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Anteprima di Cara a cara e L’uomo più bello del mondo a Torino

Due film inediti svelano segreti familiari: foto, intelligenza artificiale e testimonianze per ricostruire vite perdute.

Il panorama cinematografico italiano accoglie due proposte molto diverse ma unite da un filo conduttore comune: la volontà di indagare la memoria e i segreti custoditi dentro le famiglie. Una è il documentario-saggio uruguay-argentino Cara a cara diretto da Federico Veiroj, l’altra è il cortometraggio italiano L’uomo più bello del mondo firmato da Paolo Baiguera.

Entrambe le opere saranno presentate in anteprima a Torino, dove il regista Baiguera parteciperà a un evento speciale.

Le due pellicole si distinguono per la loro struttura ibrida, che mescola materiale d’archivio, ricostruzioni narrative e momenti di testimonianza diretta. Il risultato è un’esperienza che sfida la linearità tradizionale, facendo leva su fotointelligenza artificiale e registrazioni psichiatriche per dare voce a storie altrimenti dimenticate.

“Cara a cara” di Federico Veiroj: un film-saggio che ricompone una storia familiare

Nel suo progetto più ambizioso, Veiroj utilizza tre decenni di filmati personali girati con la sua famiglia, spezzoni tratti dai suoi precedenti film di finzione e una registrazione inedita di una seduta psichiatrica a cui il padre è stato sottoposto. Il risultato è un mosaico emotivo che narra l’ascesa e la caduta di una famiglia tradizionale di Montevideo, evidenziando le tensioni tra autorità paterna e indipendenza dei figli. Il regista non si limita a mostrare gli eventi, ma li analizza attraverso la lente della psicologia, rendendo la narrazione intensamente introspettiva.

Materiali combinati: filmati, scene di finzione e seduta psichiatrica

La particolarità di Cara a cara risiede nella sua capacità di intrecciare fonti eterogenee. Il film personale fornisce una testimonianza visiva autentica, mentre i brani tratti dai film di finzione introducono un ritmo drammatico più marcato. La seduta psichiatrica, registrata in diretta, aggiunge un elemento di verità cruda mostrando il padre di Veiroj mentre affronta una diagnosi difficile. Questa combinazione rende il racconto unico, perché il pubblico vive simultaneamente la storia attraverso occhi diversi, dal soggettivo al quasi clinico.

“L’uomo più bello del mondo” di Paolo Baiguera: memoria, foto e intelligenza artificiale

Il cortometraggio di Baiguera esplora il caso di Michele, uno zio scomparso negli anni ’80-90 a causa dell’AIDS e dell’eroina. Il nipote, protagonista della narrazione, ricostruisce la vita dell’uomo usando venti-cinque fotografie accompagnate da un’analisi fredda prodotta da un algoritmo di intelligenza artificiale. Accanto a questi dati, la voce della madre offre ricordi calorosi e soggettivi, creando un contrasto tra oggettività tecnologica e memoria emotiva.

Il dialogo tra immagini e racconti materni

Le foto, pur essendo semplici scatti, diventano testimonianze visive che l’AI interpreta, fornendo una cronologia precisa e un profilo psicologico di Michele. La madre, invece, ricorda dettagli che nessun algoritmo può cogliere: odori, sensazioni e piccoli gesti quotidiani. Questo scontro tra il rigore dei numeri e la dolcezza della narrazione orale mette in luce il valore delle immagini come ponte tra passato e presente, e invita lo spettatore a riflettere su cosa davvero rimane taciuto nella storia famigliare.

Evento speciale a Torino: regista, pubblico e prospettive future

La proiezione delle due opere avrà luogo in una sala dallo stile industriale di Torino, dove sarà presente il regista Paolo Baiguera per una tavola rotonda con critici e appassionati. L’incontro offrirà l’opportunità di approfondire i temi trattati nei film, soprattutto il ruolo della tecnologia nella ricostruzione dei ricordi e la necessità di confrontarsi con le verità scomode delle proprie radici. L’evento si configura quindi non solo come anteprima, ma come spunto di discussione per registi, psicologi e studiosi di cultura contemporanea.

Scritto da Chiara Lombardi

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