Klara Gonda, Robert Madison, Mario De Candia, Beatrice Simonetti, Daniel Franchi e altri. È prevista inoltre la partecipazione di Germani nel ruolo di Alexander. La struttura del racconto conserva un respiro internazionale e integra elementi di diverse tradizioni religiose, in continuità con il trattamento visivo del film.

Approccio al personaggio

La costruzione dei personaggi privilegia l’introspezione e la gradualità. Il dolore di Erika diventa terreno fertile per la manifestazione del male originario, mentre il sacerdote costituisce il contrappunto umano e spirituale alla minaccia. L’interpretazione bilancia fragilità e determinazione, offrendo allo spettatore punti di identificazione e un alone di mistero. Dal punto di vista narrativo, la progressione emotiva mira a rendere credibile la trasformazione senza ricorrere a soluzioni espositive immediate.

Scelte produttive e luoghi delle riprese

Le riprese si sono svolte tra Ungheria, Malta, Tunisia e Roma. Ogni ambientazione fornisce un registro specifico di paura e misticismo e contribuisce alla costruzione atmosferica del racconto. In particolare, Malta ospita le sequenze degli esorcismi, spostate in luoghi non convenzionali, come una scogliera illuminata di giorno. La scelta di ambientare le pratiche all’aperto e alla luce ribalta l’immaginario tradizionale notturno e sottolinea la volontà produttiva di rendere visibile il conflitto spirituale.

Consulenza e realismo

In continuità con le scelte di fotografia esterna e luce naturale, la produzione ha incaricato un esorcista riconosciuto dalla Chiesa per rendere credibile la messa in scena. Il consulente ha fornito indicazioni operative e contestuali rivolte a regia, attori e troupe.

La sceneggiatura ha inoltre attinto a testi sugli esorcismi paleocristiani e alle specificità della possessione nelle diverse aree geografiche visitate. Tale documentazione ha creato una base storica e rituale che sostiene la tensione narrativa.

Dal punto di vista normativo, il coinvolgimento di figure religiose non comporta di per sé autorizzazioni speciali. Tuttavia, la produzione ha evitato l’esecuzione di riti reali in luoghi di culto senza i necessari permessi e il rispetto delle istituzioni interessate.

Il rischio compliance è reale: la consulenza ha indirizzato le scelte di messa in scena per contenere possibili criticità legate a rappresentazioni sensibili. L’ultimo sviluppo indica che la collaborazione con esperti storici e religiosi resterà parte integrante delle fasi successive di postproduzione.

Aspetti tecnici e squadra creativa

La collaborazione con esperti storici e religiosi resterà parte integrante delle fasi successive di postproduzione, influenzando scelte estetiche e narrative.

Germani ha curato la regia e la fotografia personale del film, esercitando controllo diretto sull’estetica visiva. La direzione artistica comprende le scenografie di Alessandra Martelli e i costumi di Antonella Balsamo e Federico Pinna. Le musiche originali sono firmate da Simone Pastore.

Gli effetti speciali di trucco sono stati realizzati da David Bracci. Il montaggio è a cura di Lorenzo Fanfani. I VFX sono prodotti internamente dallo studio Flat Parioli.

La direzione artistica e il team tecnico puntano a costruire un’esperienza incentrata su inquietudine, ossessione e confronto tra fede e paura. L’obiettivo dichiarato del regista privilegia la suggestione rispetto all’effetto splatter.

Dal punto di vista produttivo, la scelta di concentrare competenze interne mira a garantire coerenza stilistica nel passaggio dalla ripresa alla postproduzione. Questo approccio facilita l’integrazione delle consulenze religiose e storiche nell’elaborazione finale.

Che cosa aspettarsi e distribuzione

Questo approccio facilita l’integrazione delle consulenze religiose e storiche nell’elaborazione finale. Chi segue la filmografia di Germani riconoscerà in Angelus tenebrarum un percorso tematico che sposta l’enfasi dal gore verso un’angoscia meno tangibile ma altrettanto perturbante. Il film mostra scene rituali e ambientazioni europee, e propone una riflessione sul ruolo della religione e del rito nel confronto con il male. La pellicola sarà programmata nelle sale italiane a partire dal 23 febbraio 2026, con distribuzione di World Movies.

Per gli appassionati di horror, il titolo offre l’occasione di osservare come un autore noto per l’impatto visivo riconfiguri il proprio linguaggio verso un cinema di suggestione e ricerca atmosferica. L’opera mantiene una solida base produttiva e interpretativa, privilegiando la costruzione dell’atmosfera e la tensione psicologica rispetto allo shock viscerale. L’uscita italiana consentirà inoltre di valutare la ricezione critica e del pubblico nel contesto europeo.

Scritto da Dr. Luca Ferretti

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